Il metodo di studio ovvero imparare a studiare in modo efficace

Avere un metodo di studio significa principalmente imparare a studiare trovando un modo che risulti efficace a seconda delle proprie caratteristiche personali: ogni bambino è infatti diverso e non tutti i metodi vanno bene. C’è chi memorizza piu’ facilmente con  schemi e disegni, chi attraverso riassunti e chi semplicemente sottolinenando.

Dopo varie prove e tentativi, noi abbiamo trovato questo metodo che ci risulta veloce ed efficace:

  • leggiamo e rileggiamo per capire bene il testo
  • sottoliniamo le parole chiave
  • dividiamo il testo in punti
  • riassumiamo brevemente il testo seguendo i punti e usando le parole chiave
  • creiamo schemi se il testo è particolarmente complesso
  • ripetiamo usando gli schemi o i riassunti
  • ripetiamo senza schemi o riassunti

Una volta individuato il metodo ho creato per PF delle carte che lo riassumessero visivamente, in modo che gli fosse chiaro ogni passaggio. Le trovate in questo post da stampare.

Ho realizzato anche un brevissimo video…

 

Se siete curiosi di vedere tutti i miei video, li trovate sul mio CANALE 

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Le carte per imparare a scrivere una descrizione

le carte per imparare a scrivere le descrizioni

Dopo le carte per scrivere un tema e un riassunto, ho preparato per PF anche le carte per imparare a scrivere una descrizione.

Da quando è iniziata la scuola PF si sta allenando a scrivere temi e riassunti. Quello che notavo pero’ era che le sue descrizioni erano poco precise e si limitavano all’uso di pochi aggettivi. Ho pensato allora di creargli un promemoria per scrivere descrizioni che riguardano persone, animali, oggetti e l’ambiente. Ogni foglio contiene domande che aiutano a capire quali informazioni possono essere importanti e quindi da scrivere.

Sono in tutto 4 fogli che possono essere incollati per creare un mini libretto che sta in una mano.

Qui trovate le carte da stampare e ritagliare…

e qui un breve video che ho realizzato:

 

Se siete curiosi di vedere tutti i miei video, li trovate sul mio CANALE 

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Il domino delle operazioni per ripassare le quattro operazioni in modo divertente

domino per ripassare le operazioni

Ho ricevuto delle richieste per idee che proponessero in modo giocoso e divertente il ripasso delle operazioni di matematica.

Come vi avevo già accennato in  altri post il metodo utilizzato nella scuola di PF per la matematica è molto simile a quello che in Italia viene chiamato “metodo analogico”. In pratica tutte le operazioni, anche piuttosto complesse, vengono fatte a mente: non vengono quindi fatte in colonna, ma il linea.

Il primo passo per apprendere questo metodo è memorizzare, attraverso tantissime attività, le operazioni piu’ semplici come somma e sottrazione, prima fino al 10 e poi fino al 20. Dalle addizioni e sottrazioni poi si passa alle moltiplicazioni e le diviosi e in seguito vengono ricavati degli schemi ripetibili per le operazioni piu’ complesse, in modo che non vi sia necessità di dover svolgere l’operazione in colonna.

Il domino è uno dei metodi usati per allenarsi a fare le operazioni piu’ semplici a mente. Ho già creato dei domino sia per le addizioni, che per le sottrazioni che per le moltiplicazioni. In questo caso ho realizzato un domino con tutte 4 quattro le operazioni per divertirsi ad allenarsi. Naturalmente  le operazioni che ho proposto sono semplici.

Lo trovo un buon modo per ripassare le operazioni senza troppo stress. Perfetto per ripeterle da soli o anche in compagnia.

Come utilizzarle:

Il gioco è un semplice domino: ogni tessera avrà da una parte un’operazione e dall’altra un risultato. Il gioco consiste nell’abbinare l’operazione al risultato corretto, fino a che le tessere non sono finite.

Qui trovate le tessere da stampare e ritagliare

Ecco alcune idee per giocare con le operazioni…

 

 

 

 

 

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I dadi per raccontarsi

dadi per parlare di sè

 

Offrire occasioni ai bambini  per parlare di sè è importante, non solo perchè permette agli adulti di conoscerli e capirli, ma anche perchè fa comprendere loro che sono ascoltati, gli insegna a mettersi a contatto con il loro mondo interiore e ad esprimerlo in modo sempre piu’ preciso.

Questo tipo di attività viene svolta soprattutto all’inizio dell’anno scolastico per accogliere i bambini in classe, per presentarsi e conoscere i nuovi arrivati.

Ho creato nel tempo tante attività per stimolare i bambini a parlare di sè: da semplici schede a diari veri e propri. Volevo pero’ creare un gioco che potesse risultare piu’ divertente e potesse essere utilizzato sia a voce che usando la scrittura.

Ho creato, sulla falsa riga di un’attività svolta da PF, due dadi con tante domande a cui i bambini, ma anche gli adulti, possono rispondere.

E’ sufficiente lanciare uno o entrambi i dati e rispondere alle domande che escono. E’ possibile farlo sia a voce sia scrivendole su di un foglio.

Ecco i dadi da stampare ed assemblare, seguendo le indicazioni riportate sul foglio.

 

Qui trovate altre idee prese in rete…

Non mi resta che augurarvi buon divertimento!

 

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Le carte per imparare a scrivere un tema

Le carte schede per imparare a scrivere un tema

Ho sempre amato scrivere i temi, è sempre stato il mio forte. Di questo devo ringraziare la mia maestra delle elementari che ci ha fatto esercitare molto e ci ha spiegato, passo passo, come scrivere un tema chiaro ed interessante.

Per aiutare PF ad imparare a scrivere i temi ho creato delle semplici carte che riassumono, in modo semplice, come farlo. Queste carte stanno in una mano e possono essere facilmente portate con sè.

PF le ha trovate utili, cosi’ ho deciso di condividerle con voi.

In totale sono 4 carte:

  1. nella prima spiego i punti da toccare per svolgere una buona introduzione ,
  2. nella seconda carta indico come svolgere il tema,
  3. nella terza come concluderlo,
  4. nella quarta carta spiego cosa controllare prima di ricopiarlo in bella.

Le carte possono essere anche unite insieme per creare un pratico libretto.

Qui trovate le carte-libretto da stampare

e un breve video che ho realizzato per riassumere visivamente il tutto:

 

 

Qui trovate le carte/libretto che ho creato invece per scrivere i RIASSUNTI

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Le carte per imparare a scrivere un riassunto

carte per imparare a scrivere un riassunto

 

A scuola di PF si fanno purtroppo pochi riassunti e pochi temi. Fortunatamente nella classe d’italiano invece ci sono quasi ogni settimana e questo ha favorito tantissimo PF anche in tedesco.

Per aiutarlo ad imparare la costruzione sia dei riassunti che dei temi ho creato delle semplici carte che riassumono in modo semplice e diretto come scriverli. Queste carte stanno in una mano e possono essere facilmente portate con sè.

PF le ha trovate utili, cosi’ ho deciso di condividerle con voi.

Oggi vi propongo quelle per scrivere un riassunto.

In totale sono 3 carte: nella prima spiego come  leggere e analizzare il testo da riassumere, nella seconda come scrivere il riassunto e nella terza lo stile da utilizzare, come per esempio trasformare i discorsi diretti in indiretti od usare la terza persona.

Le tre carte possono essere anche unite insieme per creare un pratico libretto.

Qui trovate le carte da stampare

E qui un breve video che ho realizzato:

 

Altre idee prese in rete:

una pratica mappa mentale

e sullo scaffale…

riassunti facili per imparare a scrivere riassunti

 

 

 

 

 

 

 

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10 libri per giocare con la grammatica

La grammatica vi fa paura? Coniugare nomi e trovare aggettivi vi annoia?

Non ditelo a nessuno, ma la grammatica è sempre stata una delle mie materie preferite e il segreto è tutto nella mia maestra che me l’ha sempre proposta come un gioco.

Imparare la grammatica puo’ essere quindi anche divertente: fare l’analisi grammaticale usando giochi o simpatiche attività facilita l’apprendimento e la memorizzazione di termini e concetti; non annoia e fa appassionare ad una materia un po’ ostica.

Per questo motivo ho raccolto in questo post alcuni libri che fanno avvicinare alla grammatica in maniera spiritosa e giocosa.

10 libri pensati per bambini da 6 a 9 anni con tante proposte attive e divertenti.

10 libri per grammatica divertente bambini

 

cimpa la parola misteriosa libri divertenti di grammaticaCimpa. La parola misteriosa di Catarina Sobral, La nuova frontiera junior, 2014

Età consigliata: da 6 anni

Un giorno in una grande biblioteca un ricercatore scopre una nuova parola: Cimpa. Nessuno sa cosa significhi né a quale categoria grammaticale appartenga. E così su questa parola ognuno ha la sua teoria, ma la vecchia prof. Zelinda assicura che si tratta di un verbo. E allora giù tutti a usarla come un verbo. Ben presto però arriva qualcun altro a smentirla sostenendo che è un aggettivo e poi un nome e finanche un avverbio… “Cimpa” è il primo albo sulla grammatica: ben lontano da ogni pesantezza pedagogica, fatto apposta per prendersi gioco con ironia delle regole grammaticali. 

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nel paese di grammatica libri divertenti di grammaticaNel paese di Grammatica di Rossana ColliMonica Colli e Angela Di Corato (Autore) , Erickson, 2014

Età consigliata: da 7 anni

Nel paese di Grammatica propone un metodo per immaginare e insegnare la grammatica vicino al modo di sentire del bambino dei primi anni della scuola primaria. Il libro, pensato per gli insegnanti e gli alunni della seconda e terza classe, presenta una serie di letture e di attività che coinvolgono e appassionano i bambini, rendendo così la grammatica una piacevole scoperta. Punto di forza di questo volume è l’aver integrato alcuni stimoli provenienti dall’insegnamento della grammatica secondo il metodo Montessori — come ad esempio l’utilizzo di simboli colorati — con alcuni impulsi, fortemente artistici ed evocativi, del metodo d’insegnamento delle scuole Waldorf.
Il risultato è un testo che, attraverso racconti, poesie in rima e la personificazione degli elementi grammaticali, coinvolge tutti i sensi del bambino e lo porta ad affrontare i primi passi nell’apprendimento della grammatica con gioia e curiosità.

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grammatica italiana per bambini libri divertenti di grammaticaGrammatica italiana per bambini di Sabrina Galasso, Alma edizioni, 2007

Età consigliata: da 7 anni

Il volume è uno strumento per affrontare la grammatica in un modo giocoso e piacevole attraverso le storie fantastiche dei due bambini protagonisti, Giulia e Francesco. L’impostazione didattica, coinvolgente e agile, stimola la curiosità e fa leva sulla fantasia dei bambini, permettendo loro di avvicinarsi all’argomento in modo ludico e leggero. Ogni unità didattica affronta un argomento grammaticale in modo chiaro e comprensibile e propone esercizi di vario genere, anche questi caratterizzati da un’atmosfera di gioco e divertimento.

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l'albero dei verbi libri divertenti di grammaticaL’albero dei verbi di Luciana Lenzi e Enrico A. Emili, Libriliberi, 2012

Età consigliata:da 7/8 anni

L’apprendimento delle forme verbali è uno degli ostacoli più grossi che i bambini devono affrontare, eppure fin dai tre anni ciascuno di loro utilizza in modo adeguato anche forme complesse come i participi passati. Questi sono alcuni dei macroscopici motivi che ci hanno indotto a ribaltare lo studio del verbo e a proporre ai bambini in modo semplice e non semplificato una morfologia in stretta relazione con la sintassi. L’albero contribuisce all’emersione della competenza grammaticale implicita grazie alla visualizzazione delle relazioni tra gli elementi processati per opposizione e ad alcune mirate frasi-gancio. Così, cercando di collocare una forma verbale (per esempio “cantaste”), il bambino applica ad alta voce i suoi schemi impliciti e se ne appropria in modo consapevole.

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terrore a grammaland libri divertenti di grammaticaTerrore a Grammaland  di Massimo Birattari, Feltrinelli, 2018

 Età consigliata: da 8 anni

Grammaland, il parco dei divertimenti nel quale si spiegano le regole della grammatica in modo originale e spassoso, offre sempre nuove attrazioni: il campo da rugby in cui l’animatore Tacalahaka propone subdoli quiz sulla H, il Padiglione delle Pronunce Sbagliate dove i ragazzi che inciampano sugli accenti precipitano in uno scivolo a chiocciola… Il professor Furio Mangiafuoco, l’inventore di Grammaland, già sogna di accogliere nel suo parco migliaia di classi in gita scolastica, quando all’improvviso si ritrova sotto attacco. Mentre una mano misteriosa traccia scritte sgrammaticate su un muro, grossi mostri di lamiera abbattono le attrazioni di Grammaland a forza di bestialità che traboccano dalle chat sui cellulari, orrori di pronuncia, strafalcioni assortiti e costruzioni oscure che infestano i temi a scuola. Da solo, Mangiafuoco non potrà resistere al bombardamento. Ma saranno proprio i ragazzi ospiti di Grammaland a sfidare il terrore prodotto dall’errore: a loro spetterà l’ultima difesa della bellezza e dell’efficacia dell’italiano corretto. «Terrore a Grammaland» è una nuova avventura romanzesca tra le insidie e le sorprese della grammatica. È una grande caccia all’errore, ma anche la scoperta di una lingua semplice, viva ed espressiva che i ragazzi potranno perfino insegnare agli adulti.

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Laboratorio dei verbi di Pietro Acler e Laura M. Fabiani, Erickson, 2013

 Età consigliata: da 8 anni

Ritornano le mirabolanti avventure del Re dell’alfabeto, alle prese con la costruzione del suo magico regno in cui, questa volta, saranno i verbi ad essere i veri protagonisti. Il volume prevede un approccio creativo, curioso e stimolante alla grammatica, e si compone di 14 sezioni, ognuna delle quali dedicata a una specifica caratteristica del verbo. In particolare vengono trattati: i modi e i tempi del verbo i verbi ausiliari i verbi attivi e passivi i verbi transitivi e intransitivi i verbi riflessivi, reciproci e pronominali i verbi predicativi e copulativi i verbi impersonali i verbi servili e fraseologici i verbi irregolari. Ogni argomento è introdotto da una fiaba e viene esplorato attraverso una serie di attività didattiche e di approfondimento di varia difficoltà che permettono all’insegnante di alternare lavori singoli e di gruppo. Le schede presentano inoltre dei brevi appunti grammaticali. Chiudono ciascuna sezione alcune proposte di scrittura creativa, che danno ampio spazio alla fantasia dei bambini consentendo loro di sperimentare quanto hanno imparato.

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analisi logica e grammaticale al volo libri divertenti di grammaticaAnalisi grammatica e logica al volo di Camillo Bortolato, erickson, 2009

Età consigliata: da 8 anni

Esiste un segreto per insegnare a svolgere «al volo» l’analisi grammaticale e logica, evitando mesi di spiegazioni spesso infruttuose: è quello di presentare subito all’alunno tutte le conoscenze necessarie provviste di agganci emozionali, come le due strisce illustrate allegate a questo volume. Ciascuna equivale a un riassunto grazie al quale non serve più arrovellarsi per comprendere e per tenere tutto a mente, ma è sufficiente andare a cercare, poiché nella striscia è contenuto tutto. La comprensione si trasforma quindi in riconoscimento, semplificando il processo di apprendimento. Fare l’analisi grammaticale diventa così il gioco di mettere ogni singola parola nel barattolo giusto, scegliendolo tra nove allineati come sul ripiano di una cucina, ciascuno con il suo nome. Fare l’analisi logica invece diventa come muoversi in un quartiere osservando che ogni casa ha una caratteristica diversa dalle altre, senza possibilità di confondersi. Questo strumento è destinato agli alunni dalla classe terza della scuola primaria in poi, in supporto al consueto programma: la proposta, indispensabile per quei bambini che si trovano in difficoltà davanti alla complessità dell’analisi della lingua italiana, è resa più efficace grazie a un pratico eserciziario di veloce compilazione.

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la grammatica ti salverà la vita libri divertenti di grammaticaLa grammatica ti salverà la vita di Massimo Birattari, Feltrinelli kids, 2012

Età consigliata: da 8 anni

La grammatica vi fa paura? Quando consegnate una verifica tremate già al pensiero dei segnacci rossi e blu che la tempesteranno? Be’, un brutto voto non è niente al confronto a quello che succede ai protagonisti di questo libro, ragazzi come voi che, grazie a un misterioso benefattore, trascorrono una settimana in una villa-castello nel cuore di una valle sperduta dove piove sempre, i cellulari non prendono, non c’è internet e qualcuno ha pure tagliato i fili del telefono. In compenso, ci sono pericolose creature delle tenebre – licantropi, vampiri, fantasmi e mostri assortiti – che attaccano quando sentono l’odore degli errori di grammatica. Fra torri, fossati, un’inquietante biblioteca, corridoi bui, misteriosi rumori notturni, inspiegabili apparizioni e naturalmente un passaggio segreto, l’orrore incombe sugli errori. Con l’aiuto del professor Mangiafuoco, i ragazzi dovranno salvare la pelle districandosi fra i trabocchetti di verbi transitivi, intransitivi, attivi e passivi, di soggetti, predicati e complementi, di pronomi relativi e congiuntivi a rischio, di punti, virgole e perfino punti e virgola, per scoprire poi le regole della fabbrica delle parole e i segreti del vocabolario.
Fino al colpo di scena finale.

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grammatica in gioco libri divertenti di grammaticaGrammatica in gioco di Cristiana De Santis, dedalo edizioni, 2011

Età consigliata: da 9 anni

A che gioco giochiamo quando pensiamo, parliamo e scriviamo? Un racconto per scoprire il gioco della grammatica e le sue regole.

Prima di finire nei libri, la grammatica è già nella nostra testa. Vive lì scomposta in paradigmi, cioè in tanti cassetti che contengono verbi, nomi, aggettivi… e perfino pezzi di parole che possiamo usare per comporre parole nuove. Tutti questi pezzi diversi sono pronti per entrare «in gioco», cioè per combinarsi e formare le «partite» dei nostri discorsi e dei testi che scriviamo. Conoscere le regole del gioco ci serve anche per capire le «mosse» degli altri, cioè i discorsi che ascoltiamo e i testi che leggiamo: perfino quelli più astrusi, come la poesia sui «tospi agìluti» con cui deve fare i conti la protagonista del libro. Con l’aiuto di un’insegnante speciale e di una mamma che – inspiegabilmente – adora i compiti di grammatica, Clarice impara a riconoscere i diversi pezzi non solo per la forma che hanno, ma anche per la funzione che possono svolgere e per il modo in cui si organizzano quando devono formare una frase: con ordine, secondo reggenza, in accordo e collegamento. Dopo aver letto la storia, potrete entrare con Clarice nel laboratorio di grammatica per fare esperimenti insoliti.

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benvenuti a grammaland libri divertenti di grammaticaBenvenuti a Grammaland di Massimo Birattari, Feltrinelli, 2011

Età consigliata: da 9 anni

 Benvenuti a Grammaland si fonda su un paio di idee basilari. La prima è che le cose imparate da piccoli non si scordano più. La seconda è che è possibile insegnare la grammatica in maniera divertente; anzi, la comicità e perfino i colpi di scena di un’avventura romanzesca possono aiutare a fissare in maniera duratura nozioni e regole. In questo libro, i ragazzini protagonisti partecipano a un campo scuola in un parco a tema molto particolare, Grammaland. Qui i tunnel dell’orrore, gli ottovolanti, i castelli magici offrono l’occasione di affrontare le insidie dell’ortografia (tra doppie, lettere a rischio, accenti e apostrofi), della morfologia (plurali complicati e verbi irregolari), della sintassi (dall’uso del congiuntivo alla punteggiatura) e del lessico (tra parole difficili e i trucchi per imparare a consultare il vocabolario). Il risultato è un’avventura comica e irriverente (un po’ alla Roald Dahl) in fondo alla quale i lettori si accorgeranno di aver preso confidenza con l’italiano. Senza fatica, anzi ridendo parecchio.

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Non  mi resta che augurarvi buone letture e buon divertimento!

Qui trovate tutti i libri “catturati” per voi nella rubrica “10 libri…”

Post di Paola Misesti

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Le carte per imparare a studiare

metodo di studio bambini carte da stampare

Malgrado siano passati tantissimi anni mi ricordo ancora la paura delle interrogazioni: andare alla cattedra, ripetere la lezione, rispondere alle domande. Nella scuola di PF è diverso: non ci sono interrogazioni orali. Tutto si svolge per iscritto: test, dettati, temi.

Per esercitarli a ripetere oralmente i bambini vengono stimolati in vari modi: innanzitutto con la loro partecipazione in classe. In tantissimi momenti della giornata (praticamente sempre) la maestra fa domande inerenti le varie materie studiate e i bambini rispondo dal banco, per alzata di mano. Inoltre ogni mattina viene organizzato un “circle time”, dove i bambini raccontano e rispondono a domande generali o inerenti le lezioni.  Per le materie piu’ complesse come scienze, storia e geografia i bambini preparano delle ricerche, che poi presentano alla classe  sotto forma di cartelloni, slides powerpoint o riassunti. Ognuna di queste esposizioni (risposte dal banco, circle time, ricerche) viene giudicata dall’insegnante, senza pero’ lo stress dell’interrogazione da parte del bambino.

Anche senza le interrogazioni PF ha comunque dovuto imparare a studiare: far suo un metodo che gli permettesse di imparare le lezioni ed assimilare concetti. Anche questo è stato oggetto di specifiche lezioni in classe, dove l’insegnante stimolava i bambini a trovare una metodologia che fosse la migliore per loro, perchè ogni bambino è diverso e non tutti i metodi vanno bene. C’è chi memorizza piu’ facilmente con  schemi e disegni, chi attraverso riassunti e chi semplicemente sottolinenando.

PF utilizza  questo metodo:

  • leggere e rileggere per capire bene il testo
  • sottolineare le parole chiave
  • dividere il testo in punti
  • riassumere brevemente il testo seguendo i punti e usando le parole chiave
  • creare schemi
  • ripetere usando gli schemi
  • ripetere senza schemi

Una volta individuato il metodo ho creato delle carte che lo riassumessero visivamente, in modo che gli fosse chiaro ogni passaggio.

Ve le propongo oggi, in modo che possiate usarle. Sono in bianco e nero in modo che i bambini possano colorarle e, avere l’occasione di discutere sui vari punti.

Qui trovate le carte con il metodo di studio e un disegno riassuntivo con tutte le fasi, comodo da tenere sempre con sè.

Ecco altre idee prese in rete…

e sullo scaffale

 

 

 

 

 

 

 

 

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I mini puzzle delle tabelline

La mente non è un vaso da riempire, ma un fuoco da accendere.

Plutarco

Imparare giocando è la migliore modalità di apprendimento per i bambini, ma non solo per loro. Memorizzare le tabelline non è sempre semplice e mi ricordo di aver fatto un po’ di fatica. Nella scuola di PF si usa molto il gioco e le attività motorie per imparare, cosi’ le tabelline e altri concetti li ha appresi in modo “indolore”, ma soprattutto divertendosi.

Nel suo caso hanno aiutato molto le canzoncine e le filastrocche, che ancora adesso si ricorda, ma anche i mandala.

Tra i tanti giochi che ha usato c’erano anche i puzzle.

L’altro giorno, parlando con un’amica alle prese con le tabelline del figlio, mi sono tornati in mente altri tipi di puzzle che PF ha usato spesso e che trovavamo in biblioteca: si tratta dei tipici puzzle, ma per ricostruirli bisogna aiutarsi proprio con le tabelline.

Giocare è semplice:

Il puzzle è composto da pezzi che hanno sul fronte parte dell’immagine da ricostruire e sul retro un’operazione, es. 5×5.

Vi è in dotazione anche un tabellone in cui sono presenti i 10 risultati della tabellina in questione. E’ sufficiente appoggiare i  singoli pezzi con l’operazione sui quadratini del tabellone contenenti i risultati corretti per ricostruire velocemente il puzzle. E’ un gioco autocorrettivo, perchè il bambino si renderà subito conto dell’errore o dell’esattezza della sua risposta in base a quale immagine salterà fuori.

Inizialmente potete proporre un puzzle alla volta e poi aumentare la difficoltà dandone anche piu’ contemporaneamenete.

Ne ho creati uno per ogni tabellina.

Come creare i puzzle:

Stampate il file che trovate sotto, ritagliate i rettangoli con i  disegni, quelli con le operazioni e quelli con i risultati. Quest’ultimi metteteli da parte perchè sono i tabelloni.

Incollate i  rettangoli con i disegni e i rettangoli con le moltiplicazioni (fronte-retro) tra loro e ritagliateli tutti seguendo le linee, in modo da avere in mano tante tessere che formano il puzzle.

Qui sotto trovate il file da stampare:

puzzle delle tabelline 

Altre idee prese in rete…

sullo scaffale…

 

 

 

 

 

 

e per giocare…

 

 

 

 

 

 

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“Tutto su di me”: una scheda per raccontarsi

scheda presentazione per primi giorni di scuola

Come vi ho raccontato piu’ volte, la classe di PF è un po’ particolare: è una pluriclasse, ovvero nella stessa classe fanno lezione bambini di quarta, quinta e sesta.

Questo vuol dire anche che ogni anno, un gruppo di bambini (quelli di sesta) lasciano la classe per andare alle superiori e allo stesso tempo ogni anno ne arrivano di nuovi (quelli di quarta). L’inizio della scuola significa quindi un periodo di conoscenza reciproco. I primi giorni vengono usati per conoscersi e parlare di sè. Le maestre utilizzano molte attività anche particolari: per esempio dedicano una giornata ad andare in giro con gli alunni per il paese a fare foto alle case dei bambini. Foto che poi verranno appese su una cartina all’interno dell’aula. PF adora quest’attività perchè scopre tante cose dei suoi compagni: ogni volta che ci si ferma davanti ad un’abitazione infatti il bambino racconta un po’ di sè e spesso le mamme escono per offrire loro qualche dolcetto.

Oltre a queste attività un po’ particolari, ce ne sono altre piu’ “tranquille”, tra queste le schede per presentare se stessi alla classe e agli insegnanti. Schede che poi staranno appese in classe per tutto l’anno e che il bambino potrà modificare in caso di cambiamenti.

Avevo già preparato anch’io tempo fa delle schede di questo tipo come questo simpatico libretto o questo coloratissimo foglio da completare. Come pero’ mi faceva notare PF sono troppo colorati per dei ragazzini. Ho deciso cosi’ di realizzare un’altra scheda adatta ai bambini grandi.

Si tratta di un semplice foglio, in bianco e nero, con tanti spazi dove poter segnare la musica e i libri preferiti, parlare di sè e dei propri amici, raccontare dei programmi che si ama guardare e delle proprie passioni…

Qui trovate il file da stampare.

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