Un alfabeto di foglie per creare un albero di lettere

Ho appena finito di mettere giu’ la programmazione mensile  italiano/matematica per Piccolo Furfante. Quest’anno infatti mentre a scuola imparerà a scrivere e leggere in tedesco, noi a casa ci cimenteremo con l’italiano e, dato che qui con i numeri vanno un po’ lenti, non ci faremo mancare nemmeno la matematica 😀

Naturalmente il metodo didattico che usero’ sarà un po’ “ad personam”: dato che PF sarà impegnato a scuola tutte le mattine e 2 pomeriggi a settimana, non vorrei caricarlo troppo. Cosi’ ho suddiviso il programma per settimane, da settembre a maggio, e sto pensando a giochi ed attività divertenti, giocose e per nulla pesanti come “la caccia al tesoro spaziale” per imparare a scrivere le vocali.

Della caccia al tesoro vi parlero’ tra qualche giorno cosi’ come della mia programmazione didattica, nel frattempo vi presento un alfabeto (lettere maiuscole) a forma di foglie che potrete stampare, colorare e ritagliare. Per ora ho l’idea di far colorare a PF le lettere che man mano incontriamo e appenderle poi in camera sua, creando cosi’ il nostro ALBERO DELLE LETTERE.

Magari poi cambiero’ idea sull’uso di queste foglie, chissà… per ora questa soluzione mi piace parecchio.

Eccovi il file con l’alfabeto da stampare.

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6 commenti

  1. Ottima idea paola! Già immagino un albero su una parete – o una finestra? – che di tanto in tanto si riempie di nuove lettere. Un modo sicuro per imprimere nella mente le lettere senza quella noiosa didattica spesso proposta a scuola.

    Vi verrà incontro anche la distribuzione oraria della scuola di PF: tre pomeriggi tutti per voi………….

    Ammetto sia utile il famoso “tempo pieno” ma lo è per i genitori con un’attività lavorativa intensa, per i bambini è solo fatica.

    Oggi Gioele frequenta la seconda elementare ma se ci fosse l’opportunità opterei per qualche pomeriggio libero. Aiuterebbe lui a rilassarsi e io imparerei sempre più a rinunciare a ore di lavoro.

    Terrò in caldo questo pensiero per le scuole medie! 😉

    alessandra

  2. Credo che la tua idea la utilizzerò anch’io: la mia bimba è piccola ma è già molto attratta dalla parola scritta! è un modo carino per abbellire la cameretta imparando divertendosi. grazie!!!

  3. Ciao Alessandra,
    devo dire che mi ritrovo un po’ nelle tue parole. L’anno scorso PF ha iniziato qui la scuola materna solo di mattina (non ci sono rientri il primo anno) dopo 2 anni in cui in Italia aveva fatto sempre dalle 9 alle 16. Era felicissimo di avere i pomeriggi liberi anche se poi liberi non erano tanto, visto che ha fatto tennis e piscina…
    Ha vissuto il nuovo orario come una ritrovata libertà.
    Quest’anno ha due rientri, ma l’idea che sono solo 2 pomeriggi (tra l’altro fanno solo dalle 13.30 alle 15.30) lo entusiasma (almeno per ora). Forse questa via di mezzo con solo alcuni pomeriggi occupati sarebbe l’ideale per loro, ma come possono gestirla i genitori che lavorano? Qui le mamme se lavorano di solito hanno orari flessibili o part time o servizi che garantiscono la copertura, quindi è tutto piu’ facile…

    Ti sapro’ dire tra qualche mese come va sia con i pomeriggi di rientro che con l’homeschooling a casa 😀

    Un bacione

  4. …concordo sull’orario scolastico, di fatto negli anni ’70 la scuola in Italia era mattutina, ma la maggior parte delle madri era casalinga. E’ difficile, il bianco o nero qui credo non esista.
    Riguardo alla scuola probabilmente sai già che il Consolato italiano organizza i corsi di lingua. Sono due ore la settimana e possono partecipare i bambini dai sei anni (come se andassero a scuola in Italia). M. ed E. ci vanno, non ne sono entusiasta ma ha una sua utilità, avevo pensato anche all’homeschooling italiano, ma non ce la faccio, ho altre priorità, diciamo che riprendo molto le loro lezioni, le integro e cerchiamo, anche con le altre mamme, di dare qualche suggerimento. Si fa quel che si puo’, mi sembra di dover sempre stare tra il bianco e il nero….

  5. Hai ragione, il tempo pieno per le mamme che lavorano è una manna e io lo so bene.
    Il problema è un altro: non c’è una vera attenzione per le famiglie (parlo dell’Italia, non ho esempi di altri Paesi) e quasi tutte le mamme vive un eqilibrio precario tra casa e famiglia.
    Mi dicono ci siano tanti ragazzini che tornano a casa e restano soli sino al rientro dei genitori!

    Sono curiosa di sapere come andrà il tuo homeschooling!

  6. @Gaia
    Mi avevano parlato del corso del Consolato. Per questo inizio anno passiamo: voglio vedere come ce la caviamo con l’homeschooling, anche perchè volevo concentrare le ore di “contatto continuativo” con l’italiano solo a casa. Ti diro’… magari ci vedrai a metà anno 😀

    @Alessandra
    In effetti si potrebbe e dovrebbe fare di piu’ per le famiglie!

    Ti terro’ aggiornata sul nostro homeschooling. Tu incorcia le dita 😀

    Baci baci

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