Una giornata a scuola con Piccolo Furfante

Ogni 4 mesi circa, nella scuola di Piccolo Furfante (ma da quel che sento in ogni scuola del cantone) c’è il Besuchsmorgen ovvero la giornata in cui i genitori possono stare in classe con i loro bambini. Non è obbligatorio e non si è costretti a stare li’ con loro tutto il tempo, c’è pero’ questa possibilità  e chi puo’ la sfrutta per capire cosa i bimbi fanno, come viene organizzata la giornata e cosa viene loro proposto. I genitori non interagiscono (se non invitati dalle maestre): son li’ che osservano un po’ in disparte, cercano di non chiacchierare troppo e si guardano in giro 😀

Mercoledi’ scorso, malgrado la schiena a pezzi, ci sono andata: ci tenevo tanto a vedere i progressi di Piccolo Furfante. Il primo giorno di visita (detta cosi’ sembra di essere in un ospedale :-)) c’era stato a novembre e a distanza di mesi ero curiosa di vedere cosa stavano facendo e come se la cavava il mio piccolo che tanto piccolo non è piu’.

E cosi’ ora vi posso raccontare una giornata tipo di Piccolo Furfante…

I bimbi entrano nella scuola dalle 8.15 alle 8.30. Rigorosamente da soli. Le mamme, o chi per esse, non ci sono: nel senso che i bimbi vanno a scuola da soli. Io accompagno PF fino all’angolo, lo saluto, lo vedo entrare da lontano e me ne vado. Che ci volete fare: sono una mamma apprensiva! 🙄

Prima di ogni altra cosa salutano la maestra, stringendole la mano. Quando arrivano a scuola devono farsi subito vedere dalle maestre perché ogni assenza non giustificata innesca  l’allerta: allo scoccare delle 8.30 si chiamano subito i genitori e poi nel caso la polizia. I bimbi quindi sanno che la prima cosa da fare é andare dalla maestra e avvisarla di essere arrivati.

Una volta salutata, possono lasciare il loro zainetto con la merenda in una grande cesta all’ingresso e poi togliersi le giacche, le coccarde, mettersi le ciabatte e mettere in ordine (non proprio perfetto) le loro cose nel proprio guardaroba che è aperto (come quelli degli spogliatoi). Nessuno li aiuta in queste operazioni di vestizione/svestizione/vestizione/sistemazione vestiti. Se hanno bisogno, si aiutano tra loro e solo in casi disperati chiedono aiuto alla maestra. Per i bambini chiedere aiuto alle maestre pero’ è vissuto come qualcosa di negativo: significa che non si è capaci o non si è stati capaci di aiutarsi. Quindi si fa di tutto per risolvere i problemi in gruppo. ‘Sta cosa mi piace un sacco 😀

Il bimbo ora puo’ entrare in classe, dove puo’ giocare liberamente fino all’inizio delle lezioni. La classe é  organizzata in spazi:

  • c’é la casa con divani, una cucina, sedie, tavolini , strofinacci, stoviglie varie e cibo giocattolo… Insomma tutto quello che c’è in una casa vera, ma in miniatura
  • c’è la tenda dove ci si puo’ nascondere e giocare
  • ci sono i tavoli da “lavoro” che le maestre preparano già organizzati con le varie attività per singoli e piccoli gruppi (perché le attività di solito non vengono fatte dall’intera classe, ma differenziate a secondo dell’età, degli interessi, degli obiettivi da raggiungere…)
  • c’é l’angolo delle schede: dove vengono messe a disposizione schede/attività/giochi da fare. Ci sono schede che sono messe a disposizioni di tutti e altre che devono essere svolte da un bimbo preciso. Queste ultime sono contrassegnate con il nome del bambino.
  • c’é l’angolo delle scienze dove adesso ci sono i terrari dei vermi e dei grilli, lenti di ingrandimento, libri e strumenti vari…
  • c’é l’angolo dei giochi: con giochi di legno e un grande tappeto dove poter saltare
  • c’é l’angolo della musica con vari strumenti e il registratore che i bimbi possono usare anche durante la pausa
  • infine c’é il cerchio di sedie, dove i bimbi iniziano e finiscono la loro giornata e fanno tante attività in gruppo
  • Ovunque, in ogni angolo e in ogni spazio libri, libri, libri 😀

Appena i bimbi sono tutti in classe, si riuniscono in cerchio e iniziano la loro giornata cantando, raccontandosi un po’ di cose e facendo un po’ di attività di movimento. L’altro giorno, dopo una bella canzone di saluto, si sono dilettati in un gioco sui numeri, poi hanno ammirato una bella coccinella che una bimba aveva portato per il terrarium della scuola, hanno discusso un po’ sugli insetti e la maestra ha spiegato cosa avrebbero fatto quel giorno.

La giornata prevedeva ginnastica, cosi’ dopo aver finito le attività in cerchio, tutti si sono andati a rivestire prendendo le loro borse da ginnastica e via verso la palestra che rimane a circa 2 isolati dalla scuola. Un cambio veloce e poi in palestra, dove  si sono divertiti per circa un’ora a saltare e correre. Poi di nuovo a rivestirsi di corsa per tornare a scuola. Nessun aiuto da parte di maestre o mamme. Vestirsi, svestirsi, ricordarsi di prendere gli zainetti, non dimenticare scarpe in giro… Tutto da soli. Certo i vestiti non erano proprio piegati, ma la soddisfazione era al massimo 😀

Di ritorno a scuola, finalmente la merenda. Due bambini vengono incaricati giornalmente di distribuire gli zaini ai compagni. Compito assai ambito 😀 Dopo la merenda tutti fuori nel parco per 10/15 minuti che ci siano -15, neve, pioggia o ghiaccio. Nel parco (recintato) non é presente nessun adulto, ci sono solo i bambini che vengono richiamati in classe dalla campanella che due compagni (a turno) vengono incaricati dalla maestra di suonare. C’é da dire che ogni tanto la maestra da’ uno sguardo fuori e controlla (??) i bimbi dalla grande vetrata, ma fondamentalmente sono liberi e lasciati a sè. Per ora non si è fatto mai male nessuno. Non so se è fortuna o se il giardino è pensato per essere super sicuro o se i bambini, cosi’ responsabilizzati, stanno piu’ attenti.. Non so proprio dirvelo!

Rientrati, iniziano le attività ai tavoli. Alcuni bimbi stavano costruendo delle enormi sculture in carta pesta, altri stavano dipingendo, altri ancora facevano attività sui nodi, altri schede di logica, altri labirinti, altri ancora giochi da tavolo e puzzle sul tema degli insetti…

Ma il tempo per queste attività era poco perché la giornata aveva previsto la ginnastica e cosi’ di nuovo in cerchio per le attività finali. Un altro gioco con la musica in cui i bimbi a turno dovevano passare dentro dei cerchi come dei piccoli vermetti, tra le risa e l’incoraggiamento dei compagni. Infine il gioco di saluto: al suono della musica i bambini si sdraiavano a terra strisciando come piccoli vermetti, mentre un compagno/uccellino ne prendeva 1 e si libera per andarsi a preparare per l’uscita. Cosi’ tutti si sono trasformati da vermetti ad uccellini e poi in bambini pronti a tornare a casa.

Prima di uscire, si saluta di nuovo la maestra con una bella stretta di mano e finalmente il pomeriggio di giochi puo’ cominciare. I bimbi piu’ grandi hanno due rientri pomeridiani, mentre i bimbi di 5 anni hanno solo la mattinata.

Cosa mi ha colpito di piu’ di quello che ho visto:

  • l’autonomia e la liberta’ data ai bambini: dal vestirsi, all’aiutarsi a vicenda, dal “controllarsi” l’un l’altro in giardino, a rimettere a posto l’aula dopo le attività, a svolgere le proprie attività distintamente o in piccoli gruppi…
  • la quantità di materiale a disposizione dei bambini per la giornata: ce n’era veramente tantissimo. Molte cose venivano toccate appena, altre erano molto ambite e c’era la fila per usarle. Si vedeva che il materiale “libero” era stato accuratamente scelto, preparato dalla maestra e messo  in posti  strategici per attirare l’attenzione e far venire voglia di usarlo: un libro sugli insetti aperto su un tavolino, un puzzle 3D sulle coccinelle con 3 pezzi fatti, 3/4 labirinti (sempre sul tema insetti)  sparsi in giro qua e là, un gioco da tavolo mezzo montato … Tutto diceva toccami, provami, non lasciarmi qui e tutti bambini pronti a cogliere la novità. Piccolo Furfante mi dice che ogni giorno é cosi’: ogni giorno scoprono qua e là nell’aula qualcosa da fare e il bello per loro é non solo fare queste attività, ma scoprirle disseminate in giro.
  • I bambini stanno poco seduti. Ci sono molti giochi di movimento e i momenti in cui devono stare seduti non sono mai eccessivamente lunghi. Questo crea un po’ di confusione in aula e dopo un gioco di movimento ci vuole un po’ perchè i bimbi riacquistino la calma per dedicarsi ad un’attività diversa. Tutto sommato ho visto che questi passaggi venivano vessuti molto bene sia delle maestre che dai bimbi.
  • I bimbi vanno in bagno da soli. Chiedono il permesso ed escono dall’aula senza essere accompagnati. Dato che la porta della scuola rimane aperta, cosi’ come il cancello d’ingresso, potrebbero tranquillamente prendere ed andarsene… Ma per ora non è successo nulla!  😀
  • Vengono organizzati all’interno della scuola molti incontri con “esperti”: il dentista (almeno ogni 2 mesi), il vigile, il pompiere (che verrà tra qualche giorno), un artista che ha colorato tutte le facce dei bimbi trasformandoli in animali…
  • Vengono organizzati momenti di condivisione con le altre scuole: i bimbi delle elementari che vengono ad aiutarli a fare dei lavoretti, il mercatino del baratto organizzato in piazza da tutti i bimbi delle scuole, il teatro…

Cosa  nota  Piccolo Furfante di diverso rispetto alla sua scuola in Italia:

  • “Le cose da fare sono diverse. Non tutti i bimbi fanno la stessa cosa: io oggi dovevo fare dei labirinti, mentre A. doveva finire il suo disegno e A. e N. dovevano fare la scultura. E’ bello cosi’… pero’ a volte vado a vedere cosa fanno i miei compagni e Frau A. mi sgrida perchè non devo disturbare e finire quello che sto facendo.”
  • “Posso scegliere se fare una cosa o l’altra. Io ieri non avevo proprio voglia di disegnare e cosi’ ho potuto fare un altro lavoretto. Frau A. chiede cosa preferiamo tra 2 o 3 cose e noi poi scegliamo. “
  • “Qui si canta sempre e le maestre suonano la chitarra. A volte è bello, ma a volte mi annoio e cosi’ incomincio a chiacchierare.”
  • “I lavoretti qui sono piu’ difficili che in Italia, come quando dovevamo fare la stella con i vetri o il castello con i pezzi di legno. Pero’ sono piu’ belli perchè usiamo tante cose strane. Qui pero’ si colora poco e i bimbi non sanno disegnare. Le maestre non gli dicono come fare e cosi’ loro non imparano. Io devo mettere sempre il mio nome, perchè se no B. prende il mio disegno e dice che è suo!”
  • “Si esce sempre in giardino. A volte non ne ho voglia, pero’ quando piove è bellissimo!”
  • “A me mancano le schede dell’Italia (le cornicette che la sua maestra gli faceva fare tutti i giorni). Qui non le fanno e a me mancano.”

Insomma un’esperienza diversa, ma decisamente stimolante! 😀

Ecco qui tutti i nostri post per conoscere meglio Zurigo:

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20 commenti

  1. Che interessante… allora la scuola dei miei assomiglia molto ad una scuola svizzera!!! Glielo dirò senz’altro. Mi sbalordisce il fatto del disegno….
    E anche che al PF manchino le schede!! Vedi che non si può mai dire…

    Grazie per il post!

  2. Bellissima esperienza… ! che bel post… da mamma italiana vivrei senz’altro con più apprensione questa esperienza, rispetto probabilmente ai bambini che si sanno adattare meglio
    Ma quindi le attività di lettura, scrittura ecc. vengono iniziate più tardi con l’età? come funziona il sistema scolastico?
    ps spero che tu adesso stia meglio, il tempo per me, con due terremoti, che per altro stan male di continuo, è drasticamente diminuito, commento poco ma cerco di leggere spesso!

  3. Ma quanto è bello questo post?! Mi piacerebbe tantissimo poter partecipare a una giornata nella scuola di Topastro! Grazie per il tuo racconto e per le impressioni di PF. Chiaramente, come a te, alcune mi piacciono di più e altre meno. Ogni scuola ha pro e contro, difficile trovare la scuola perfetta anche se da mamma, certe cose faccio proprio fatica a capirle e tollerarle. Altre cose ancora, mi rendo conto, faccio fatica ad accettarle perchè sono mamma… se mi sforzo a mettermi nei panni delle educatrici capisco che si tratta di regole o compotamenti necessari. Visto che parliamo di scuola ti chiedo di incrociare le dita per me e Topastro perchè a fine mese sapremo se lo hanno accettato alla scuola infanzia presso cui l’ho iscritto. Quella che frequenta ora non è male ma ci sono troppe cose che sento troppo distanti dal mio modo di essere mamma 🙂

  4. Ale stellina di zia! Quando dice che gli mancano tanto le schede che faceva in Italia, mi viene voglia di andare a Como, prendere la maestra, impacchettarla e spedirgliela!
    E poi scusate se con italico orgoglio ho notato che guarda caso i bimbi svizzeri non disegnano bene come lui! Hahahahaha. A parte gli scherzi, mi sembra un posto bello creativo.
    Da maggio in avanti dovrei essere in “ferie” un venerdì sì e uno no: se Marco riesce ad accaparrarsene uno, proporrò senz’altro una gita in camper a Zurigo!!!!!!!!! Mi mancate tantissimoooooooooooooooooooooooooooooooooooooooooooooooo!!!!!!

  5. @Mammainverde
    Parlando con un’altra mamma (italiana che vive in Italia) mi ha detto che anche nella scuola delle figlie l’organizzazione è simile a quella svizzera. PF starà usando allora un metodo svizzero o uno italiano? Faciamo un italo/svizzero 😀
    L’anno scorso ero scettica sull’uso delle schede e son rimasta sorpresa anch’io nel sentire PF che le reclamava… Vedi la vita com’è strana 😉

    @Francy
    Da quello che ho potuto capire iniziano dopo: verso i 7 anni. Prendono molto della pedagogia steineriana sia come metodo sia come tempi. Poi pero’ recuperano alla svelta dato che per la fine delle medie è richiesto il tedesco (naturalmente), il francese e l’inglese a livelli molto alti.
    Tra l’altro qui da noi le classi elementari sono miste. Ovvero in una classe sono presenti i bimbi di prima, di seconda e di terza. I gruppi sono piccoli e lo stile di organizzazione, da quello che ho capito, è simile all’asilo (le attività sono pensate per singoli, piccoli gruppi e grande gruppo)…

    @Caudia
    Son qui tutta incrociata per voi. Dai che vi prendono!! 😀

    Sono d’accordo con te: la scuola perfetta non esiste e nel mio caso ero contenta (con riserve) sia di quella italiana che di questa svizzera. Faccio fatica a rapportarmi a questa didattica perchè non la sento mia del tutto, ma vedo che PF impara, si trova bene ed è contento di andarci. Per me questo adesso basta.
    Dopo due anni di scuola italiana un po’ il cambiamento di metodo l’ha avvertito. Era abituato ad un certo tipo di organizzazione e all’inizio abituarsi a quella nuova non è stato facile, ma ora gli piace. Le schede poi le facciamo a casa 😉

    @Titti
    Che beeeeeello! Se riuscite a venire, vi incateno al tavolo in modo che non tornate piu’ indietro: cosi’ posso coccolarvi dalla sera alla mattina e fare chiacchierate stratosferiche!
    Dopo Pasqua noi siamo qui fissi nei weekend, per cui quando decidete, basta una mail e ci organizziamo! 😀

    Non fare la zia orgogliona, perchè saprà anche disegnare bene, ma è un discolo di pirm’ordine 😉

    Bacioooooni

  6. ecco, dato il commento di PF sulle schede… direi che anche lui è stampante addicted 😉

    mi piace questa scuola che responsabilizza i bambini: qui vengo guardata male perché Chiara si preparare si porta la cartella da sola in prima elementare e perché non aiuto Anna a vestirsi/svestirsi all’asilo.

    ho mandato Chiara a scuola da sola (abitiamo a 700mt dal cancello della scuola e per attraversare c’è il vigile) poi l’ho raggiunta in cortile e una mamma mi ha detto “se hai problemi la mattina, chiamami che passo a prendertela io” … sono un’incompresa 🙁
    Quasi, quasi mene vado in svizzera 😉

  7. @Monica 🙂
    Per me è stata invece una novità assoluta: in Italia io svestivo/vestivo PF e dovevo accompagnarlo in classe perchè se no lui non voleva entrare.
    Ora invece se la cava benissimo da solo e rifletto sul fatto che forse ero io che, pensando che non ce la facesse, gli tarpavo le ali!
    Una grande lezioni per me che mi ha aiutato a crescere come mamma.
    Non mollare anche se sei incompresa. Male che vada, ti tengo un posto in Svizzera 😉

    Bacioniiiiii

  8. le materne nella zona della Romagna dove sono organizzate in questo modo e la cosa più bella che ho sentito a uno dei colloqui di Pietro è stata che lui sceglieva il gioco da fare e a seconda del tipo lo faceva in gruppo o da solo mostrando autonomia e concentrazione. Peccato che poi alle elementari i tempi siano più strutturati. Belle iniziative, davvero, quelle che racconti!

  9. WOW! Che bello potersi confrontare: quante esperienze simili alla nostra. 😀
    Mi rincuora saperlo, dato che per me è stato un po’ destabilizzante passare da una scuola molto strutturata come quella italiana ad una piu’ “libera” come questa svizzera.
    Mi sa pero’ che il problema è tutto mio, dato che PF si è adeguato velocemente al cambiamento 😀

    Baciiiiii

  10. Per quanto riguarda la materna delle mie figlie, per la prima è stato un NULLA COSMICO, per la seconda un’esperienza interessante e stimolante, con continui apporti alla crescita di Anna. Non vedo le “lezioni” troppo strutturate, lavorano in piccoli gruppi e chiedono ai bambini di scegliere quando fare un determinato lavoretto. Quando ci sono progetti a lungo termine, le maestre propongono il programma più volte nell’arco del periodo stabilito e offrono la possibilità ai bambini di lavorare in piccoli gruppetti a turno, mentre gli altri fanno “altre cose” che poi sono, in realtà, collegate al progetto.
    Una sorta di multimedialità molto efficace per far affrontare un tema comune ad una classe, pur svolgendo compiti diversificati.
    Ovvio che questo comporta un maggior lavoro per le insegnanti… ma quelle di anna sono due bombe! 🙂

    Alle elementari il lavoro è ovviamente omologato, se la maestra spiega le decine, le spiega per tutti. Non ci sono spazi (l’aula è una sola) e non ci sono compresenze (forse 2 ore su 27!) quindi non c’è molto “spazio di manovra”. Però le maestre di Chiara riescono comunque a fare delle sottili diversificazioni e poi fanno mille progetti carini, si impegnano molto, sono affettuose e i bambini vanno a scuola felici… ok, lo so, sembra che io esageri, ma è proprio così.
    Chiara frequenta la prima elementare nella stessa struttura che frequentai io dal (lontano) ottobre 1974 al maggio al 1979 e la struttura NON è cambiata, quindi la differenza la fanno le insegnanti!

    Per quanto riguarda l’autonomia dei bambini alla materna di Anna, è lasciata alle mamme (grosssssssso errore!!! 😉 ) e dato che parliamo di mamme italiane, spesso scatta il “faccio-tutto-io-.che-tu-sei-piccolo-e-non-ce-la-fai” e la mia domanda è “se non ora quando???” insomma se non imparano a vestirsi/svestirsi, togliere/mettere le scarpe, sistemare lo zainetto e consegnare il buono pasto all’ausiliaria, adesso che la mamma li guarda e può dare loro consigli, quando?
    L’anno prossimo, quando saranno alle elementari e dovrai lasciarli al portone d’ingresso? Forse sarebbe meglio prepararli per tempo, con più calma, come è concesso alla materna.
    Anche seda noi,alle elementari,ci sono parecchie mamme che sgattaiolano dentro per “controllare” che il bambino abbia raggiunto la fila con i suoi compagni e la maestra… e mi vien da chiedere “ma pensi che tuo figlio sia tonto?”

    Ieri, alla festa dei 7 anni per Chiara e una sua compagna di classe, FINALMENTE, la metà dei genitori ha deciso di lasciare i figli ed andarsene 🙂
    Ovviamente noi 4 genitori avevamo detto a tutti di non preoccuparsi, che avrebbero potuto lasciare i figli alle 4 e tornare alle 6:30, ci eravamo organizzati con giochi e il posto (sia la stanza che il giardino) erano sicuri e a prova di fuga.
    Un paio di genitori amici sono rimasti, per stare in compagnia, qualcun’altro è rimasto per controllare il proprio pargolo, ma alcuni se ne sono andati.
    la cosa buffa è stata che, anche i bambini con genitore-a-carico, avevano identificato noi come figure responsabili, quindi venivano da me a chiedere da mangiare, da bere, dove fosse il bagno… con gran stupore del genitore. 😀

    Ok, mi sono dilungata troppo… ora corro a sistemate il tatami che ho da fare un trattamento Shiatsu!

    Buona giornata

  11. Altro che dilungata: ti ringrazio di cuore di questo racconto!
    Hai ragione: da come la descrivi la scuola materna di Anna è moooolto simile a quella svizzera di PF 😀
    Da quello che mi hanno raccontato le altre mamme, la scuola elementare qui ( e parlo del mio comune, perchè l’organizzazione è diversa da comune a comune) è simile a quella della materna: il che mi sembra comodo per un bimbo che l’ha già vissuta ed interiorizzata 😀

    Mi hai fatto troppo ridere con il tuo racconto sulla festa di compleanno. Per ora noi qui non le abbiamo ancora sperimentate. Ti aggiorneremo.

    Buon trattamento e buona giornata!

  12. Si, è sempre difficile abituarsi ai cambiamenti, e rispetto a una scuola italiana tradizionale mi pare che questa sia piuttosto diversa. PF è fortunato ad avere una mamma che a casa gli prepara le schede! Ho dimenticato di aggiungere che le cose che hai raccontato sull’autonomia mi hanno colpito molto. Forse in Italia le mamme non accetterebbero volentieri queste regoline, siamo piuttosto chiocce 🙂

  13. Sta cosa dell’autonomia è interessante. i bambini si danno una scrollata da genitori (noi italiani siamo effettivamente troppo protettivi), imparano ad aiutarsi e a lavorare in gruppo (quanto è difficile in realtà se non lo impari da piccolo). Mi fanno però pensare due cose: tutto il materiale lasciato a disposizione vuol dire un enorme lavoro per le maestre che devono pianificare e organizzare più attività contemporaneamente. Penso a un possibile spreco di materiale, se i fogli lasciati a disposizione
    vengono solo iniziati e non portati a termine. E poi la mano alla maestra, io me la sarei abbracciata la maestra, ma forse anche questa fisicità negli affetti è terribilmente italiana

  14. Ma che bella questa scuola!!!! E penso che per le maestre avranno si più cose da fare e gestire, ma che soddisfazione vedere i bambini soddisfatti e appassionati! E credo comunque che lasciando autonomia ai bambini, anche le maestre sono più libere di seguire meglio altri aspetti.

    cambiando discorso, ho scritto in anticipo l’articolo per il Venerdì del libro…spero non sia un problema!!
    http://famedilibri.wordpress.com/2012/03/22/ma-come-fa-a-fare-tutto/

  15. @ Claudia e Mammozza
    Per me lasciare spazio a PF (soprattutto sul fatto di non entrare a scuola e lasciarlo a metà strada) non è stato facile. Ho dovuto lavorare un po’ su di me, riflettendo sul senso di questo mio “rifiuto”, sul fatto che lui sta diventando grande, sul senso di lasciargli spazio…
    Insomma, cosucce cosi’ 🙂
    Da una parte credo che le mastre abbiamo un sacco di lavoro di progettazione, programmazione e organizzazione del materiale ma, una volta che i bimbi hanno preso il ritmo, in classe è meno faticoso per loro perchè i bambini vanno per la loro strada.. Questa pero’ è solo una mia impressione, non ho prove che supportano questa teoria.
    Per quanto riguarda lo spreco di materiale, hanno risolto in questo modo: i bambini devono sempre finire cio’ che iniziano (anche i puzzle!). Se non lo finscono in giornata, lo finiranno in seguito: se sono schede le ripongono nel loro cassetto per riprenderle poi, se sono puzzle o lavoretti mettono il loro nome e poi li terminano con calma. Anche questo un buon modo per responsabilizarli 😀

    Baci baci

  16. Mamma che meraviglia questa scuola!
    Bisognerebbe anche in Italia aprire le aule, le menti e i cuori a nuovi sistemi di insegnamento volti alla libertà e responsabilizzazione dei nostri cuccioli. Perchè l’educazione è libertà profonda, secondo me.
    Un caro saluto!

  17. alle elementari di mio figlio chiedono di accompagnare i bambini alla porta di entrata dell’istituto ma per il resto si gestiscono i bimbi da soli. Per diversificare la lezione hanno 30 ore di un progetto che si chiama “recupero/sviluppo” per cui si dividono i bimbi in gruppi e mentre uno recupera o rinforza quanto appreso fino a quel momento, l’altro gruppo potenzia. Ed è stato molto apprezzato dai bambini soprattutto quando si sono trovati a dover recuperare ritardi dovuti a influenze, neve e vacanze invernali

  18. Penso che pure io avrei fatto tanta fatica ad abituarmi a lasciare spazio al mio bimbo. Da una parte vorrei fosse più autonomo ma dall’altra sono italiana. Lo seguo come una chioccia, controllo se suda, gli chiedo se ha fame, sete e talvolta lo aiuto ancora a vestirsi nonostante abbia quasi 5 anni. 🙂

  19. @Valentina
    La tua frase è spledida: “Perchè l’educazione è libertà profonda!” Mi piace davvero tanto 😀

    @Alessandra
    Che bel progetto!

    @Claudia
    In questi mesi mi sono morsa la lingua molte volte, evitando di dirgli frasi tipo “mangia tutta la merenda!”, “mi raccomando metti la felpa se esci!”, “ricordati di prendere l’ombrello al ritorno!”… A volte non ha mangiato la merenda, altre non ha messo la felpa o addirittura la giacca e mooooolte volte si è dimenticato l’ombrello a scuola, ma la cosa importante è stata che lui si è gestito da solo e io sono cresciuta 😉
    Ma che fatica!!

    Baci baci

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