6 idee prese in rete per… imparare a leggere

Non c’è miglior modo di imparare che attraverso il gioco  e il divertimento. Questo vale per tutti, bambini ed adulti.

Cosi’ quando mi avete chiesto idee per avvicinare i bambini alla lettura, sono andata i cerca di attività che potessero piacere e  divertire.

Ne ho trovate parecchie. Eccone una raccolta per diversi livelli: per chi ha appena iniziato e per chi è già un asso a leggere…

idee per imparare a leggere

 

  1. 10 schede illustrate per giocare con le parole
  2. Il gioco delle sillabe inverse 
  3. Prime letture con Pippo l’ippopotamo 
  4. Tantissime schede e la spiegazione su come usarle per imparare a leggere con i metodo globale
  5. Simpatiche schede per abbinare le parole alle immagini
  6. Il divertente gioco “Tiro, leggo e scrivo”

 

Tante altre idee creative le trovate nella mia pagina Pinterest dedicata alle lettere

 Qui trovate invece  tutte le idee prese in rete finora.

Buon divertimento!

Post di Paola Misesti

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Il domino e il memory delle frasi in stampatello

Qualche settimana fa ho condiviso un’attività per avvicinare i bambini alla lettura in maniera divertente: il domino delle frasi.

Il domino che avevo creato riportava immagini e brevi frasi in corsivo. Molte mamme ed educatori mi hanno pero’ contattato chiedendomi di realizzare il domino anche in stampatello minuscolo e maiuscolo, perchè cosi’ risultava piu’ facile da utilizzare.

Queste carte possono essere utilizzate anche per un altro tipo di gioco molto amato dai bambini: il memory.

Tagliando le carte in due, vi ritroverete con delle carte con immagini e delle carte con le rispettive frasi. A questo punto mischiatele e disponetele a faccia in giù sul tavolo. I bambini dovranno riuscire, a turno, a trovare le carte che si abbinano. Vince chi riesce a fare più abbinamenti.

Ecco qui allora le carte nelle due versioni:

Non vi resta che stampare le tessere del domino e ritagliarle!

Le regole sono come quelle del classico domino, ma invece di unire tessere con immagini uguali, bisogna collegare tra loro la frase all’immagine corrispondente.

Vi auguro buon divertimento e buona lettura.

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Post di Paola Misesti

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Insegnare l’italiano ai bambini expat: i nostri libri

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Molte mamme mi hanno chiesto come ho insegnato l’italiano a PF, che materiali ho usato, che metodo, che libri. Insomma come ce la siamo cavata e cosa ha funzionato per noi.

Prima di iniziare ci sono da fare pero’ un po’ di premesse.

PF fino a 5 anni ha vissuto in Italia, venendo in contatto solo con l’italiano (non tengo conto delle pochissime ore di inglese che ha fatto alla materna, perchè sono state davvero irrilevanti). A 5 anni ha iniziato la scuola materna interamente in tedesco qui a Zurigo. Parlava perfettamente l’italiano, ma non sapeva nè leggerlo nè scriverlo. La sua immersione nel tedesco è stata fin da subito totale: il primo anno qui a Zurigo aveva pochissimi amici di lingua italiana, che vedeva molto poco; la scuola e le sue attività extrascolastiche si svolgevano tutte in tedesco  L’italiano era mantenuto solo grazie a noi, alle nostre visite in Italia, ai cartoni animati e alle canzoni.

La sua maestra ci ha subito incoraggiati a mantenere vivo l’italiano, ad insegnargli a leggere e a scrivere, sottolineando che mantenendo viva la sua madre lingua avrebbe padroneggiato anche il tedesco. Cosi’ è stato!

Quando PF ha compiuto 6 anni, abbiamo iniziato un programma di homeschooling d’italiano, che svolgevamo nel pomeriggio dopo l’orario scolastico. Tutte le attività erano sotto forma di gioco, anche gli esercizi erano sempre collegati a qualche storia o racconto che gli davano un significato giocoso.

Prima di tutto avevo  bisogno di un programma da seguire per capire cosa fare e quando. Ne ho parato in dettaglio in questo post.

Il libro “Insegnare giorno per giorno” della Giunti Scuola mi è stato utilissimo: mi ha dato un programma, una tempistica e degli esercizi da cui prendere ispirazione. E’ stato una manna dal cielo, anche per tenere a bada la mia ansia.

A livello di attività pratiche, che usavo sotto forma di schede, 4 sono stati i nostri libri preferiti.

“Amici a Verdebosco 1” della DeAgostini:  3 libri (Metodo, Discipline e Letture)  con tante immagini colorate e tanti esercizi divertenti, che PF ha adorato. Lo abbiamo usato davvero tanto!

“Indovina facile” delle Edizioni Erickson: un bellissimo libro con tanti indovinelli per imparare a leggere e scrivere senza sforzo. L’ho trovato molto utile, anche se da solo non sarebbe bastato.

“Progetto ABACO. Italiano” della Giunti: con tanti esercizi presentati da un simpatico Leprotto. PF lo ha usato parecchio, soprattutto il volume 2 (l’ho trovato perfetto per i molto esercizi di grammatica), ma non ci è andato particolarmente matto.

Il libro piu’ amato da PF è stato senz’altro “Il mio super quaderno” sempre della Giunti: usato e strausato! In questo caso non era necessario nemmeno che inventassi racconti o giochi per introdurre gli esercizi: PF li faceva con entusiasmo senza nessun problemi. Non so se sono state le illustrazioni, il tipo di attività, il fatto che aveva chiamato il protagonista SuperA, sta di fatto che questo libro lo ha catturato da subito.

Come ho usato questi libri?

Prima di iniziare ho inventato una storia con protagonista un astronauta, Marco, che ci ha accompagnato nel nostro viaggio di apprendimento per tutto un anno (il secondo anno avevamo uno scienziato). In questo post ho raccontato come avevo organizzato le prime attività legate a questo racconto.

Ho creato il nostro quaderno (formato A4) e mi sono basata sul programma del libro “Insegnare giorno per giorno” , fotocopiando le attività presenti sugli altri libri in base al tema della giornata. Ho ritagliato fogli, disegni, creato finestrelle dove comparivano esercizi da fare, creato schede ad hoc in modo che ogni giorno il racconto dell’astronauta Marco potesse procedere.

insegnare italiano bambini espatriati all'estero

Perchè non ho scelto solo un libro? Perchè non l’ho semplicemente usato, facendolo completare da PF?

Sarebbe stato sicuramente piu’ semplice, piu’ veloce e meno impegnativo.

Sarebbe stato pero’ anche piu’ noioso per lui ed è questo che volevo evitare: che PF si annoiasse, vedesse l’italiano come un impegno in piu’, un dovere inutile da fare dopo le già impegnative ore di scuola. Avevo bisogno che PF si divertisse ad imparare l’italiano, che lo vedesse come un gioco, un’attività pomeridiana che non vedesse l’ora di svolgere.

E’ stato cosi’? Si’, senza ombra di dubbio!

PF si ricorda ancora delle avventure dell’astronauta Marco, dei nostri giochi pomeridiani e, cosa piu’ importante, sa leggere e scrivere in italiano molto bene e si esprime con ricchezza di vocaboli.

E’ stato impegnativo per me? Si’, senza dubbio! Ma ammetto che mi sono anche divertita molto e ne è valsa la pena.

Molti hanno mi chiesto qualche consiglio. Ne ho solamente uno: qualsiasi libro decidiate di usare, qualsiasi metodo scegliate di utilizzare, fate in modo che il bambino lo viva come un gioco, perchè non c’è modo migliore per apprendere che il divertimento!

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Post di Paola Misesti

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