Tre “strumenti” della scuola svizzera che trovo utilissimi

star wars disegni

Reduce dalla mattinata di visita nella scuola di PF, ne esco con alcune riflessioni che mi piacerebbe condividere con voi.

Avevo già  raccontato in questo post come è composta la classe di PF (che è una pluriclasse con prima,seconda e terza insieme) e come vengono organizzate in linea di massima le lezioni. Oggi vorrei parlarvi invece di alcuni “strumenti” che mi piacciono parecchio e che trovo molto utili.

Prima di iniziare voglio pero’ fare due precisazioni:

  1. in questo post parlo a titolo personale, facendo riferimento alla nostra esperienza, non sapendo se ovunque in Svizzera queste metodologie siano abituali.
  2. inoltre esse sono possibili perchè esiste all’interno della scuola e della classe una particolare organizzazione ormai consolidata da decenni, praticata dai maestri e che i bambini hanno appreso già dalla scuola materna.

Perchè allora parlarvene? Perchè ritengo che esse aiutino PF nello studio e a vivere l’esperienza scolastica in maniera positiva e, percio’, potrebbero essere prese come spunto da altri.

La prima tra tutte riguarda quello che io chiamo “l’applauso a scena aperta”. Vi spiego! Durante le lezioni capita spesso che il maestro ponga delle domande alla classe per testarne l’attenzione, per capire se hanno capito la spiegazione o per richiamare qualche nozione precedentemente appresa. A questo punto i bambini che conoscono la risposta alzano la mano, ma naturalmente solo uno di loro potrà rispondere. Cosa succede agli altri che la sanno, ma non sono stati chiamati? Qui viene il bello! Se la loro risposta è giusta, si battono due/tre volte con la mano il petto, una sorta di applauso personale, come per dire “mi riconosco il merito di aver studiato ed essere stato attento”.

Vi confesso che la prima volta che l’ho visto fare, sono rimasta un po’ perplessa: immaginatevi 10/15 bambini che, nel silenzio della classe, dopo una risposta data da un compagno, si battono il petto! Chiedendo a PF il significato di questo gesto, ho ricevuto questa risposta: “Se un bambino ha  la fortuna di essere chiamato per dare la risposta, è molto contento di dimostrare quello che sa. Ma anche gli altri dovrebbero essere contenti, se conoscevano la risposta. Cosi’ ci applaudiamo da soli per dimostrarci che siamo soddisfatti di noi e del nostro impegno.” Una sorta di autogratificazione, per intenderci!

Altra particolarità riguarda l’uso dei cartellini rossi e verdi, che servono per richiamare l’attenzione del maestro durante le attività individuali. Una sorta di semaforo!  La classe di PF è composta da 20 bambini di 3 età diverse (dai 7 ai 10 anni) che naturalmente svolgono compiti diversi e hanno capacità di concentrazione diverse. Il maestro pero’ è uno solo e svolge le lezioni in contemporanea alle 3 classi: come potrebbe gestire il tutto, se non ci fosse una organizzazione particolare? Vi immaginate il caos, se mentre spiega la lezione ai bambini di prima, un bambino di seconda e due di terza gli chiedessero qualche chiarimento su altri argomenti? E allora? Durante le lezioni i bambini svolgono molte attività ed esercizi in modo autonomo, dando cosi’ al maestro la possibilità di spiegare ad un gruppo particolare le lezioni o di girare per la classe e controllare lo svolgimento delle attività individuali. Se un bambino ha bisogno del suo aiuto, è sufficiente che metta sul banco il cartellino rosso richiamando cosi’ l’attenzione del maestro. Il cartellino verde naturalmente significa che l’aiuto del maestro non è richiesto.

Quali sono i vantaggi di questo sistema?

I bambini  innanzitutto imparano ad aspettare il proprio turno e a gestire le proprie attività in maniera autonoma. Dato che devono finire il lavoro (di solito piu’ schede con diversi contenuti e diverse difficoltà) in un determinato tempo, va da sè che se devono aspettare il maestro per un particolare lavoro, possono tranquillamente iniziarne un altro. Non alzano la mano, cosi’ la posso usare per scrivere e non vanno alla cattedra, non disturbando cosi’ il lavoro dei compagni passando tra i banchi.

Si ottimizza il tempo delle spiegazioni: è il maestro che valuta se una spiegazione deve essere rimandata a tutta la classe (perchè una certa cosa non è stata capita da piu’ bambini) o se riguarda solo il singolo. La spiegazione in questo caso è individuale e il maestro la rende adeguata alle esigenze del bambino.

In classe c’è molta tranquillità e il clima è molto rilassato. Le lezioni e le attività dei compagni non vengono interrotte.

Altra particolarità è l’uso del gong. Si’ avete capito bene, proprio del gong: quel simpatico piatto di rame che, percosso con un martelletto, produce quel tipico suono. Per scandire il tempo in classe, l’inizio e la fine delle diverse attività, si usa il gong. La durata dell’attività la decide il maestro, ma di norma non dura piu’ di 40 minuti. Attenzione sto parlando di attività, non di ore di lezione: per esempio il mercoledi’ dalle 8 alle 10 PF ha lezione in classe (cioè non deve andare in un’altra aula per coro o per lavori manuali o per inglese). In quelle ore farà matematica e tedesco, ma non necessariamente in quest’ordine. Non sarà la campanella della scuola a scandire il tempo, sarà il maestro che, proposta l’attività, farà suonare il gong per indicarne l’inizio e la fine. Per esempio potrà fare 40 minuti di matematica, una pausa di 5 minuti e 15 minuti di lettura e 25 minuti di grammatica, un’altra breve paura per iniziare una nuova attività di tedesco. Perchè questo? Perchè la capacità d’attenzione ha dei limiti: dopo un certo periodo di attività l’attenzione cala ed interrompere con una breve pausa garantisce concentrazione per riprendere l’attività al meglio. Le pause sono molto brevi, ma i bambini sono invitati ad alzarsi dal banco, a chiacchierare o a giocare con i giochi in scatola a disposizione (prevalentemente giochi di logica).  Non sto parlando di caos, ma di relax: non ci sono urla o giochi movimentati, quelli sono lasciati per la pausa lunga delle 10, fuori nel parco della scuola (che si fa con qualsiasi tempo!).

Che vantaggio ha il gong? Fa in modo che l’ambiente non sia troppo caotico. Non ridete, ma è proprio cosi’! Per sentirlo bisogna che ci sia abbastanza silenzio, non è una sveglia o una campanella: se in classe c’è caos, non si sente. I bambini sanno che per sentirlo non devono fare troppo chiasso. Inoltre diventa un rituale perchè scandisce il tempo che è fatto di attività ma anche di pause, brevi e tante. I bambini all’inizio delle lezioni vengono informati dal maestro su tutte le attività che svolgeranno durante la giornata (su una delle 3 lavagne il maestro giornalmente segna, in ordine temporale, tutte le attività da fare). In ogni momento, grazie anche al gong, possono controllare a che punto sono e cosa gli manca ancora da svolgere. Una sorta di “to di list” scolastica!

Ci sono tante altre particolarità che mi piacerebbe raccontarvi, come l’uso della musica durante le attività manuali o l’organizzazione delle colazioni in classe, ma il post è già troppo lungo. Terro’ queste le riflessioni per un’altra occasione!

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Post di Paola Misesti

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Alla scoperta della Svizzera: su e giu’ per le montagne dei Grigioni

Svizzera a sciare con i bambini
Esiste solo una passione, la passione per la felicità.
Denis Diderot

 

Come vi  avevo già raccontato, qui a Zurigo ogni due mesi circa la scuola fa una pausa di 2 settimane.

Cosi’ a fine di febbraio sono iniziate le nostre Sportferien. Le chiamano cosi’ perché in genere le famiglie (ma non solo) usano queste vacanze per andare a sciare. L’anno scorso avevamo saltato e ci eravamo goduti il sole della nostra Sardegna, ma quest’anno non abbiamo detto di no e cosi’ abbiamo preparato armi e  bagagli e ci siamo buttati sulle nevi svizzere!

Dove andare? Dopo aver passato un bel po’ di tempo a consultare opuscoli e a farci consigliare dagli amici piu’ esperti di noi, abbiamo optato per un posto che ci permettesse di essere a metà strada dalla nostra casa a Como e da quella a Zurigo: San Bernardino!

Piccolo Furfante era eccitatissimo (e Papà Ema con lui) avrebbe messo per la prima volta gli sci. Io, in vero, ero un po’ preoccupata  perché non amo particolarmente questo sport: non sapendo sciare vedo pericoli ovunque.

Il primo giorno di corso io ho tenuto le dita incrociate e ha funzionato! Mai avrei pensato che le cose potessero andare cosi’ bene: non solo PF si é divertito un mondo, ma ha scoperto una vera passione per gli sci! Il merito é sicuramente della sua straordinaria maestra Cri che gli ha trasmesso il suo amore per questo sport e la sua energia. Dopo 5 giorni il nostro eroe scendeva in notturna per una pista rossa, per nulla impaurito ed alquanto soddisfatto.

Fargli togliere gli sci é stata una vera impresa!

svizzera a sciare mete

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Non buttare quel giocattolo: scambialo!

riuso

 Solo perché una cosa non fa ciò che tu ti aspetti, non significa che sia inutile.
Thomas Alva Edison

Chi mi conosce lo sa: adoro il riciclo ed il riuso. E’ sempre stato cosi’, anche quando non si usava! (scusate il gioco di parole! :mrgreen: )

Se si tratta poi di cose per bambini RIUSO diventa la mia parola preferita. Vestiti, giochi, passeggini, lettini, lenzuola, paracolpi, seggioloni (ecc., ecc.,ecc.) di Piccolo Furfante hanno fatto il giro del mondo per essere usati da amici e cuginetti. Quando PF era piccolino abbiamo utilizzato in prestito molti accessori per bambini di amici che poi sono stati riusati da altri amici e poi da altri ancora, fino a tornare ai legittimi proprietari. Anche ora che PF è grandicello amici ci riforniscono di vestitini e giocattoli che per PF assumono un valore speciale (è inseparabile dal pigiamo del suo amico Carlo anche se di 3 taglie piu’ grande!)  Un giro virtuoso non solo in termini economici, ma anche educativi.

Cosi’ quando l’anno scorso ho scoperto che tra le tante iniziative della scuola di Piccolo Furfante c’era anche quella dello scambio di giocattoli tra bambini, potete immaginare la mia gioia.

Un giorno all’anno la scuola materna ed elementare, insieme, organizzano questo scambio. I genitori non possono parteciparvi, cosi’ come non è possibile utilizzare soldi.

Le regole sono semplici:

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Quelli che… hanno solo 1 mese di ferie estive

In questi giorni ho letto un sacco pro e contro (piu’ contro a dire il vero) sull’idea di modificare la durata della vacanze estive ad un solo mese.

orologio fao nyNon voglio schierarmi perchè sono sicura che solleverei un vespaio, quello che posso fare è raccontarvi come funziona qui a Zurigo dove abbiamo solo 5 settimane di vacanze estive e quali sono le condizioni che permettono che questo tipo di organizzazione funzioni al meglio.

Come da premessa ( non so se sono stata chiara 😉 )noi abbiamo solo 5 settimane di vacanza in estate (tutte le scuole a tutti i livelli, eccezione alcuna). Quest’anno per esempio la scuola terminerà il 15 luglio e ricomincerà il 19 agosto.

Per tutto il periodo scolastico i bambini/ragazzi fanno lezione. Hanno cioè un programma didattico da seguire e il fatto che ci siano -20 gradi o 40 gradi non importa:  il programma viene comunque portato aventi. Per spiegarmi: non è perchè in classe fa freddo o caldo che le insegnanti smettono di fare lezione e si trasformano in animatori. Il programma è quello a prescindere dal tempo atmosferico. Per chi argomenta: ma da noi ci sono 40 gradi d’estate, rispondo che da noi ci sono -15/-17 d’inverno e che l’anno scorso a febbraio le maestre hanno invitato i genitori a vestire piu’ pesantemente gli alunni (con pantaloni imbottiti, calzamaglia e doppi golf) perchè nelle aule faceva freddo a causa del cattivo isolamento (incredibile vero?). La morale è: prima di pensare (o nel mentre si pensa) a riorganizzare l’orario scolastico, sarebbe meglio investire in ristrutturazioni, garantendo cosi’ una migliore qualità di vita ad insegnanti ed alunni. Che è brutto vedere un alunno congelato o lesso 😉

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A spasso per i parchi gioco zurighesi: usi e costumi

parchi gioco cavallo

Scoprire è la capacità di lasciarsi disorientare dalle cose semplici

Noam Chomksy

Se siete dalle nostre parti e siete in cerca di un parco giochi speciale dove divertirvi con il vostro bambino, non avrete certo difficoltà a trovarne uno. Ogni quartiere ne ha uno o piu’ d’uno, anzi  il vostro problema sarà un altro: a quale tra i tanti parchi giochi andare a giocare.

Ve ne sono di piccoli e di enormi, di super tecnologici e di spartani. In genere tutti di legno, anche se ve ne sono di super moderni come quello che si trova sul lungo lago di Zurigo vicino al Giardino cinese… ma andiamo con ordine.

Con gli occhi di mamma italiana, all’inizio i parchi giochi di qui mi sono sembrati  un po’ pericolosi con arrampicate, scivoli e appigli al limite della sicurezza. Tra l’altro è raro che le aree siano divise per fasce di età: grandi e piccoli giocano insieme rendendo il tutto ancora piu’ pericoloso. Con gli occhi di ora pero’ devo dire che non mi fanno piu’ cosi’ paura sia perché mi son o abituata alle imprese di PF sia perché ormai lui non é piu’ tanto piccolo ed imprudente.

Il parco giochi sotto casa nostra (fatto tutto di legno, naturalmente) per esempio ha uno scivolo di plastica (nel senso che è un telo di plastica flessibile) molto pendente, corde per camminare lontane da terra e senza protezioni, un ponte tibetano e torri di legno su cui salire entrambi molto alti e con poche sicurezze. Altri parchi vicini sono un groviglio di tronchi e corde piu’ o meno alti oppure hanno castelli costruiti sulla roccia tutti da scalare che ti danno l’idea di essere stati pensati per far preoccupare le mamme.

parchi zurigo corde

In genere pero’ non vedrete nessuna mamma “locale” aiutare i bambini (se non piccolissimi) o interviene per agevolarli nei giochi. I bimbi imparano con l’esperienza e con l’aiuto di altri bimbi. Gli adulti è raro che  intervengano direttamente.

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Sulle strade della Svizzera: usi e costumi

Questo post lo dedico a tutti quelli che pensano di passare per la Svizzera in macchina e un po’ anche a me, dato che sono  stufa di sentirmi dire “Ah, ecco un italiano!” Giuro non ne posso proprio piu’!Si’ perchè qui ci riconoscono da come guidiamo. Purtroppo!

Secondo me è una questione di “usanze” (chimasi codice della strada) quindi ora vi spiego come funziona qui (e dovrebbe e potrebbe funzionare ovunque)  per aiutare voi a non prendere multe e evitare a me ‘sta solfa degli italiani al volante.

Cominciamo…

Quelle strisce sulla strada gialle sono le strisce pedonali e sono sacre! Non esiste proprio che un auto non si fermi anche solo se vede avvicinarsi una persona. E’ un assioma: ci si ferma! E soprattutto non si accelera! Qui i pedoni sanno che hanno la precedenza e non si fermano (e non guardano) prima di attraversare, quindi se non vi fermate, son certo che riuscirete a “stirarne” almeno una decina prima di ritornare in Italia.

Se vedete dei tappetti con delle bretelle fosforescenti addosso (gialle o arancioni) avvicinarsi alle strisce non solo fermatevi, ma salutateli pure. Non sono hobbit, sono bambini e qui si usa essere molto educati con i bimbi che attraversano da soli. PF adora attraversare quando passano i bus perché il conducente o lo saluta, o gli fa il segno dell’ok con le dita o gli fa l’inchino. Non arrivate a tanto, fermarsi é sufficiente!

Ah dimenticavo: i bimbi attraversano solo se avete le ruote completamente ferme (cosi’ viene loro insegnato a scuola), pertanto è inutile che vi sbracciate o che li illuminiate a giorno con gli abbaglianti nel tentativo di farli passare senza fermarvi! Non funziona!! 😀

Le piste ciclabili si chiamano cosi’ perché sono destinate alle biciclette per cui non passateci sopra, se non volete che una marea di ciclisti infuriati usi le catene delle biciclette contro la carrozzeria della vostra macchina. In compenso se un ciclista attraversa le strisce pedonali senza scendere dalla bici, potrete vendicarvi   😉

I bus  non hanno di norma corsie preferenziali perché essendo un servizio pubblico  godono già di qualche beneficio: in una strada stretta passano prima loro, non trovano macchine posteggiate alle fermate (perchè il poliziotto le ha già smontate pezzo per pezzo), se devono immettersi in una strada tutti li fanno passare, non vengono sorpassati se stanno ripartendo dopo una sosta. Insomma, cose cosi’…

Pero’ ricordate: si devono fermare anche loro a dare precedenza ai pedoni! I pedoni sono sacri (ripetetelo come un mantra!)

Se sulla strada trovate un bel disegno con scritto 30 vuol dire che li’ é zona 30 km/h, non 31,32 o 33…No! Proprio 30!

Non sogghignate perchè non vedete strisce pedonali perchè non significa che potete sfrecciare dato che nessuno puo’ attraversarvi la strada. No, no! Vuol dire che in quella zona (tutta, nessun angolo escluso) i pedoni hanno sempre la precedenza. Tradotto: non devono fermarsi sul marciapiede ad aspettare i vostri comodi, ma se a loro va e voi state beatamente andando, loro se ne fregano e attraversano. Sta voi fermarvi in tempo, evitando di “stirali”. Ho visto pedoni aspettare che l’auto arrivi per attraversare. Quindi attenti: nella zona 30 km/h i pedoni vi vogliono fregare. 😉

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Trasferirsi a Zurigo: LA CASA

Da quando ci siamo trasferiti qui a Zurigo e ho cominciato a pubblicare post su questa splendida città, ho iniziato a ricevere un sacco di mail  da parte di persone che stanno o pensano di trasferirsi in Svizzera: su chi contattare per cercare casa, su come funziona la scuola, su come fare per la patente e il cambio di targa, su come funziona l’AIRE…

Cerco sempre di rispondere molto velocemente e nella maniera piu’ chiara possibile perchè so per esperienza (avendo dovuto anch’io reperire queste informazioni) che è difficile trovarle e, quando ci sono, sono sparse qua e la’ per i siti.

Ecco quindi sintetizzate e schematizzate un po’ di informazioni utili… oggi parliamo di CASA

Tenete presente pero’ che io parlo della nostra esperienza personale che si riferisce al nostro trasferimento qui a Zurigo avvenuto nel 2011. Ogni Cantone pero’ ha delle sue norme specifiche che possono essere molto diverse e variare nel tempo, quindi chiedete conferma di ogni cosa agli uffici del luogo in cui adrete a vivere.

  • TROVARE CASA ovvero come trovare una casa in affitto. Trovare casa non è difficile: di case in affitto ce ne sono tante e per tutte le tasche perchè di norma qui si preferisce vivere in affitto che acquistare casa. La prima cosa da fare è scegliere  il quartiere “giusto”. Noi abbiamo scelto casa in base alla scuola che avrebbe dovuto frequentare Piccolo Furfante: i bambini infatti vengono iscritti alla scuola pubblica piu’ vicina a casa, per cui noi prima abbiamo visionato un po’ di scuole e poi siamo andati a caccia di case.  Abbiamo trovato casa aiutati dalla ditta di papà Ema che ha “assoldato” un’immobiliare per aiutarci: trovare la casa “dei nostri sogni” è stato quindi semplice e veloce. Se vi è possibile, chiedete quest’optional alla ditta che vi assumerà, vi farà risparmiare un sacco di tempo. Questo comunque è il sito che utilizzano le agenzie (e i privati) per trovare casa: http://www.homegate.ch/  Per ogni casa sono riportati i costi d’affitto ed eventuali extra, le misure dell’appartamento e una loro descrizione, il tutto corredato da foto dettagliate.

Di norma i proprietari chiedono 3 mesi di caparra anticipata (3 mesi di affitto) piu’ l’affitto del mese. Attenzione inoltre a cosa è compreso nel canone d’affitto , perchè la differenza per le spese d’acqua e di riscaldamento puo’ incidere. Le immobiliari comunque fanno sapere esattamente le cifre extra che sono escluse dal canone, in questo modo non si hanno brutte sorprese. . Il riscaldamento, le spese condominiali e l’acqua sono in genere incluse nel prezzo  con il conguaglio da versare al proprietario a fine dell’anno. L’elettricità, il telefono e la TV sono invece a carico dell’inquilino.

Controllate inoltre se l’appartamento è in affitto solo per un lasso di tempo o a tempo indeterminato. E’ possibile infatti che alcuni affitti    siano solo temporanei.

  • ARREDARE CASA. Esistono appartamenti già completamente arredati (di solito quelli temporanei) e appartamenti da arredare. Tenete pero’ presente che la cucina (intesa come piano cottura,  frigorifero, lavastoviglie e armadi vari) è sempre presente. La qualità, la buona tenuta degli elettrodomestici incidono naturalmente sul prezzo d’affitto. Sappiate che comunque di norma  i frigoriferi svizzeri hanno uno scomparto freezer piccolissimo e non esiste lo scolapiatti. Non chiedetemi perchè… anzi si’, ma tanto non ve lo dico! 😀 Un’altra cosa: qui non usano il gas, ma i fornelli elettrici. Io mi trovo molto bene, ma bisogna prenderci un po’ la mano.

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Alla scoperta della Svizzera: il magico paese di Stein am Rhein

Vi confesso che io adoro i paesini della Svizzera tedesca con le loro case caratteristiche, i tetti a punta, i vicoli stretti e a volte impervi. Ne sono proprio innamorata. Stein am Rhein è uno di questi paesini: è magico! Ammetto che lo abbiamo scoperto per caso : di ritorno da una gita alle cascate del Reno (poco distanti) ci siamo fermati qui per fare una merendina e riposarci un po’ in riva al fiume. Abbiamo visto un parco che poteva fare al caso nostro e ci siamo fermati! Che sorpresa scoprire un paese da fiaba 😀

Il centro storico è spettacolare: le case semplicemente splendide e i negozietti un incanto! La citta’ vecchia  è interamente pedonale, ideale per una bella passeggiata  con i bimbi.

Passeggiando, non limitatevi a guardare le strade, i vicoletti e i negozi, ma alzate lo sguardo sulle facciate delle case: delle opere d’arte da rimanere a bocca aperta!

Abbiamo visitato questo paese all’inizio dell’autunno e ce lo siamo proprio goduto. Il clima era ancora mite e c’era un sacco di gente nei tavolini dei bar lungo la passeggiata. I negozietti di souvenir erano pieni di gente e si respirava ancora una piacevole aria di vacanza.

Non contenti della visita autunnale, sabato abbiamo deciso una gita in pieno periodo di mercatini di Natale. Purtroppo non abbiamo potuto ammirare la splendida “processione” a tema fiabesco lungo le vie della città: un percorso interamente dedicato alle fiabe dei Fratelli Grimm. Era,infatti, prevista per le due domeniche precedenti. Disdetta!

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Vivere a Zurigo: le comunicazioni scuola – famiglia

Dato che qui a Zurigo i bimbi vanno e vengono da scuola da soli,  vi sarete chiesti (almeno io me lo sono domandato spesso prima che iniziasse la scuola di PF) come facessero a parlare i genitori e i maestri tra loro  su come era andata la giornata, se c’erano stati problemi , se il bimbo aveva mangiato o meno, se aveva seguito le lezioni, se dovevano esserci feste di compleanno o gite organizzate e se (nel nostro caso) stesse apprendendo bene la lingua.

All’inizio pensavo che avvenisse tramite telefono, dato che il primo giorno di scuola le maestre ci avevano consegnato un foglio con tutti (ma proprio tutti) i numeri di telefono dei bambini iscritti e delle mastre (compresi cellulari, telefono di casa e mail).

Con il passare dei giorni pero’ ho capito che le cose andavano diversamente. Ora vi spiego…

Ogni bambino il primo giorno di scuola è invitato a fare un disegno insieme ai suoi genitori. Puo’ farlo come vuole, su qualsiasi tema, usando qualsiasi tecnica. Il disegno verra’ utilizzato ( appiccicandolo) per personalizzare la sedia usata dal bambino e varie fotocopie dello stesso segnaleranno a lui e ai compagni le cose di sua proprietà (come l’attaccapanni o il suo materiale).

Una copia del disegno viene incollata anche ad un cartoncino colorato ripiegato in due. Il cartoncino viene chiuso ai lati e plastificato. Vengono praticati due fori e viene inserita una cordicella abbastanza lunga. E’ stata creata cosi’ una borsetta che viene usata per le comunicazioni tra casa e scuola e vice versa.

Va da se’ che è un continuo andare e venire di foglietti: questa settimana ne ho ricevuti almeno 7 😀 Mi veniva, in ordine, comunicato: il programma scolastico  (con tanto di obbiettivi) per il prossimo mese di dicembre, le festività e i giorni di chiusura della scuola, le annotazioni del dentista che era passato a parlare con i bambini (questa è la seconda volta dall’inizio dell’anno 🙂 ), la frutta e la verdura di stagione di questo mese che viene consigliata nella dieta di grandi e piccini, un incontro con lo psicologo della scuola  per i genitori di adolescenti, i nuovi interventi di allargamento della scuola elementare che inizieranno l’anno prossimo e la giornata della scuola aperta ai genitori.

Ho ricevuto piu’ comunicazioni scritte dall’inizio dell’anno che nei passati 3 anni di scuola di Piccolo Furfante

Un buon modo, comunque, per esercitare il mio tedesco e per rimanere informata di ogni cosa. 😀

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La scuola zurighese di Piccolo Furfante: lezioni di tedesco

Molte mamme, ma non solo, mi chiedevano come era organizzata la scuola materna di Piccolo Furfante  e  come si regolavano le maestre per l’apprendimento del tedesco per i bambini stranieri che non lo capiscono e non lo parlano.

All’inizio  ero un po’ spaesata dalla mole di volantini ed informazioni che ricevevo al riguardo dalle maestre, ora a distanza di tempo ho le idee piu’ chiare (non troppo comunque) e cerchero’ di rispondervi.

Naturalmente parlo della scuola di Piccolo Furfante. Non ho esperienza di altre scuole nella zona o in altri Cantoni per cui non so se le cose sono uguali per tutti o meno. Nella scuola di PF va cosi’…

Piccolo Furfante va a scuola dalle 8.15 alle 12.00, 5 giorni a settimana. Vi sono due sezioni miste con bimbi che vanno dai 5 ai 7 anni. La classe di PF è di 18 alunni.

A scuola ci sono 2 maestre fisse: Frau X il lunedi’, martedi’ e mercoledi’ mattina e Frau Y il giovedi’ e il venerdi’ mattina. Le due maestre hanno modalità di approccio differenti: Frau X  è piu’ dinamica e fa attività piu’ creative, fa ginnastica (in palestra), musica ed attività di esplorazione  (è lei la torturatrice di lumache 😉 ), Frau Y è piu’ tranquilla: fa fare disegni e schede ed attività in classe. Per lo meno questa è l’impressione che ha PF e che ho avuto anch’io dai suoi racconti.

Frau X  parla non so nemmeno io quante lingue (per ora ne ho contate 5 😯 ) tra cui anche l’italiano. Nei momenti di crisi di PF lei gli parlava in italiano e a PF è servito molto per tranquillizzarlo, soprattutto i primi giorni di scuola (senza contare che se lo coccolava a piu’ non posso! :-D).  PF la adora.

Frau Y invece parla solo tedesco e poco poco inglese. Quando dobbiamo comunicare, io le parlo in inglese e lei mi risponde in tedesco, Tutto inframmezzato da gesti plateali 🙁 Il piu’ delle volte non ci capiamo!  🙂 Con PF, va da sè, che parla solo tedesco!

Ci sono poi altre due maestre.

1 giorno a settimana  c’è Frau Z che fa attività varie  per l’apprendimento del tedesco-tedesco (l’Hochdeutsch e non lo svizzero-tedesco). Le attività si svolgono a gruppi di 3/4 bimbi o in classe insieme a tutti i compagni. Il  piccolo gruppo è comunque misto: formato  cioè non solo da bimbi stranieri (come PF) ma anche da bimbi svizzeri. Le attività sono volte  a migliorare in generale il linguaggio, ad apprendere parole in tedesco-tedesco e per i bimbi stranieri per apprendere la nuova lingua.  Non ho francamente capito in quale giorno e per quanto tempo svolge la lezione Frau Z perchè ogni settimana è diverso: puo’ venire il lunedi’ o il venerdi’, puo’ stare tutta la mattina o solo poche ore. Insomma nessun genitore ha capito ancora ‘sta cosa!  PF  è entusiasta di Frau Z  perchè di solito fanno attività divertenti come cantare, ballare o dei lavoretti particolari 🙂

Tutto qui? Beh, no!

La scuola ha un’altra maestra, Frau K: un’altra maestra di tedesco-tedesco le cui attività pero’  non attirano  molto PF! 🙁

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