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#libripercrescere “Il mistero del cane”: quando un libro ci fa parlare di emozioni

Il mistero del cane di Mario Lodi edizioni giunti emozioni

Ogni occasione è buona per parlare di emozioni con i bambini e cosa c’è di meglio che un bel libro per farlo?

Già dalle prime righe de “Il mistero del cane” di Mario Lodi ho capito che io e PF avremmo avuto molto di cui parlare.

Malgrado PF ami leggere i libri da solo, abbiamo mantenuto dei momenti di lettura ad alta voce per molti motivi: è bello ritagliarsi degli spazi in cui condividere qualcosa tutti insieme; è bello discutere e parlare di storie ed avventure che ci coinvolgono tutti; leggere ad alta voce ci offre l’occasione per riflettere su temi delicati che magari non avremmo occasione di tirare fuori. I libri che scegliamo di leggere ad alta voce sono particolari: sono molto coinvolgenti, sono abbastanza lunghi e complessi, stimolano discussioni tra noi. E’ per tutti questi motivi che ho scelto il libro di Mario Lodi per la nostra lettura ad alta voce.

Inizialmente pensavo che ci saremmo limitati a parlare del desiderio di PF di avere un cane, ma mi sbagliavo di grosso. Certo abbiamo discusso anche di quello, ma poi ci siamo concentrati soprattutto su altro: sulla crudeltà di alcune persone verso gli animali, sull’amore ed il rispetto verso gli altri siano essi persone o appunto animali, sul mondo degli adulti e dei bambini. Tutto cio’ infarcito di emozioni a cui abbiamo cercato di dare un nome: paura, preoccupazione, gioia, malinconia…

Per aiutarci abbiamo rispolverato il nostro orologio delle emozioni che da un po’ avevamo trascurato. Ogni tanto giravamo la lancetta per capire di che umore eravamo durante la lettura!

Il mistero del cane di Mario Lodi edizioni giunti

Il libro è davvero bello, avvincente ed anche veloce da leggere: fino alla fine si rimane con il fiato sospeso seguendo le vicende di Febo e dei suoi amici umani. Vi anticipo che il finale è strappalacrime e il nostro orologio delle emozioni si spostava in continuazione tra la tristezza e la felicità.

Vi consiglio questo libro pero’ non solo per la sua storia, ma anche per l’occasione che offre di parlare di tanto altro.

Ringrazio le edizioni Giunti per averci offerto la possibilità di questa esperienza e ricordo a tutti voi la promozione  “Fai volare la fantasia!”, che prevede lo sconto del 25% su una novantina di titoli di 10 collane (Gru, Gru Ridi Ridi, Libri Dr Seuss, Classici Tascabili,  Mitologica,  Capolavori Contemporanei, Indimenticabili Pocket, Extreme Adventures, Un Divano Per 12 e Leggo Io) pubblicate da Giunti Junior.

Maggiori informazioni su questa iniziativa le trovate cliccando qui

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Imparare le emozioni divertendosi

schede gioco sulle emozioni da scaricare gratis

Qualche giorno fa parlavo con un’amica di giochi ed attività sulle emozioni. Scherzando le dicevo che qualche volta mi era capitato di pentirmi di aver insegnato a PF a dare un nome alle sue emozioni, perchè lui ora le usava come un’arma a doppio taglio, uscendosene con frasi tipo “mamma, ora sono terribilmente arrabbiato con te!”, “Quando dici questo, mi sento davvero triste!”, “Che malinconia mi assale, dovresti proprio coccolarmi!”.

A parte le battute con le amiche e i mal di pancia che le sue frasi a volte mi provocano, ritengo che sia un vantaggio indiscutibile avergli offerto gli strumenti per poter riuscire ad esperimere quel che prova nelle sue varie sfumature. Ecco perchè le nostre attività sulle emozioni sono sempre in continua evoluzione.

Qualche giorno fa ho preparato delle semplicissime schede: sei fogli con  giochi, facili e veloci, per rinfrescarci la memoria e avere l’occasione di parlare di emozioni e sentimenti.

Qui trovate il file con le nostre nuove schede sulle emozioni !

Buon divertimento!

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Post di Paola Misesti

Il domino delle emozioni

domino delle emozioni da stampare

Se girovagate per il blog troverete un sacco di giochi ed attività sulle emozioni. Ma perchè mai giocare con le emozioni con i bambini? Per varie ragioni:

  • per divertirsi
  • per imparare a riconoscerle in noi e negli altri
  • per impararne i nomi
  • per capirne le varie sfumature
  • per trovare l’occasione di parlare di cosa proviamo, di cosa ci far stare bene o male
  • per familiarizzare con la nostra emotività

Di buoni motivi, insomma, ce ne sono tanti e cosi’ ecco il perchè di un nuovo gioco sulle emozioni. Questa volta si tratta di un domino.

Le regole sono quelle del domino: ci sono 24 tessere che devono essere abbinate correttamente. Vince la partita chi finisce per prima le proprie pedine.

Per comodita’ ho segnato sotto ogni immagine la relativa emozione per facilitarne il riconoscimento e per creare uno spunto di discussione.

Qui trovate il file da scaricare e stampare. Non vi resta che ritagliare le pedine e il gioco puo’ cominiciare.

Buon divertimento!

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Le bamboline scacciapensieri per parlare di emozioni

bamboline guatemalteche

Qualche tempo fa, una cara amica ci ha regalato delle bamboline molto particolari: le bamboline scacciapensieri.

Queste bamboline vengono da molto lontano, dal Guatemala, e hanno una storia davvero particolare, ne parlava già Tamara qui.

Si narra che il Dio del sole dono’ alla principessa Ixmucane il potere di aiutare le persone risolvendo i loro problemi. La principessa a sua volta diede questo potere a sei rappresentanti: le bamboline scacciapensieri, appunto!

Secondo la tradizione guatemalteca, prima di addormentarsi bisogna confidare alle bamboline i propri problemi e lasciarle poi riposare sotto il proprio cuscino. Al mattino le bamboline avranno scacciato via tutte le nostre preoccupazioni. Attenzione pero’: una bambolina puo’ risolvere solo un problema alla volta!

Trovo questa tradizione davvero molto bella e con Piccolo Furfante abbiamo usato le nostre bamboline molte volte, soprattutto quando PF aveva bisogno di affrontare qualche evento che gli metteva  ansia.

Il piu’ delle volte PF ha condiviso anche con me o papà Ema i suoi problemi, alcune volte invece ha preferito mantenere il segreto. Tutte le volte comunque queste piccole bamboline ci hanno fornito il pretesto di parlare insieme a PF dei nostri sentimenti, delle nostre esperienze di bimbi, delle preoccupazioni grandi e piccine… Mica male, per 6 bamboline non piu’ grandi di un dito! :-D

Come vi dicevo noi le abbiamo avute in regalo, ma farle é davvero semplice. Ecco cosa serve:

  • uno stecchino di legno lungo (quello per gli spiedini per intenderci)
  • una limetta per le unghie
  • filo di vari colori
  • un pezzetto di stoffa
  • etichette adesive
  • un pennarello indelebile nero
  • un pastello rosa
  • una forbice

Come realizzarle:

Dividere lo stecchino in 3 parti: due della stessa misura ed una piu’ piccola. Limare le estremità con la limetta per le unghie. A questo punto disporre i pezzettini di legno a forma di croce: i legnetti piu’ lunghi saranno le gambe e la testa, mentre quello piu’ piccolo diventerà le braccia!

Ora ci vuole un po’ di pazienza: con il filo bisogna avvolgere il corpo della bambolina. Inizialmente bloccate i pezzi di stecchino poi scendete andando a rivestire le gambe. Ripetete l’operazione finché il filo non ha coperto tutta la parte inferiore del corpo. Ora cambiate filo usandone uno di diverso colore e ripetete l’operazione ma per la parte superiore del corpo: busto e braccia.

Non é necessario fare nodi basta che l’ultimo pezzo di filo venga bloccato da quello successivo o infilato sotto i fili precendenti. Una volta terminato di avvolgere anche il busto, quello che bisogna fare é creare il volto. Prendete la vostra etichetta adesiva e avvolgete l’estremità superiore dello stecchino. Una volta bloccato, potrete colorare di rosa l’adesivo e disegnarvi occhi, bocca e capelli.

bamboline guatemalteche scaciapensieri fai da te tutorial

Dato che le bamboline sono 3 uomini e 3 donne, per le donne é sufficiente legare loro alla vita un piccolo pezzo di stoffa e bloccarlo con del filo.

Come vedete realizzarle é davvero facile e veloce. Credetemi: immaginavo di perdere presto la pazienza, ma con mia grande sorpresa é stato cosi’ semplice che non ne ho avuto modo!

Se vi state domandando perché mi sono messa a crearne altre, la risposta é ovvia: le regalero’ ad un’amica, in modo che anche lei e i suoi bimbi vi possano “giocare”.

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L’orologio delle emozioni

orologio delle emozioni def

Il pensare divide, il sentire unisce.
Ezra Pound

Il tema trasversale di questo anno scolastico per Piccolo Furfante sono le emozioni. Le stanno trattando da vari punti di vista: l’alfabetizzazione (cioè sapere come si chiamano nelle varie sfumature), riconoscerle in sè e negli altri, esprimerle in modo adeguato e costruttivo.

Tra le varie attività che hanno fatto a scuola vi è anche l’orologio emozionale. la maestra ha chiesto ad ogni bambino di esprimere con il proprio viso 4 emozioni: la felicità, la rabbia, la tristezza e la noia.

Per ogni emozioni (e per ogni bimbo) la maestra ha fatto una foto, poi le ha stampate tutte su dei semplici fogli A4. Ogni bamino ha ritagliato le sue foto e le ha incollate su di un quadrato di cartoncino, agli angoli. La maestra ha quindi plastificato ogni cartoncino, ha fatto un foro al centro e ha inserito una lancetta di cartone fermandola con un fermafogli in modo che si potesse muovere a piacimento. L’orologio emozionale era pronto all’uso!

Il nostro orologio ritrare PF senza i denti davanti e quindi è diventato anche un bel ricordo di quando sarà grande! :-D

A scuola i bambini lo haorologio emozioni stampare gratisnno utilizzato  in vario modo: per raccontare agli altri i loro stati d’animo , per esprimere un giudizio su di un attività o di un compito, per far conoscere agli altri come era andata la giornata a scuola, come si erano trovati con un compagno con un gruppo di compagni…

Piccolo Furfante in occasione delle vacanze di febbraio ha  portato a casa il suo orologio e cosi’ abbiamo potuto “giocarci” un po’ anche noi!

Per chi non avesse modo e tempo di creare un proprio orologio, eccone qui alcuni già pronti: basta stamparli ed assemblarli!

E voi come vi sentite oggi?

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Chiamiamole emozioni…

“Parte di noi si guarda indietro, soffrendo per la magia che ha perduto,

parte di noi è felice di dire addio al suo caotico passato;

parte di noi si svolge al domani con tutto il coraggio di cui è capace,

parte di noi è eccitata dalle possibilità di cambiamento;

parte di noi è immobile, e non ha il coraggio di guardare da nessuna parte.

M. Woodman

Nelle ultime settimane ho ricevuto molti messaggi e mail che mi chiedevano idee e attività da fare con i bambini sul tema delle emozioni. Per praticità ho condensato il tutto in questo post. Spero possa essere utile…

  1. Le palette delle emozioni
  2. Il memory emozionante
  3. L’albero dei sentimenti
  4. La scatola della rabbia di Mamma Annalisa
  5. Le filastrocche delle emozioni
  6. Le manine emozionanti

E qui tante altre idee prese in rete…

La scatola della rabbia di Mamma Annalisa

Ho conosciuto Mamma Annalisa grazie ai Venerdi’ del libro e uno scambio veloce di mail. Annalisa ha un blog colorato e pieno di allegria, si chiama LatteDi Mami.  Come mi capita spesso leggendo e parlando con le mamme creative, sono anche  in questo caso rimasta senza parole di fronte ad un suo lavoretto, semplice da realizzare ma geniale e soprattutto utile. Le ho chiesto cosi’ se voleva condividerlo con noi. Che gioia è stata quando mi ha risposto di si’!

Ed allora ecco qui Annalisa e la sua meravigliosa Scatola della rabbia.

Annalisa, parlaci un po’ di te e del tuo blog…

Sono Annalisa la Mami di due bimbe Viola, tre anni, e Dalia, otto mesi. Il mio percorso di mamma è iniziato con l’allattamento, lì ho capito che mami avrei voluto essere, ecco perchè il mio blog si chiama Lattedimami. Voglio circondare le mie bimbe di amore, le tratto con rispetto ed empatia, vorrei trasmettere loro la passione nel fare le cose e per questo mi sono inventata creativa, non lo sono mai stata, ma lo sono diventata.

I risultati?ci sono: gli occhi che brillano di Viola per la soddisfazione di aver creato qualcosa, i sorrisi quando ha le mani imbrattate di pasta o di colore, le risate quando un esperimento non riesce come doveva. E poi il grande lusso per me è stare con le mie bimbe, godermi dei momenti con loro, vederle crescere e imparare. Con il mio blog vorrei trasmettere semplicemente la gioia nel fare le cose, nel fare il pane, nel disegnare, nello stare con le bimbe. Ecco tutto qua, semplice, ma è la nostra vita.

Come nasce la vostra Scatola della Rabbia?

Mia figlia ha quasi tre anni e spesso ha grandi difficoltà nel gestire la sua rabbia, e io con lei. Fa delle scenate per motivi che ai miei occhi sembrano futili, ma che evidentemente non lo sono per lei. Quando comincia a piangere o riesco nel giro di pochi minuti ad intervenire e placare il suo animo o altrimenti è fatta, ce la siamo giocata, parte e non la fermi più.

Non ci sono parole che la fanno star meglio o che la riportano su un piano più razionale, non vuole essere toccata nè abbracciata, insomma in quei momenti mi sento impotente e forse anche lei. Allora ho pensato di creare un qualcosa che possa, anche solo metaforicamente, contenere la sua rabbia, una semplice scatola. Ed ecco come nasce il mio lavoretto.

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Giocare con le emozioni: un albero per parlarne

 

Una delle cose che mi piace di piu’ del mio lavoro di pedagogista è creare i materiali da usare in classe con i  bambini. Per i miei corsi con le insegnanti ho sempre preparato tantissimo materiale “pratico”, non tanto per dare loro la “pappa pronta” come insinuavano molte colleghe, ma per offrire loro spunti ed idee su come trasformare in realtà tanti bei paroloni che pur servendo, se non sono concretizzati rischierebbero di rimanere chiusi nei libri e nella testa delle persone.

Confontandomi a distanza di tempo con le insegnanti che seguivano i miei percorsi, rimanevo stupefatta e molto impressionata da come esse, partendo da una semplice attività che facevamo insieme,  elaborassero materiali splendidi che la mia creativita’ non avrebbe di certo saputo tirar fuori.

In occasione di un corso per insegnati sul tema delle emozioni (parecchi anni fa, ahimè) e su come aiutare i bimbi ad esprimerle e dar loro un nome, avevo realizzato un grosso cartellone a forma di albero in cui le insegnanti dovevano scrivere su di un post it (ed in seguito appiccicare sulla fronda dell’albero) l’emozione di quel momento. In questo modo si poteva avere sott’occhio lo stato emotivo del gruppo e conoscere e condividere lo stato d’animo dei singoli. Un modo per parlare di emozioni e confrontarsi su come affrontarle al meglio.

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Le manine delle emozioni

Io e Piccolo Furfante giochiamo spesso con le emozioni usando le nostre palette, le filastrocche, disegnando, facendo mostriciattoli e leggendo racconti…

Ogni occasione è buona per parlarne e per parlare di come stiamo.

Quello che voglio mostrarvi in questo post non è, però, un’attività pensata da me, bensì dalle splendide maestre di Piccolo Furfante.

Era da qualche giorno che PF mi raccontava di un lavoretto fatto a scuola che gli era piaciuto molto, ma il suo racconto era per me incomprensibile: parlava di mani, di marionette, di faccine, di canzoni e filastrocche…

Insomma non ci avevo capito nulla! Ma proprio nulla nulla! :oops:

Poi l’altro pomeriggio è uscito da scuola orgogliosissimo, sventolando la sua manina della gioia e allora ho finalmente capito :-D

Per parlare di emozioni, le maestre avevano creato insieme a bimbi delle manine che rappresentavano le emozioni. Manine colorate, che diventavano faccine, con un bastoncino per prenderle e sventolarle mentre si recitavano filastrocche e canzoncine a tema.

Manine allegre che hanno accolto i bambini nuovi all’inizio dell’anno, manine sorridenti che sono passate di mano in mano per far sentire a proprio agio e al sicuro i nuovi arrivati…

Penso che le maestre di Piccolo Furfante abbiano fatto uno splendido lavoro :-D ed è per questo che ho pensato di presentarvelo.

Il materiale che hanno usato per costruirle:

  • cartoncini colorati (un colore diverso per ogni emozione)
  • pennarelli
  • cartoncno rigido
  • adesivo

Come le hanno create:

Per prima cosa i bimbi hanno disegnato sui cartoncini colorati  la sagoma delle proprie mani: un colore per ogni emozione.

Le maestre le hanno ritagliate (che pazienza! :lol: ) e i bambini hanno disegnato sopra le tracce delle faccine: allegra, triste, arrabbiata, spaventata.

Le maestre hanno poi ritagliato dei bastoncini dal cartone rigido e con l’aiuto dei bimbi li hanno attaccati con l’adesivo alle manine. Le palette-manine delle emozioni erano pronte.

Un grazie di cuore alle maestre di Piccolo Furfante (Olghy, Cri, Suor Lorenzina) per la cura, l’impegno e l’amore che mettono nel loro lavoro! :-D

Ecco le nostre filastrocche delle emozioni per giocare insieme alle manine.

Vi segnalo, inoltre, questo blog interessantissimo “Chiamale emozioni” (il cui progetto è gestito da un mio amico :-D “Ciao Davide!”) in cui potrete trovare approfondimenti sul tema delle emozioni. Vi consiglio di cuore di dare un’occhiata al materiale relativo al Convegno di Mark Greenberg “scuola ed emozioni” che ho avuto modo di seguire e che è stato a dir poco illuminante.

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Le filastrocche delle emozioni

Settimana scorsa io e Piccolo Furfante abbiamo  rimesso a posto un po’ di scatole di attività. Si erano pericolosamente (nel senso che rischiavano di caderci in testa :-S) accumulati schede, libretti, carte, dadi e una marea di altre piccole cose.

Ci eravamo accorti che non riucivamo più a trovare quello che ci serviva e che, avvicinandoci ai contenitori, ci passava la voglia di cercare. Così di buona lena ci siamo messi a riordinare e cosa abbiamo trovato? Le mitiche palette delle emozioni e delle schede che avevo creato proprio nello stesso periodo: le filastrocche delle emozioni. Ce n’eravamo proprio dimenticati. :-(

All’epoca le avevo  plastificate e così hanno resistito bene alla marea di giochi che si sono accumulati sopra!

Sono delle semplici  filastrocche, scritte su fogli in formato A4, sulla Rabbia, la Paura, la Tristezza e la Gioia in cui vengono descritti questi stati d’animo, le reazioni fisiche ad essi associati e alcune idee per ritrovare la calma :-).

Per ogni scheda avevo inserito un simpatico disegnino che rimanda all’emozione e ho usato un colore diverso per renderla ben identificabile. Volendo si possono anche usare per creare un librettino oppure  come poster da appendre al muro.

A Piccolo Furfante piace soprattutto la filastrocca della PAURA. L’ultima parte me la fa ripetere e ripetere un miliardo di volte!

Non dovevo aver paura
la mia casa è ben sicura.
Nessun mostro o fantasma
ci viene a far la nanna:
loro abitan lontano
e a quest’ora russan piano,
coricati nei lettini
sognando topolini.
Ogni mamma sta cullando
e il suo bimbo rassicurando:
che sia mostro, alieno o umano
un ragnetto o un marziano.

Ecco le nostre schede. Buona lettura!
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