Imparare l’alfabeto con le conchiglie

Parecchio tempo fa avevamo creato il memory delle conchiglie: un gioco che a Piccolo Furfante piace ancora. Così qualche settimana fa con una gran voglia di mare addosso, ho recuperato le ultime conchiglie che ci erano rimaste. Ma cosa farne?

L’idea di un altro memory mi stuzzicava, ma era una replica del precedente e non sapevo se avrebbe entusiasmato Piccolo Furfante, così ho pensato e pensato, pensato… finchè mi è venuta questa idea: un memory conchiglioso, ma invece di usare immagini, utilizzare le lettere.

Avevo in giro ancora delle lettere (di piccole dimensioni) in foam, rimasugli di miei lavoretti scrap e con moooooolta pazienza ho incominciato ad incollarle con della super-colla alle conchiglie. Il risultato è carino. Naturalmente le lettere devono essere uguali 2 a due (per giocare a memory). Le nostre poi erano anche colorate e l’alfabeto risaltava sulle conchiglie bianche.

Come avevo sperato è stato un successone! 😀

All’inizio abbiamo giocato al classico memory, riconoscendo le lettere che comparivano, poi ci siamo dati alla costruzione di parole usando le conchiglie. Ho dovuto comprare altre conchiglie e altre letterine in foam perchè quelle che avevo non bastavano a costruire alcune parole  (come per esempio mamma: cavoli ha 3 emme e 2 a…)

Ecco un gioco facile da costruire, divertente e adattissimo per l’estate. Ve lo consiglio.

Per chi non avesse letetrine di foam a disposizione, ecco un mini-alfabeto da scaricare ed incollare 🙂

Cosa fare con le conchiglie? ecco alcune idee…

LEGGI ANCHE…

Continue Reading

Tovagliette-gioco fai da te

La prima volta che portammo Piccolo Furfante a San Francisco, lui non era altro che un cucciolino di 15 mesi. Quello che mi colpì subito (da sola con lui per la maggior parte del tempo) era la facilità con cui mi muovevo in giro per la città. Tutto era a misura di mamma a spasso con un bimbo piccolo: nessun problema ad andare in giro con i mezzi pubblici e un passeggino al seguito (con appositi sali/scendi su treni e bus), a trovare bagni attrezzati e su misura (sia per uomini sa per donne), seggioloni in ogni luogo pubblico, parchi giochi puliti e con attività pensate anche per bambini piccoli, menù e servizi per la tavola a misura di bimbo, marciapiedi per facilitare l’accesso di passeggini (e di sedie a rotelle), biblioteche fornitissime di libri, attività ed angoli per i bimbi, posti auto riservati a famiglie con bimbi, senza contare che in ogni luogo tutti ci davano una mano (a portare vassioi, a caricare la spesa, a spingere carrelli…). Insomma era proprio una pacchia!

Mi ricordo che il primo giorno in giro da sola, di ritorno al nostro appartamento avevo esclamato eccitatissima:”Cavolo, ma qui è uno spasso!”. Ecco Piccolo Furfante a 15 mesi in uno dei tanti self service di SF (munito di tovagliette e seggiolone) e lo scorso ottobre mentre sceglie libri e giochi in un ristorantino di Mountain View durante il bruch domenicale

Non so come vada nelle altre città italiane, ma nella provincia dove abito io poco è a misura di mamma con bimbo al seguito: prendere il treno o il bus è un impresa titanica se si ha un passeggino, trovare seggioloni o rialzi per sedie nei ristoranti non è facile, i parchi non sono pulitissimi e spesso i giochi sono adatti a bimbi un po’ grandicelli…

Tra le tante cose che avevo sperimentato in quella prima esperienza negli States, c’erano state anche le “mitiche” tovagliette-gioco usa e getta che in ogni ristorante, bar, self service ci venivano offerte con un set completo di pastelli a cera o pennarelli. Avevo ben presto scoperto che erano in vendita tovagliette in carta riciclata usa e getta ( tipo queste) che si attaccavano con un adesivo al tavolo per permettere ai bambini di tenersi occupati in attesa del cibo. Ne avevo acquistati un intero kit  in vista del nostro ritorno in Italia !! 🙂

Piccolo Furfante non ha mai avuto problemi con il cibo, per cui lo scopo delle tovagliette non era quello di distrarlo mentre mangiava, ma tenerlo occupato nell’attesa del suo piatto o mentre noi grandi terminavamo il nostro. Le tovagliette hanno sempre fatto il loro dovere, ma presto le esigenze di PF sono cresciute: i semplici disegni proposti lo annoiavano, così sono passata a dei libri-gioco, ma spesso erano troppo ingombranti e davano fastidio sul tavolo. Così mi sono messa io stessa a creare delle semplici tovagliette gioco, che tenevano in considerazione i gusti e le richieste di Piccolo Furfante. Erano dei semplici fogli A4 con disegni, giochi ed attività da completare. Ho creato anche un porta tovagliette di stoffa, poco ingombrante e comodo da portare in giro e da appoggiare sul tavolo. Di questo però parlerò un’altra volta 😉

Ecco a voi alcune delle tovagliette-gioco che ho creato per PF e che di solito ci accompagnano quando siamo fuori a cena…

Naturalmente le tovagliette possono essere usare in vari modi, anche come dei semplicissimi fogli gioco. Per riutilizzarle più volte è sufficiente plastificarle ed usare dei pennarelli da lavagna per scrivere. Qualche post fa, inoltre, Francy spiegava come ha realizzato delle meravigliose tovagliette (regalo per la festa del Papà) inserendo tra due tovagliette plastificate un disegno fatto dalla sua bimba. Una bellissima idea 🙂

Altre idee dalla rete:

  • Allfreecraft.com (per creare una tovaglietta “apparecchiata” a regola d’arte)
  • eHow (con le istruzioni per realizzare una pratica tovaglietta da disegno)
  • ZiggityZoom (con una tovaglietta-giungla tutta da colorare)
  • USGS (con una meravigliosa tovaglietta per imparare il ciclo dell’acqua)
  • Familyfun.go.com (questa tovaglietta del Ringraziamento l’abbiamo usata alla festa di quest’anno 🙂 )
  • Kaboose (ecco una tovaglietta per gli amanti dei dinosauri: tutta da colorare)
  • MammaFelice (con una meravigliosa tovaglietta per imparare ad apparecchiare)

LEGGI ANCHE...

Continue Reading

A come Albero: schede per imparare a scrivere le lettere dell’alfabeto

Qualche tempo fa ero rimasta affascinata da delle semplici schede di pregrafismo utilizzate da Chasing Cherrios (uno dei miei blog preferiti!! 🙂 ). Così spinta dal desiderio di farci giocare anche Piccolo Furfante, mi sono messa al computer e ho cominciato a lavorarci su. Più ci lavoravo però e più mi sembravano poco utili per PF: di schede di pregrafismo ne abbiamo la casa invasa, mentre lui adesso è in pieno delirio da alfabeto!! Così, senza pensarci su troppo, ho cancellato tutto e ho creato delle semplicissime schede per imparare a scrivere la lettera A.

A dire la verità Piccolo Furfante la sa già scrivere  perchè è l’iniziale del suo nome, ma  ho scelto di iniziare proprio da lì per due ragioni: per attirare l’attenzione di PF (dato che scrive A ovunque) e perchè poi avrò la scusa di creare tanti altri librettini (uno per ogni lettera dell’alfabeto) 🙂

Dato che con A iniziano un sacco di parole, ho scelto di abbinare alle lettera la parola ALBERO, in modo che Piccolo Furfante ponesse attenzione  anche al mutare delle stagioni: gli alberi illustrati, infatti, sono diversi a seconda della stagione (Non l’avreste mai detto???!!! 😉 ).

Ecco le schede che ho creato. E’ sufficiente ritagliarle, incollarle su un cartoncino, praticare un piccolo foro sul lato sinistro ed unirle insieme con un nastrino. Per chi volesse riutilizzarle più volte, un buon modo è quello di plastificarle ed usare dei pennarelli da lavagna per tracciare le linee .

Altre spunti dalla rete:

LEGGI ANCHE…

Continue Reading

Creare disegni con la colla vinilica: il libro delle lettere

Giocare con la colla vinilica era un vero divertimento per me quando ero piccola: mi piaceva versarne  su dei fogli di pellicola trasparente componendo disegni. Aspettavo poi che il tutto asciugasse  per vedere che effetto faceva. Ci passavo delle ore… 🙂

Questo gioco non lo avevo mai proposto a Piccolo Furfante per timore che si mettesse in bocca la colla, ma l’altro pomeriggio quando mi è capitato in mano un tubetto gigante di colla vinilica non ho saputo resistere.

Abbiamo usato dei fogli di carta forno (più pratica della pellicola) e ci siamo messi a disegnare. PF ha disegnato un bimbo, poi il sole, il prato, una nuvola gigante, una nave, pinocchio…

Io mi sono data invece  alla creazione di lettere.

La tentazione di toccare con le dita il composto era forte, ma PF è stato bravissimo e non ha messo in bocca nulla. Abbiamo fatto asciugare i nostri fogli tutta notte ed il mattino una sorpresa aspettava Piccolo Fufante: i disegni erano spariti! Ma solo in apparenza: la colla seccando era diventata trasparente e sembrava che fosse rimasto solo il foglio di carta.

Facendo una lieve pressione le immagini di colla si sono staccate dalla cartaforno ed appoggiate su un supporto scuro (un foglio colorato o il tavolo di legno) sono ricomparse. “Mammaaaaa… guarda sono disegni magici!!!” Ha esclamato PF  entusiasta! 🙂

Abbiamo poi incollato i disegni di PF – con della colla stick – su del cartoncino nero per creare una copertina, mentre le mie lettere su dei fogli blu. Abbiamo così  realizzato un libro tattile sull’alfabeto: su ogni foglio c’è una lettera che si può toccare, perchè in rilievo, e ricopiare.

La prossima volta aggiungerò del colore alla colla vinilica (preparerò tanti contenitori quanti i colori che voglio usare) in modo che i nostri disegni non siano più solo bianchi!!

Ecco cosa altro si può creare con la colla vinilica:

LEGGI ANCHE…

Continue Reading

Un memory per imparare le lettere

abc memoryPer uno dei miei tanti laboratori a scuola, avevo creato tempo fa delle simpatiche carte per imparare le lettere dell’alfabeto. Le avevo realizzate sul tema degli animali, sia con le lettere maiuscole che  minuscole.

Qualche giorno fa mi sono ricapitate in mano  e mi è venuto in mente un modo alternativo per riutilizzarle: usarle come carte-memory. Le coppie di carte sono infatte uguali nei disegni, differiscono solo per il fatto che le lettere sono maiuscole e minuscole. Quindi possono essere usate tranquillamente come un banalissimo memory.

Il gioco sembra piacere molto a Piccolo Furfante, soprattutto per il soggetto perchè lui adora gli animali. Dal canto mio, sono contenta di averle potute riutilizzare: qui si ricicla sempre tutto!! 😉

Ecco il modello delle nostre carte. Occorre solo ritagliarle, incollarle su del cartoncino rigido ed il gioco è fatto!

Naturalmente possono essere usate anche in altro modo: appendendole alle pareti come ghirlande o incollandole su un quaderno per creare un piccolo abbecedario.

Ecco, inoltre, altre risorse ed idee che ho trovato in rete:

LEGGI ANCHE…

Continue Reading

Imparare i numeri divertendosi: alla scoperta dell’intelligenza logico-matematica

talpa mafaldaOggi su Repubblica on line compare un interessante articolo sulla relazione tra l’apprendimento degli scacchi e l’acquisizione di abilità matematiche ( e non solo!). L’articolo  presenta l’esperienza di alcune scuole tedesche, sottolineando come, invece che cimentarsi nell’apprendimento di astratte formule,  favorisca (dove non addirittuta risulti più efficace) l’apprendimento della materia  imparare a giocare a scacchi.  Se prendiamo in considerazione la teoria dell’intelligenza multiple di H. Gardner questo non soprende affatto.

L’intelligenza logico- matematica, così come esplicitata da H. Gardner, non è la sola capacità di far di calcolo e di usare correttamente formule matematiche. Essa risulta ben più complessa, si esprime:

  • nel confrontare e riconoscere oggetti diversi (concreti o astratti),
  • nell’interesse per l’investigazione ed il pensiero scientifico
  • nel ragionamento deduttivo ed induttivo
  • nell’identificare relazioni e connessioni
  • e, naturalmente, nella capacità di usare i numeri e di svolgere calcoli complessi

In base all’età delle persone e quindi al loro livello di sviluppo cognitivo, l’abilità logico-matematica si esprime in modo diverso. Prima dell’adolescenza, quando la capacità di astrazione non è ancora  sviluppata appieno, l’intelligenza logico- matematica si manifesta attraverso la capacità di utilizzare schemi, di riconoscere relazioni, connessioni e differenze tra oggetti e di usare categorie per classificarli, tutto attraverso la manipolazione  dell’ambiente e la sperimentazione. L’apprendimento dei numeri è, quindi, solo uno dei tanti modi in cui far avvicinare i bambini piccoli alla matematica.

Ciò che è  importante è creare occasioni e stimoli per incuriosire e sperimentare,  favorendo così la voglia di imparare. La  matematica  diventa, quindi, un piacere, un gioco e non un obbligo, un dovere o una fonte di stress.

Quali sono le possibili attività da proprorre ai bambini piccoli?

  • Tutti quei giochi che favoriscono la categorizzazione di oggetti (abbinamenti per colori, per forme, per caratteristiche simili…): il memory è uno di questi!
  • Filastrocche, canzoni, storie che avvicinino i bimbi al mondo dei numeri in maniera divertente; come questo racconto che ho creato per Piccolo Furfante dal titolo “I numeri cercano casa”
  • Attività che stimolino l’investigazione come una semplice caccia al tesoro o l’indovinare oggetti nascosti solo dal  tatto o da qualche loro caratteristica particolare (es. il rumore, la consistenza…)
  • Semplici esperimenti “scientifici” (pesare oggetti diversi, accertare quali oggetti galleggiano e quali no, quali vengono attratti da una calamita e quali no…)
  • Giochi che permettano di confrontare oggetti simili, ma diversi per qualche particolare, evidenziando ciò che li accomuna da ciò che li differenzia (giochi come “cerca le differenze”)
  • Attività che stimolino la ricerca di soluzioni a semplici “problemi”  (costruire torri, far rimanere in equilibrio oggetti, puzzle, indovinelli…)

Questi sono solo alcuni semplici spunti, eccone altri:

LEGGI ANCHE…

Continue Reading

La filastrocca dei numeri: imparare divertendosi

filastrocca-numeriPiccolo Furfante è nella fase :”Maaaaamma, mi piacciono i numeri”. Non perde occasione per contare qualsiasi cosa: ieri l’ho sorpreso a contare i pomelli del cassettone del bagno! Naturalmente fa un po’ di confusione: a volte alcuni numeri li confonde o li ripete più volte, sbaglia l’ordine o ne inventa di nuovi. Sorprendentemente li conosce meglio in inglese: un giorno a settimana all’asilo viene una maestra d’inglese madrelingua, che rimane tutta la giornata parlando solo in inglese. Ho saputo che fa divertire i bambini con simpatiche flastrocche su vari temi. Nelle ultime settimane  la rima più gettonata è quella sui numeri con il risultato che Piccolo Furfante ricorda meglio i numeri in inglese che in italiano.

Era già da qualche giorno che riflettevo su questo, così ieri prima di andare a nanna, ho fatto una prova: insieme alla solita storia della buonanotte ho inventato una semplice filastrocca sui numeri (in italiano!!). Piccolo Furfante l’ha apprezzata molto, tanto che stamattina me l’ha richiesta, ma purtroppo ho avuto difficoltà a ricordare le rime giuste con grande disappunto di Piccolo Furfante (si sa che i bambini di quest’età amano la ripetitività e odiano i cambiamenti, soprattutto riguardo a cose che piacciono loro!).

Per non rischiare di dimenticare ancora le parole, ho deciso così di creare un piccolo libretto con questa semplice filastrocca con tanto di immagini e copertina.  Ecco il modello che ho usato io.

Per costruire il libro servono solo colla, forbici ed una pinzatrice.

libro-numeri2Una volta stampato il modello, ritagliare i fogli che compongono il libro lungo il perimetro.  I fogli devono rimanere uniti a due a due. Piegare ogni foglietto a metà seguendo la linea divisora ed unendoli, poi, tra loro colibro-numeri3n la colla. Bisogna fare attenzione a far combaciare bene i bordi.  Avrete quindi in mano 7 foglietti fronte retro ed una copertina. Incollate la copertina su un cartoncino rigido ed inserite dentro i fogli ripiegati, seguendo la numerazione in fondo alle pagine. A questo punto spillate tutti i fogli tra loro. Il libro è finito!

In rete ho trovato alcune filatrocche sui numeri molto carine:

LEGGI ANCHE…

Continue Reading

Lumache e chiocciole: storie, attività e semplici lavoretti per bambini

snailCon l’arrivo delle belle giornate Piccolo Furfante riesce a passare, sempre più spesso, i pomeriggi al sole e all’aria aperta. Il parco è una delle sue mete preferite. Fortunamente la famiglia P. abita vicino ad un grande campo sportivo, pieno di alberi, di verde e di bambini.
Piccolo Furfante, come ogni bimbo, è affascinato dalla natura, dagli animali e, soprattutto, dagli insetti (terrore della mamma!). E’ pieno di curiosità per questo piccolo mondo, una volta tanto, più piccolo di lui!
Qualche giorno fa, ha trovato nel prato sotto casa il guscio vuoto di una lumachina e ne è rimasto così colpito che ha raccontato questo suo ritrovamento a tutti quelli che incontrava.
Tornati a casa, ho rispolverato un giornalino acquistato qualche mese fa (PICO di ottobre 2008) con tante pagine dedicate alle chiocciole: con una bella filastrocca, un simpatico racconto e con tante informazioni sul mondo di questi curiosi esserini.

Tanto è stato l’entusiamo di Piccolo Furfante per le lumachine, che abbiamo deciso di costruirne una con la pasta di sale. Ne è uscita una chiocciola un po’ particolare: è verde a strisce bianche, ha due occhi neri grandi grandi, due snailmade2piccolissime antenne sporgenti ed è grande circa 15 cm!

Una volta fatta asciugare (sul calorifero per circa 2 giorni), abbiamo costruito per lei  un piccolo giardino: abbiamo usato un vassoietto di legno come base (in origine era il sottovaso di alcune piante grasse!) che Piccolo Furfante ha poi rivestito con foglie e fiori di plastica. Una volta pronto il praticello (sintetico), vi abbiamo adagiato la nostra chiocciolina che ora passa le sue tranquille giornate tra il verde.

Per accontentare le richieste di Piccolo Furfante, ho anche creato alcune semplici attività sempre collegate al mondo delle chioccioline: il memory dei colori, il memory delle lumachine e delle semplici schede per imparare i numeri da 1 a 10 e da 1 a 20.

In rete, inoltre, si trovano tantissimi materiali ed attività adatte ai più piccoli sulle lumache ed il loro mondo:

LEGGI ANCHE…

Continue Reading

Costruiamo una storia

propp2Rimettere in ordine i miei vecchi quaderni delle attività che svolgevo a scuola, è stato un po’ come scoperchiare il vaso di Pandora: ne sono usciti tantissimi ricordi, ma anche le mie tantissime idee che cercavo con entusiasmo di proporre e mettere in pratica.

Tra queste ho ritrovato un’attività che mi piaceva molto e che realizzavo con i bambini delle elementari (dagli 8 anni in su): la costruzione di storie attraverso l’uso delle carte di Propp.

Queste carte sono state pensate a partire dalle analisi svolte da Propp (etnologo sovieto) sulla struttura della fiaba popolare. Propp, nei suoi studi, aveva individuato 31 funzioni che, articolate e combinate  tra loro, sono in grado di descrivere la forma delle fiabe.  Non tutte le funzioni sono presenti nelle fiabe, così come la loro succesione non è fissa, ma può variare arbitrariamente.

Aiutandosi con queste carte è così possibile costruire ed inventare sempre  nuove storie, divertendosi a giocare con la propria fantasia ed immaginazione.

Girando un po’ in rete, mi sono imbattuta in un sito che permette di scaricare gratuitamente le carte www.minidisegni.it, mentre, per avere un’idea di come poterle utilizzare, consiglio di leggere questa interessante esperienza che ho trovato su www.scuoladibase.it . Per avere, infine, tante nuove idee e suggerimenti consiglio  “La grammatica della fantasia” di Gianni Rodari, testo da cui (all’epoca) avevo preso l’idea e che è stato per me fonte di ispirazioni per molte attività.

LEGGI ANCHE…

Continue Reading