Una dolce lanterna tutta da mangiare

lanterna di zucchero da mangiare

Capita anche qui che a volte gli insegnanti si ammalino o rimangano assenti e dato che le classi sono gestite da piu’ persone non c’é bisogno di supplenti: gli altri insegnanti che lavorano già con i bambini coprono le ore buche.

Alcune settimane fa con estrema gioia di PF l’insegnante che sostituiva il suo maestro era la maestra di “lavori manuali”, ora che lui adora. Ecco che per impegnare il tempo in maniera divertente e si sono dati alla creazione di una lanterna per le feste.

Dai racconti di PF non avevo capito di cosa si trattasse: mi parlava di zollette di zucchero, di una lanterna, di gelatina appiccicosa. Insomma tutte cose che non avrei di certo usato per costruire una lanterna. Poi l’altro pomeriggio questo oggetto misterioso ha fatto la sua comparsa in casa e allora ho capito che si trattava di una dolcissima lanterna commestibile.

Cosa serve per costruirla:

  • zollette di zucchero
  • 450 gr di zucchero a velo
  • 1 albume
  • un piatto
  • una candelina

Come realizzarla:

Per prima cosa bisogna preparare la glassa con l’uovo e lo zucchero: sbattete l’albume e aggiungetevi lo zucchero lentamente, continuando a montare il composto che alla fine della lavorazione deve risultare morbido e mooooolto appiccicoso.

Una volta che avete pronta la glassa costruire la lanterna é semplicissimo.

Tutt’intorno al bordo del vostro piatto mettete la prima fila di zollette di zucchero, vicine le une alle altre ma non troppo: lasciate un piccolo  spazio affinché la luce possa filtrare.

Ora con l’aiuto di un cucchiaio versate uno strato di glassa su questo primo livello di zucchero e poi ponete sopra ad esso una seconda fila di zollette. Ripetete l’operazione finché la vostra lanterna non é dell’altezza che desiderate. La lanterna di PF é alta 9 piani e mezzo di zollette. L’ultimo piano é a metà perché , secondo lui, la lanterna é piu’ artistica cosi’. Secondo me é perché si é mangiato già qualche zolletta di zucchero!

Terminata la vostra lanterna, dovete lasciare asciugare la glassa. Una volta asciutta, potete porvi dentro una candelina (noi usiamo quelle elettriche cosi’ evitiamo che prenda fuoco o si sciolga qualcosa).

Illuminata, la lanterna é davvero suggestiva e ha il vantaggio che come centro tavola per le feste puo’ diventare anche un dolce spuntino. Noi la stiamo usando per addolcire la nostra prima colazione.

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Stelline, cuoricini e bocce di Natale ovvero le frittelle di Piccolo Furfante

Ritengo che la differenza tra cucinare e saper cucinare sia data dalla passione. Io cucino e me la cavicchio pure, ma a chi mi chiede rispondo sempre che io “non so cucinare” questo perchè non lo faccio per e con passione.

Io amo disegnare, dipingere, fare lavoretti “riciclosi”, scrivere e faccio tutte queste cose con gran passione, ma cucinare proprio no! Lo faccio perchè devo e non perchè amo farlo. Quando vedo papà Ema ai fornelli che si sbizzarrisce, prova, inventa, riprova… allora si’ che vedo una persona che “sa cucinare” 😀

Questo non vuol dire che anch’io a volte non mi butti. Di solito lo faccio coinvolgendo Piccolo Furfante perchè per me sola e per il semplice piacere di farlo di certo non mi avvicinerei mai ai fornelli.

Cosi’, l’altro pomeriggio c’era venuta voglia a me e Piccolo Furfante di mangiare per merenda qualcosa di sfizioso, ma nessuno dei due aveva voglia di cucinare torte o biscotti. Troppo impegnativo e troppo lungo il tempo di attesa. Pensa che ti ripensa ci sono venute in mente le frittelline che Papà Ema spesso ci prepara: facili, veloci e buone.

Ci siamo messi di buona lena io e PF e le abbiamo preparate con una piccola variante natalizia. Ecco qui le nostre bocce, stelline e cuoricini di Natale.

Ingredienti per 8 frittelle:

  • 1 uovo
  • 2 cucchiai di zucchero
  • 3 cucchiai belli colmi di farina
  • 1 pizzico di sale
  • un cucchiaino di panna o latte
  • una spolverata di lievito
  • formine per i biscotti (noi abbiamo scelto quelle a forma di cuore e di stella)
  • burro

Come si preparano:

Sbattere un uovo interno dentro una ciotola e aggiungere lo zucchero. Una volta amalgamato bene lo zucchero aggiungere la farina mischiandola bene al composto. All’inizio l’impasto risulterà grumoso, poi man mano che si sbatte diventerà bello cremoso. A questo punto aggiungere il pizzico di sale, la panna e il lievito. Amalgamare bene il tutto.

Imburrare una teglia antiaderente e le formine dei biscotti. Scaldare bene la teglia (noi abbiamo un fornello elettrico e io metto inizialmente la temperatura ad 8 poi la abbasso a 6) e una volta calda appoggiare le formine dei biscotti. Con l’aiuto di un cucchiaio mettere l’impasto (un cucchiaio per frittella è piu’ che sufficiente) dentro le formine. Attendere qualche secondo che l’impasto si rapprenda. Quando si è indurito, è sufficiente spingerlo con un colpo di cucchiaio e uscirà fuori dalla formina senza problemi. Aspettate che si dori e poi girate la frittella per farla cuocere anche dall’altra parte.

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Cuori di caramella fatti in casa

Un po’ di tempo fa, parecchio in vero 😆 , avevo parlato della ricetta per fare le caramelle di zucchero fatte in casa. Una delizia poco apprezzata dal nostro dentista!

Per questo San Valentino ho deciso di rispolverare la ricetta per creare dei cuoricini di caramella da donare a tutti quelli a cui vogliamo bene.

Prepararli è davvero semplicissimo e veloce. Ecco cosa serve:

  • 200 gr di zucchero
  • 5 cucchiai di acqua
  • pentolino
  • colorante alimentare rosso
  • essenza di vaniglia o di limone (facoltativo)
  • cartaforno
  • pentolino

Come prepararli:

Mettete lo zucchero in un pentolino (io ne uso uno non antiaderente) insieme a 5 cucchiai di acqua, ad alcune gocce (3/4) di colorante alimentare e, se si desidera, a 2 gocce di essenza alla vaniglia o al limone.

Mescolate bene il tutto. All’inizio il composto risulta molto grumoso, ma poi si trasforma in una pappetta.

Mettete sul fuoco (molto basso) per circa 5 minuti, seguitando sempre a mescolare in modo che il liquido non si attacchi o bruci.Il composto non deve bollire, ma lo zucchero deve scaldarsi e sciogliersi un poco. Continuate a mescolare finchè non diventa una crema morbida, ma non troppo liquida.

Quando il composto è ben caldo e ancora abbastanza denso, è il momento di formare le caramelle. Togliete la pentola dal fuoco e,  usando un cucchiaio, fate cadere delle gocce su di un foglio di cartaforno. Per dargli la forma a cuore formate due semicerchi unendoli tra loro con il cucchiaio. Aiutandovi con le dita umide o con un cucchiaino per rifinire il cuore.

Una volta formate le caramelle, lasciatele raffreddare sulla cartaforno per circa 30/40 minuti. Quando sono solidificate, le caramelle tendono a staccarsi da sole dal foglio. 😀

Avvertenza: il composto tende ad indurirsi in fretta una volta tolto dal fuoco. E’ facile che, mentre si stanno preparando le caramelle,esso si solidifichi. E’ sufficiente aggiungere un cucchiaino d’acqua e rimettere il tutto sul fuoco per un paio di minuti. Il composto tornerà liquido al punto giusto! 😀

Ahimè, le nostre caramelle a forma di cuore non sono durate il tempo per formare i sacchettini trasparenti da regalare… Piccolo Furfante se le è pappate tutte prima 🙂 Dovremo riprovarci! Per fortuna manca ancora qualche giorno a San Valentino!

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Esperimenti scientifici e culinari con i bambini: il burro fatto in casa

Con il nostro rientro a casa sono ripresi anche gli esperimenti scientifici.

Avendo riportato a casa marmellate, miele nostrano e prodotti alimentari vari, il primo esperimento scientifico che ci è venuto in mente è stato quello di preparare il burro da noi per gustarcelo con la marmellata di mirtilli :mrgreen:

Fare il burro in casa è tanto facile quanto divertente.

Igredienti e materiali necessari:

  • Panna fresca da montare (250gr)
  • Un vasetto trasparente con coperchio, possibilmente di vetro
  • Un sassolino non troppo pesante
  • Un colino
  • Un panno o della garza
  • Un contenitore dove appoggiare il colino
  • Un vasetto dove conservare il burro

Come lo abbiamo preparato:

Abbiamo messo nel vasetto di vetro il sassolino e poi vi abbiamo versato dentro la panna fresca. Dopo aver chiuso bene il vasetto con il coperchio, abbiamo incominciato ad agitarlo. Piccolo Furfante era così ansioso di vedere il burro formarsi che ha scosso così forte il vasetto che se lo è tirato in testa due volte :-S

Dopo qualche minuto la panna da liquida ha incominciato a montarsi. Il vasetto era diventato pesante, ma dopo qualche altra scossa il tutto era tornato liquido o almeno così pareva. Per curiosità abbiamo aperto il vasetto e sorpresa: la panna si era in effetti smontata, ma per dividersi in burro e siero. Abbiamo allora richiuso e ricominciato a sbattere  il vasetto ancora per un po’. Dopo qualche minuto il nostro burro era prontissimo.

Abbiamo quindi messo una garza sul colino, appoggiato su un contenitore di vetro e vi abbiamo travasato dentro il contenuto del vasetto. Il burro è stato bloccato dal colino, mentre il siero è filtrato nel contenitore. Abbiamo avvolto il burro nella garza e lo abbiamo passato sotto l’acqua corrente per pulirlo dai residui del siero. Lo abbiamo strizzato un po’ e lo abbiamo messo in un altro vasetto per conservarlo.

Il siero raccolto nel contenitore noi lo abbiamo buttato via, ma può essere utilizzato nella preparazione di pane e dolcetti fatti in casa.

Il nostro burro invece ha riposato per un’ora in frigorifero e poi lo abbiamo finalmente potuto utilizzare per preparare la supermerenda speciale: pane, burro e marmellata di mirtilli 😀

Il burro fatto in casa può essere conservato in frigorifero per alcuni giorni e può essere utilizzato come il burro acquistato. Noi però abbiamo preferito utilizzarlo solo “a freddo”. Il suo sapore è infatti più ricco ed è un vero piacere mangiarselo così 😀

La ricetta per il burro fatto in casa l’abbiamo presa da qui e da qui

MammaF di Nati per Delinquere invece ci spiega come preparare in casa il burro chiarificato. La prossima volta proviamo a fare anche quello!! 🙂

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Cucinare i libri: la pizza Gruffalò

Ormai tutti sanno che Piccolo Furfante adora il Gruffalò, così tra un racconto e l’altro e una rima e l’altra, a Papà Ema è venuta una grande idea: cucinare i libri!

Non sgranate gli occhi! 🙂 Non è sua intenzione mettere in padella libri più o meno cartonati, ma  creare – insieme a Piccolo Furfante – piatti tratti dai suoi racconti preferiti.

Dato che ormai da mesi abbiamo in testa le rime di “A spasso con il mostro” abbiamo deciso di cimentarci, per prima cosa, con questo libro. Dopo avera lungo ragionato, abbiamo deciso di scartare ricette come “volpi impanate” o “civette con tutte le piume” o “serpenti al funghetto”, abbiamo quindi indirizzato la nostra attenzione sul Gruffalò… un tipo un po’ stano…

” con zanne tremende ed artigli affilati,e denti da mostro di bava bagnati,

ginocchia nodose e terribili unghione, e un bitorzolo verde in cima al nasone!

E occhi arancioni, e lingua molliccia… e aculei vilacei sulla pelliccia!”

E così è nata la nostra pizza Gruffalò!

In una teglia Papà Ema e PF hanno steso la base di pasta (tenendola abbastanza alta), ricoprendola di pomodoro e mozzarella a cubetti.  Hanno poi realizzato i dettagli del nostro Gruffalò:

per gli occhi arancioni hanno usato due uova la tegamino,

le pupille sono state fatte con le olive nere snocciolate,

per gli aculei violacei hanno usato una buccia di melanzana tagliata a bastoncini,

le zanne tremande sono state fatte con la parte bianca delle zucchine, tagliata a bastoncini

e ,per finire, per  il  bitorzolo verde in cima al nasone hanno usato un broccoletto lessato.

Un quarto d’ora di forno e poi tutti ad avventarsi sul Gruffalò 🙂

Io mi sono mangiata il bitorzolo verde, visto che nessuno lo voleva, mentre PF ha apprezzato molto gli aculei violacei 😉 Papà Ema si è dovuto accontentare delle zanne di zucchina!

Buona pizza Gruffalò a tutti 🙂

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Cucinare con i bambini: il panettone di San Biagio

In questo tranquillo (???!!) weekend, Papà Ema ha deciso di preparare il panettone di San Biagio insieme a Piccolo Furfante. Già per le feste di Natale si erano cimentati in panettoni,  rosca de Rejes e veneziane di ogni forma e dimensione per la gioia di parenti ed amici e la mia disperazione (ARGH!! ‘sta dieta non s’ha da fare!).

E così, tra spadellamenti vari, ore di attesa, furti di pasta e uvetta, il nostro panettone è finalmente pronto e giace ben impacchettato sul tavolo della cucina!! Non ci resta, infatti,  altro che aspettare il 3 febbraio (e chi riesce a resistere tanto!!) per papparselo tutto 🙂

Qui trovate la storia di San Biagio e dell’usanza, tutta milanese, di mangiarsi il panettone il 3 febbraio.

Per chi volesse dilettarsi a preparare in casa il panettone e ridurre la cucina in questo modo, ecco la ricetta di Papà Ema 🙂

Note importanti:

  • Avendo utilizzato solo lievito madre, sono occorse almeno 40 ore di lievitazione:  per poter infornare il panettone la domenica pomeriggio, ho dovuto cioè iniziare il primo impasto il venerdì sera.
  • Le dosi riportate sono per due panettoni da 750g
  • Piccolo Furfante ha collaborato solo nella parte finale (3° fase), più per motivi pratici di orario (alle 22.00 stava già ronfando alla grande) che per la difficoltà della preparazione

L’impasto, come dicevo, ha bisogno di una lavorazione lunga, che si effettua in tre momenti:

Prima fase (venerdi ore 22):

Ingredienti:

  • Lievito madre: 30g
  • Farina Manitoba 180g (60g + 60g + 60g)
  • Acqua Naturale

Rinfrescare per almeno tre volte la pasta madre, ogni volta impastando 30g di pasta madre, 30 ml acqua e 60g di farina per pane (Manitoba). Impastarla tenendola ben solida e lasciare trascorrere 6/8 ore di lievitazione fra un rinfresco ed il successivo. Alla fine dell’ultimo rinfresco, deve avere un buon profumo e solo un lieve sentore di acido.

Seconda Fase (sabato ore 22)

Ingredienti:

  • Pasta madre gr 120 – 125
  • Farina Manitoba gr 160
  • Zucchero gr 45
  • 2 Uova intere
  • Burro gr 40

Impastare il lievito madre, le uova, la farina, lavorando fino a che gli ingredienti sono ben amalgamati. Aggiungere lo zucchero, e dopo averlo bene incorporato, unire il burro ammorbidito. Lavorare a lungo fino ad ottenere una pasta liscia, elastica ed omogenea. L’ultima parte di lavorazione si effettuerà ‘sbattendo’ la pasta sulla spianatoia – ovvero sollevandola a circa 1 metro di altezza e facendola cadere sulla superficie di lavoro. Non dovrà attaccarsi e, cadendo, dovrà prendere naturalmente una forma circolare. La superficie dovra’ essere liscia.

Mettere a lievitare, quindi, l’impasto in una ciotola sigillata con un foglio di pellicola, fino a raggiungere il doppio del volume. Con una temperatura di 21C ci vorranno 10 ore.

Terza fase (domenica, ore 9:00):

Ingredienti:

  • Farina Manitoba gr 280
  • Zucchero gr 120
  • 2 Uova intere
  • 2 Tuorli
  • Sale gr 5
  • Miele gr10
  • Latte in polvere (1 cucchiaio)
  • Burro gr 115
  • Uvetta gr 150 ammollata in acqua tiepida zuccherata e poi scolata bene
  • Cubetti arancio gr 75, Cubetti cedro gr 50  fatti aromatizzare in acqua d’arancia
    In alternativa, per aromatizzare l’impasto senza usare i canditi, si puo aggiungere la buccia di un’arancia grattugiata finemente.

Aggiungere all’impasto lievitato le uova, il miele, il latte in polvere e 200 g di farina. Lavorare fino a che l’impasto si amalgama. Aggiungere i tuorli. Una volta assorbiti i tuorli e quando l’impasto e’ ben asciutto, unire lo zucchero e poi il sale. Quando lo zucchero e’ assorbito bene, unire il burro ammorbidito, le uvette ed infine la frutta candita. Lavorare a lungo – come per il primo impasto – terminando ‘sbattendo’ la pasta sulla superficie.

Lasciare riposare la pasta nel forno spento per mezz’ora, tenendo accesa la lucetta interna. Questo permetterà di scaldare un pochino l’aria all’interno del forno – oltre che consentire di verificare la lievitazione.

Ungere le mani con il burro, prendere la porzione di pasta per il primo panettone, dare una forma circolare e mettere l’impasto nella forma. Far lievitare sempre all’interno del forno spento. Il panettone deve raggiungere il livello della forma.  Il tempo dipenderà dalla temperatura nella stanza (fra 3 e sei ore).

A lievitazione ultimata, tagliare la superficie del panettone in croce e al centro mettere un riccetto di burro. Infornare a 180° per 30 minuti (senza far asciugare troppo il panettone!!).

Togliere il panettone dal forno, infilare due ferri da calza alla base per poterlo far intiepidire capovolto. Evitare quindi, che Piccolo Furfante se lo pappi tutto prima di San Biagio!! 🙂

Ecco due siti interessanti:

  • Gennarino.org (con la ricetta del panettone fatto con il lievito di birra)
  • CookAround.com(con la ricetta e dettagliate istruzioni fotografie per fare il panettone con la pasta madre)

P.S.

Gli stampi per panettone (quelli di carta) si trovano in tutti i supermercati, nel reparto cucina. E’ più facile però che li troviate con il buco in mezzo, per la preparazione di ciambelle. Non disperate! Per trasformare lo stampo in quello adatto per il panettone, è sufficiente appiattire i bordi del foro, avendo cura di chiuderlo bene! 🙂

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Cucinare con i bambini: i ravioli al cavolo nero di Nonna Antonietta

La Famiglia P.  adora mangiare in compagnia. 🙂 Nei weekend spessissimo organizziamo pranzi, cene o semplici merendine a casa nostra: cibo e buona compagnia ci danno la carica per affrontare al meglio la settimana a venire. Così ci ritroviamo con amici e parenti davanti a pizze fumanti, tacchini ripieni, torte farcite e cioccolate calde.

Va da sè che anche gli inviti non mancano mai e, dato l’amore dei fornelli di Papà Ema e Piccolo Furfante,  questi si trasformano in occasioni per preparare leccornie e sperimentare piatti.

Proprio domenica scorsa era  in programma una cenetta e così i miei due cuochi si sono lanciati nella preparazione di un piatto più che collaudato: i ravioli di nonna Antonietta con ripieno di Cavolo Nero dell’orto di nonno Gianni  🙂

Ecco gli ingredienti per 4/5 persone:

Per la pasta:

  • 150g Farina di grano tenero 00
  • 150g Farina di Semola di grano duro
  • 1 uovo
  • 1 bicchiere di acqua
  • 1 pizzico di sale

Per il ripieno:

  • 15 foglie di cavolo nero
  • 200 g di ricotta
  • 30 g di parmigiano grattuggiato o a scaglie
  • Sale, Pepe

Per il Condimento:

  • Burro
  • Salvia
  • Scorza d’arancia
  • Parmigiano

Come li hanno preparati:
Hanno messo a sgocciolare la ricotta in un colino a maglia fine e raccolto 15 foglie di cavolo nero dall’orto di nonno Gianni. Hanno intenerito le foglie, cuocendole a vapore per 5 minuti.
Nell’attesa hanno preparato la pasta dei ravioli unendo le due farine, l’acqua (100ml), l’uovo  ed un pizzico di sale. Hanno amalgamato bene gli ingredienti, impastando con forza  per 5 minuti. Hanno quindi avvolto la pasta nella pellicola e l’hanno lasciata riposare per mezz’ora. Papà Ema ha vegliato affinchè Piccolo Furfante non se la pappasse tutta cruda!! 🙂

Nel frattempo, hanno preparare il ripieno in questo modo: hanno eliminato dalle foglie di cavolo nero la parte centrale più rigida ed hanno trirato finemente la parte tenera e scura (Potete tenere qualche foglia intera per decorare il piatto prima di servire).
In una ciotola hanno mescolato la ricotta scolata, il sale, il pepe, il parmigiano ed il cavolo nero tritato, amalgamando bene il tutto.

Ora non mancava che confezionare i ravioli:

Hanno preso due pezzi di pasta di uguali  dimensioni e li hanno tirati a sfoglia sottile. Se usate la macchina per la pasta, lo spessore è quello della penultima tacca o – se riuscite – intermedio fra la penultima e l’ultima.

Una volta spolverizzato il piano di lavoro con un po’ di farina di semola, hanno appoggiato la prima sfoglia ed aiutandosi con due cucchiaini, hanno posto le palline di ripieno sulla pasta, lasciando lo spazio necessario tra una e l’altra  per poter formare i ravioli. Hanno quindi appoggiato sopra alla prima sfoglia (e alle palline) la seconda  e con le dita hanno sigillato la pasta attorno  a ciascuna pallina di ripieno. Con un tagliapasta o  una formina hanno separato i ravioli.

Una volta pronti, li hanno  cotti in acqua salata per 5 minuti; li hanno scolati direttamente dalla pentola ad una padella dove avevano fatto soffriggere la salvia e una fettina di scorza d’arancia in 50g di burro.

Prima di servire hanno sparso una ‘nevicatina’ di  parmigiano.

I nostri ravioli sono stati un successone, con grande soddisfazione dei due cuochi!!

Che altro dire: Buon appetito!! 🙂

Prossimamente:

  • Il panettone di San Biagio
  • La bisciola della Valtellina
  • Risotto alla salsiccia di Papà Ema

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Cucinare con i bambini: la focaccia di San Mateo

Sabato scorso era una giornata così così: cielo grigio, nuvole basse e un bel freschino!

Per consolarci ci siamo dati ai fornelli, preparando una bella teglia di biscotti di pastafrolla al cioccolato e la nostra “focaccia di San Mateo”… Mateo scritto proprio così con una “t” sola!

Perchè questo nome? Perchè è la focaccia preferita dai nostri amici che abitano appunto a San Mateo, una bella  e soleggiata (beati loro :-)) cittadina californiana.

E’ una comunissima focaccia fatta in casa, ma ogni volta che la prepariamo è un po’ come stare insieme a loro! E quindi con questa scusa, nel fine settimana,  la ordino sempre ai miei due cuochi di fiducia, Papà Ema e Piccolo Furfante.

E’ ottima al posto del pane durante il pranzo (e che dire della cena), ma anche come spuntino!! Purtroppo per la mia linea…

Ingredienti:

  • 400g di farina per pane (controllate sulla confezione che abbia almeno 11g di proteine per 100g)
  • 250ml di acqua naturale non clorata, tiepida a circa 30°
  • 3 g di lievito in polvere (1/2 bustina) o 10 g di lievito di birra in panetti
  • 2 bicchierini di olio d’oliva extravergine (meglio se ligure)
  • 10g di sale fino

Come la preparano:
Fanno sciogliere il lievito nell’acqua. In una ciotola mescolano 200g di farina con l’acqua e il lievito. (L’impasto sara’ abbastanza liquido).Mescolano ben bene finche’ i grumi si dissolvono.
Lasciano riposare la ciotola, coperta con pellicola trasparente o un canovaccio umido, per circa 1 ora. Per attivare bene il lievito occorre che la ciotola stia in un ambiente caldo (fra i 20 ed i 28 gradi)
In un’altra ciotola mescolano la farina rimanente, il sale ed aggiungono un cucchiaio di olio di oliva.
Uniscono quindi l’impasto di acqua e lievito e lavorano energicamente per 10 minuti.
Se l’impasto risultasse appiccicoso, bisogna aggiungere poca farina per lavorarlo meglio.
Ungono il fondo di una teglia (acciaio, alluminio, antiaderente vanno bene.. niente silicone, però) con un bicchierino di olio.
Appoggiano, quindi, la pasta della focaccia e  la stendono bene con i polpastrelli. Girano la pasta in modo che si unga su entrambi i lati e  la ‘massaggiano’ affinche’ l’olio penetri bene. Questa è la parte preferita da PF!! 🙂
Lasciano lievitare la focaccia nella teglia, coperta con la pellicola o un canovaccio umido, per 2 ore.
Prima di infornare fanno qualche buco nella pasta con le dita e spruzzano la superficie con acqua. Qualche goccia deve entrare nei fori!
Infornano la teglia a 220C per 20/25 minuti.
Una volta tolta dal forno, spennellano con olio di oliva e condiscono con un po’ di rosmarino e sale grosso.
Che fame mi è venuta!! Vorrei che fosse già sabato 😉
This is our recipe for homemade “focaccia bread” ! Yummmmmmmie!!
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I biscotti di Piccolo Furfante: i Belly Buttons

belly8Guardando qualche tempo fa una puntata di Menny Tuttofare “I biscotti di Scatto”, Piccolo Furfante non aveva capito una battuta contenuta nell’episodio: la signora Portermen, ottima cuoca, non era riuscita a cucinare i suoi biscotti preferiti, i Belly Buttons (che letteralmente significano ombelichi in inglese),  e Philip – il cacciavite parlante – aveva pensato che la simpatica vecchietta volesse cucinare ombelichi veri.

Per spiegare a Piccolo Furfante la battuta, avevo dovuto disegnargli su un foglio un biscottino facendogli vedere che il loro nomeera dovuto al piccolo foro pieno di marmellata che sembra proprio un ombelichino.

Purtroppo PF non si può condire via così facilmente e, per dimostrargli la veridicità di quel che dicevo, gli avevo dovuto promettere che appena possibile li avremmo cucinati insieme.

Così ieri complice la brutta giornata, un po’ di tempo libero di Papà Ema e la mia voglia di dolci, abbiamo dato il via all’operazione Belly Buttons!

Cosa serve:

  • 50 g farina 00
  • 50 g farina di semola di grano duro
  • 50 g zucchero semolato
  • 2 g lievito per dolci
  • 50 g strutto fresco (o burro)
  • latte (pochissimo)
  • 1 tuorlo
  • Confettura a piacere (o marmellata non a pezzi). Noi abbiamo usato quella alle fragole, perchè è la preferita di PF

Come si preparano:

Abbiamo mescolato la farina con lo zucchero, il tuorlo, lo strutto ammorbidito (non liquido) ed il pizzico di lievito. Abbiamo aggiunto quel poco di latte che serve per aiutare ad amalgamare gli ingredienti e formare una palla solida di pasta frolla.  Abbiamo lasciato riposare l’impasto per 30 minuti, mentre andavamo a dipingere  per un nuovo lavoretto.

Abbiamo quindi steso la pasta con il mattarello e l’aliuto di PF  fino ad uno spessore di 5 mm circa.

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La parte più difficile è stata evitare che Piccolo Furfante non se la mangiasse tutta 😉

Con un bicchierino (o uno stampino per dolci), abbiamo ricavato dei dischetti di 4/5 cm di diametro e li abbiamo appiattitti un po’ con le mani.

belly5Su meta’ dei dischetti abbiamo praticato un forellino al centro, usando il retro di un cucchiaino o le dita di Piccolo Furfante 🙂belly4

Abbiamo adagiato della confettura al centro di ogni dischetto senza foro e vi abbiamo appoggiato sopra un dischetto con il foro, premendo bene i bordi dei due dischi per chiudere il biscotto. Se perdono la loro forma,  si può eventualmente risagomarli con il bicchiere.

Abbelly6biamo, quindi, adagiato  i biscotti sulla carta forno e li abbiamo cotti in forno a 200 gradi  sulla placca di metallo (o sulla pietra refrattaria).

Dopo circa 10 minuti erano pronti!

Attenzione: la base deve essere di un bel colore bruno, ma non bruciato.

Che dire: Buon appetito!

Ecco un po’ di siti e blog interessati

Il sito di cucina preferito da papà Ema invece è… Scienza in cucina… naturalmente!!

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Biscottini di pastafrolla

Ecco dei biscottini semplici ma irresistibili da fare tutti insieme a casa! Un’attività ideale per queste giornate di pioggia.

Ingredienti per 15 biscotti

100 g di farina 00

20 g di strutto, 30 g di burro (o 50 g di burro)

1 tuorlo

50 g di zucchero semolato

20 g di latte

poco lievito per dolci (3 g per 100 g di farina)

1 pizzico di sale

1 pizzico di scorza di limone finemente grattuggiata

zucchero a velo

Procedimento:

Riscaldare il forno a 200 C.

In una ciotola mescolare farina, zucchero, lievito, sale e scorza di limone. Aggiungere il burro e lo strutto freddi di frigo e tagliati in piccoli pezzi. Infine aggiungere il latte ed il tuorlo.

Lavorare la pasta velocemente fino ad amalgamare gli ingredienti. Non eccedere per non riscaldare troppo la pasta.

Stendere la pasta con un mattarello, fino ad uno spessore di circa 5 mm. Con le formine, ricavare dei biscotti e appoggiarli su un foglio di carta forno.

Infornate quando il forno è ben caldo. La cottura ottimale si ottiene appoggiando i biscotti sul piano di pietra refrattaria ben calda (quella per cuocere la pizza) sistemata al secondo livello dal basso. In alternativa va bene il piano di acciaio, sempre alla stessa altezza.

Cuocere per circa 10 minuti. I biscotti saranno pronti quando la base sarà di un bel colore caramellato ma la parte sopra è ancora chiara.

Togliere dal forno e spolverizzare con zucchero a velo o zucchero semolato.

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