A spasso per gli Stati Uniti con i bambini: Disneyworld Orlando

disneyworld orlando con i bambini

In primavera le scuole qui a Zurigo chiudono per due settimane. Quest’anno grazie a  congiunzioni astrali favorevoli a queste vacanze si sono si aggiunte quelle di Pasqua e del Primo Maggio, cosi’ abbiamo deciso di usare tutte queste settimane per fare un giretto negli Stati Uniti, andando a trovare dei nostri carissimi amici a San Francisco ed andando a scoprire uno stato che ancora non conoscevamo: la Florida.

Una delle nostre tappe è stata Orlando, per noi una vera rivelazione. Siamo andati principalmente per visitare Disneyworld ma poi ci siamo innamorati della città, piena di parchi e di colore. Oggi pero’ voglio raccontarvi della nostra esperienza all’interno di Disneyworld: una città nella città.  Tutti i resort e i parchi di divertimento infatti sono collegati fra loro. Vi confesso che abbiamo fatto un po’ di fatica a raccapezzarci.

Abbiamo scelto di soggiornare in un albergo all’interno del parco ed essendo il periodo pasquale abbiamo avuto un po’ di difficoltà a trovare camere libere, anche se abbiamo prenotato con largo anticipo. Abbiamo scelto il resort “All star Music”, quello che piaceva di piu’ a PF. Quando qualche anno fa  siamo andati a visitare Disneyworld a Los Angeles, PF era piu’ piccolino e non aveva voluto intervenire sulla scelta del parco o dell’albergo, questa volta è stato diverso e noi lo abbiamo lasciato fare per rendere questa avventura ancora piu’ emozionante.

all star resort con i bambini disneyworld

I resort sono tutti molto belli (abbiamo avuto modo di visitarne altri mentre eravamo li’), le camere sono grandi e confortevoli, hanno piscine, ristoranti, negozi tutti a misura di famiglia, naturalmente. Il tema del nostro resort era la musica e cosi’ davanti ad ogni camera c’era una gigantesca scultura musicale, ovunque strumenti, foto e autografi di artisti famosi. Va da sè che ci siamo trovati molto bene e PF si è divertito semplicemente passeggiando in giro.

All’interno dei resort è possibile acquistare i biglietti per i parchi e usufruire del servizio bus gratuito. Vi sono infatti navette che girano per tutta Disneyworld (parchi di divertimento e resort) sia di giorno che di notte garantendo cosi’ ai visitatori si muoversi senza stress.

Cosa utili da sapere:

  • la Florida a per altre magnifiche attrazioni è famosa anche per gli alligatori: quindi attenti a non avvicinarvi a laghetti, pozze e fiumi perchè il pericolo è reale. Questo è l’eloquente cartello fuori dalla nostra stanza!

florida con i bambini

  • Il ristorante all’interno del nostro resort era comodo in quanto self service e a pochi minuti dalla camera, ma il menu un po’ troppo “pesante” e limitato. Una comoda navetta collega in pochi minuti tutti i resort a Disney Springs, una parte della “città” riservata a negozi e ristoranti. Qui siete sicuri di soddisfare qualsiasi palato. Cosa importante da ricordare è che è possibile mangiare e acquistare a qualsiasi ora! Noi ci siamo tolti lo sfizio e siamo andati a pranzare in un ristorante a tema dinosauri: un vero spasso!

disney springs con i bambini ristoranti

  • Il ristorante del resort fornisce anche un servizio colazione dove potrete mangiare di tutto. Armatevi di pazienza perchè  è sempre pieno e a volte è necessario aspettare perchè i camerieri lo riforniscano di viveri e caffè.
  • Per accedere alle camere vi consegneranno un orologio che funge da chiave (verrà dato anche ai bambini) . Se acquisterete il biglietto per un parco direttamente al resort, questo vi verrà caricato sull’orologio. Sarà possibile inoltre pagare il cibo e i souvenirs servendosi dell’orologio: i soldi vi verranno addebitati sul conto della camera. Un metodo comodo che pero’ ha due problemi: 1) bisogna stare attenti a non perdere l’orologio 2)non vi rendete conto di quanto spendete finchè non arriva il momento di lasciare il resort!

Perchè scegliere un resort rispetto ad un albergo fuori da Disneyworld?

Certo non per il prezzo: le camere dei resort sono piu’ care rispetto a quelle degli altri alberghi. Noi l’abbiamo scelto perchè volevamo fare, almeno una volta nella vita, questa esperienza: vivere la favola fino in fondo!

Oltre il divertimento e l’emozione di vivere qualche giorno in un posto incantato, la comodità è sicuramente un altro elemento. I resort sono a pochi minuti da ogni parco e poi avere a disposizione i bus navetta 24 ore su 24 ci ha permesso di non usare a macchina e di goderci i parchi di divertimento fino a tardi, senza stress.

Il nostro racconto su Disneyworld non è finito: a breve vi raccontero’ anche la nostra avventura al parco divertimenti “Epcot”!

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Post di Paola Misesti

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Tre “strumenti” della scuola svizzera che trovo utilissimi

star wars disegni

Reduce dalla mattinata di visita nella scuola di PF, ne esco con alcune riflessioni che mi piacerebbe condividere con voi.

Avevo già  raccontato in questo post come è composta la classe di PF (che è una pluriclasse con prima,seconda e terza insieme) e come vengono organizzate in linea di massima le lezioni. Oggi vorrei parlarvi invece di alcuni “strumenti” che mi piacciono parecchio e che trovo molto utili.

Prima di iniziare voglio pero’ fare due precisazioni:

  1. in questo post parlo a titolo personale, facendo riferimento alla nostra esperienza, non sapendo se ovunque in Svizzera queste metodologie siano abituali.
  2. inoltre esse sono possibili perchè esiste all’interno della scuola e della classe una particolare organizzazione ormai consolidata da decenni, praticata dai maestri e che i bambini hanno appreso già dalla scuola materna.

Perchè allora parlarvene? Perchè ritengo che esse aiutino PF nello studio e a vivere l’esperienza scolastica in maniera positiva e, percio’, potrebbero essere prese come spunto da altri.

La prima tra tutte riguarda quello che io chiamo “l’applauso a scena aperta”. Vi spiego! Durante le lezioni capita spesso che il maestro ponga delle domande alla classe per testarne l’attenzione, per capire se hanno capito la spiegazione o per richiamare qualche nozione precedentemente appresa. A questo punto i bambini che conoscono la risposta alzano la mano, ma naturalmente solo uno di loro potrà rispondere. Cosa succede agli altri che la sanno, ma non sono stati chiamati? Qui viene il bello! Se la loro risposta è giusta, si battono due/tre volte con la mano il petto, una sorta di applauso personale, come per dire “mi riconosco il merito di aver studiato ed essere stato attento”.

Vi confesso che la prima volta che l’ho visto fare, sono rimasta un po’ perplessa: immaginatevi 10/15 bambini che, nel silenzio della classe, dopo una risposta data da un compagno, si battono il petto! Chiedendo a PF il significato di questo gesto, ho ricevuto questa risposta: “Se un bambino ha  la fortuna di essere chiamato per dare la risposta, è molto contento di dimostrare quello che sa. Ma anche gli altri dovrebbero essere contenti, se conoscevano la risposta. Cosi’ ci applaudiamo da soli per dimostrarci che siamo soddisfatti di noi e del nostro impegno.” Una sorta di autogratificazione, per intenderci!

Altra particolarità riguarda l’uso dei cartellini rossi e verdi, che servono per richiamare l’attenzione del maestro durante le attività individuali. Una sorta di semaforo!  La classe di PF è composta da 20 bambini di 3 età diverse (dai 7 ai 10 anni) che naturalmente svolgono compiti diversi e hanno capacità di concentrazione diverse. Il maestro pero’ è uno solo e svolge le lezioni in contemporanea alle 3 classi: come potrebbe gestire il tutto, se non ci fosse una organizzazione particolare? Vi immaginate il caos, se mentre spiega la lezione ai bambini di prima, un bambino di seconda e due di terza gli chiedessero qualche chiarimento su altri argomenti? E allora? Durante le lezioni i bambini svolgono molte attività ed esercizi in modo autonomo, dando cosi’ al maestro la possibilità di spiegare ad un gruppo particolare le lezioni o di girare per la classe e controllare lo svolgimento delle attività individuali. Se un bambino ha bisogno del suo aiuto, è sufficiente che metta sul banco il cartellino rosso richiamando cosi’ l’attenzione del maestro. Il cartellino verde naturalmente significa che l’aiuto del maestro non è richiesto.

Quali sono i vantaggi di questo sistema?

I bambini  innanzitutto imparano ad aspettare il proprio turno e a gestire le proprie attività in maniera autonoma. Dato che devono finire il lavoro (di solito piu’ schede con diversi contenuti e diverse difficoltà) in un determinato tempo, va da sè che se devono aspettare il maestro per un particolare lavoro, possono tranquillamente iniziarne un altro. Non alzano la mano, cosi’ la posso usare per scrivere e non vanno alla cattedra, non disturbando cosi’ il lavoro dei compagni passando tra i banchi.

Si ottimizza il tempo delle spiegazioni: è il maestro che valuta se una spiegazione deve essere rimandata a tutta la classe (perchè una certa cosa non è stata capita da piu’ bambini) o se riguarda solo il singolo. La spiegazione in questo caso è individuale e il maestro la rende adeguata alle esigenze del bambino.

In classe c’è molta tranquillità e il clima è molto rilassato. Le lezioni e le attività dei compagni non vengono interrotte.

Altra particolarità è l’uso del gong. Si’ avete capito bene, proprio del gong: quel simpatico piatto di rame che, percosso con un martelletto, produce quel tipico suono. Per scandire il tempo in classe, l’inizio e la fine delle diverse attività, si usa il gong. La durata dell’attività la decide il maestro, ma di norma non dura piu’ di 40 minuti. Attenzione sto parlando di attività, non di ore di lezione: per esempio il mercoledi’ dalle 8 alle 10 PF ha lezione in classe (cioè non deve andare in un’altra aula per coro o per lavori manuali o per inglese). In quelle ore farà matematica e tedesco, ma non necessariamente in quest’ordine. Non sarà la campanella della scuola a scandire il tempo, sarà il maestro che, proposta l’attività, farà suonare il gong per indicarne l’inizio e la fine. Per esempio potrà fare 40 minuti di matematica, una pausa di 5 minuti e 15 minuti di lettura e 25 minuti di grammatica, un’altra breve paura per iniziare una nuova attività di tedesco. Perchè questo? Perchè la capacità d’attenzione ha dei limiti: dopo un certo periodo di attività l’attenzione cala ed interrompere con una breve pausa garantisce concentrazione per riprendere l’attività al meglio. Le pause sono molto brevi, ma i bambini sono invitati ad alzarsi dal banco, a chiacchierare o a giocare con i giochi in scatola a disposizione (prevalentemente giochi di logica).  Non sto parlando di caos, ma di relax: non ci sono urla o giochi movimentati, quelli sono lasciati per la pausa lunga delle 10, fuori nel parco della scuola (che si fa con qualsiasi tempo!).

Che vantaggio ha il gong? Fa in modo che l’ambiente non sia troppo caotico. Non ridete, ma è proprio cosi’! Per sentirlo bisogna che ci sia abbastanza silenzio, non è una sveglia o una campanella: se in classe c’è caos, non si sente. I bambini sanno che per sentirlo non devono fare troppo chiasso. Inoltre diventa un rituale perchè scandisce il tempo che è fatto di attività ma anche di pause, brevi e tante. I bambini all’inizio delle lezioni vengono informati dal maestro su tutte le attività che svolgeranno durante la giornata (su una delle 3 lavagne il maestro giornalmente segna, in ordine temporale, tutte le attività da fare). In ogni momento, grazie anche al gong, possono controllare a che punto sono e cosa gli manca ancora da svolgere. Una sorta di “to di list” scolastica!

Ci sono tante altre particolarità che mi piacerebbe raccontarvi, come l’uso della musica durante le attività manuali o l’organizzazione delle colazioni in classe, ma il post è già troppo lungo. Terro’ queste le riflessioni per un’altra occasione!

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Post di Paola Misesti

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Alla scoperta dell’America: a Las Vegas con i bambini

Oggi riprendo a raccontarvi del nostro viaggio in America.
Dopo qualche giorno di ambientamento, la nostra seconda tappa è stata Las Vegas.

sunset skies (1)

 

Abbiamo scelto questa destinazione per 3 motivi:

1) Non conoscevamo la città

2) Gli zii, che c’erano stati da poco, avevano garantito che era adattissima anche ai bambini

3) Il nostro camper ci aspettava li’!

Con 1 valigia non troppo pesante e piena di vestiti estivi siamo atterrati in una ventosa giornata di aprile all’aeroporto di Las Vegas, dopo un volo (molto movimentato) di circa 1 ora e mezza da San Francisco. Volo diretto, naturalmente!

La prima cosa da sfatare è che a Las Vegas faccia sempre caldo. Armata di ciabattine infradito e di un golfino leggerissimo, ho scoperto che, anche se splende il sole, anche se non c’è in giro una nuvola e si è in mezzo al deserto, se c’è vento… a Las Vegas fa freddo. Certo non parlo di temperature invernali, ma 14 gradi di solito li affronto con una bella giacca pesante addosso e non con sandali e top! Quindi se programmate un viaggio qui, non dimenticatevi di mettere in valigia oltre alle magliette a maniche corte anche una felpa pesante e una bella sciarpa di cotone, perfetta anche per resistere all’aria condizionata degli alberghi.

Parliamo quindi di alberghi! I prezzi sono i piu’ disparati, ma se prenotate con un certo anticipo potrete trovare anche l’occasione. Noi abbiamo deciso di prendere un’hotel sulla via principale (“Per una volta nella vita!” ci siamo detti), ma è possibile anche soggiornare in hotel lontano dalla strip che costano decisamente meno. Tra i vari hotel che ci avevano consigliato (New York New York, Aria, Venice, Excalibur, Bellagio, MGM), abbiamo scelto il LUXOR sia perchè avevamo trovato una buona occasione sia perchè aveva le camere piu’ particolari: a PF, amante dell’Egitto, sarebbero sicuramente piaciute!

sunset skies (3)

Siamo rimasti a Las Vegas 3 giorni, ma non siamo riusciti a visitare molto, nemmeno tutte le attrazioni presenti negli hotel che avevamo segnato prima della partenza.

Per questioni di tempo abbiamo fatto delle scelte e abbiamo deciso di visitare quegli hotel che ritenevamo piu’ adatti a un bambino di 8 anni. Abbiamo visitato

  • il Luxor: solo passeggiarci all’interno è meraviglioso. E’ fatto a forma di piramide e si trovano templi, sfingi e obelischi in ogni dove. Vi consiglio di prendere uno dei tanti ascensori: la vista dall’alto è mozzafiato! La piscina esterna (gratis per chi vi soggiorna, a pagamento per gli altri) è a ridosso della piramide, per cui si nuota con una vista mozzafiato! Quando eravamo li’, c’era la mostra sul Titanic con un piccolo museo (gratuito) davvero interessante.

las vegas con i bambini

  • l’Excalibur con le sue alte torri coloratissime ed illuminate di notte!
  • il New York New York con la Statua della Libertà, l’ottovolante e La foresta pluviale: un ristorante immerso in una foresta, pieno di animali meccanici e in cui ogni 20 minuti viene riprodotta un temporale (PF si è divertito un mondo!)
  • il Bellagio con le sue alte fontane esterne (le famose fontane che di notte si illuminano e spruzzano acqua a suon di musica) e il suo giardino interno che viene cambiato continuamente
  • Il Venice con i suoi finti canali (interni ed esterni all’hotel) in cui viaggiano magnifiche gondole. Quello che pero’ ci ha piu’ colpito in questo albergo è stato la riproduzione del cielo al suo interno. Era cosi’ realistico che non sembrava di trovarsi in un luogo chiuso
  • Il Paris con la sua Torre Eiffel su cui siamo saliti e che fa capire quanto pazza sia questa città!
  • Il Caesar Palace che, vi confesso, non ci ha particolarmente colpiti.
  • Il Flamingo con il suo giardino pieno di Fenicotteri
  • Il Mirage, il Treasure Island e il Mandala Bay che pero’ abbiamo visitato molto velocemente.

Malgrado gli alberghi siano vicini l’uno all’altro, passeggiare a piedi tutto il giorno è un po’ faticoso. Esistono tra albergo e albergo delle scale mobili o dei passaggi mobili, ma comunque i Km da macinare sono tanti, soprattutto se avete bambini al seguito. Dalla parte del New York New York esiste una monorotaia a pagamento che vi connette con tutti gli alberghi. Vi consiglio il biglietto giornaliero!

Sulla parte del Luxor esistono dei brevi tratti collegati con una monorotaia (tra il Mandala Bay e l’Excalibur – il Treasure Island e il Mirage) in questo caso gratuita.

Ogni albergo è dotato di piscina (gratuite per chi soggiorna, a pagamento per tutti gli altri): sono davvero particolari e vi consiglio di provarne almeno una. Molte si trovano sul tetto degli alberghi, altre in mezzo a foreste o con sabbia vera…

Ogni albergo ha la sua particolarità, attrazioni, spettacoli e mostre. Recuperate i depliant di ogni hotel (li trovate ovunque) in modo da scoprire cosa offre in quei giorni la città: controllate  anche se le attrazioni sono a pagamento o gratuite.

las vegas bambini

Cose da sapere su Las Vegas:

  • Taxi, navette e schuttle: se soggiornate sulla Strip (la via degli alberghi) ci sono delle navette a pagamento che vi portano dall’aeroporto al vostro albergo. Sono piu’ convenienti dei taxi , soprattutto se prendete un biglietto di andata e ritorno. Non sono cosi’ veloci come i taxi e per il viaggio di ritorno bisogna avvisarli telefonicamente almeno 1 giorno prima. Le navette che vi accompagnano ai noleggio auto sono invece gratuite. Se dovete prendere un aereo, tenete conto inoltre che le code fuori degli alberghi per un taxi sono molto lunghe: calcolate bene i tempi!
  • La cosa che non è mi è piaciuta di Las Vegas e che trovo poco adatta ai bambini è il fatto che le sale da gioco sono facilmente accessibili e per attraversare un albergo, per andare al ristorante o semplicemente in camera è necessario passarci in mezzo. Questo ci ha dato modo di parlare a PF del gioco d’azzardo, del perchè sia vietato ai bambini e del perchè possa essere pericoloso, ma sinceramente non ero preparata ad affrontare l’argomento, perchè avevo immaginato che le sale da gioco fossero in aree distinte.
  • Se desiderate assistere ad uno dei tanti spettacoli presenti negli alberghi (molti adatti anche ai bambini come alcuni dal Cirque de Soleil o di David Copperfield) vi consiglio di prenotarli con largo anticipo, addirittura prima di partire: i prezzi sono molto alti e per trovare un biglietto “abbordabile” è necessario muoversi per tempo.
  • Mangiare a Las Vegas non è un problema: ogni albergo ha fast food, ristoranti o buffet con menu bambini aperti a tutte le ore. Anche se PF non ama nessun tipo di salsa, non è stato un problema trovare del cibo che gli piacesse. Abbiamo iniziato con i buffet (in modo da aver maggior possibilità di scelta), ma poi ci siamo buttati anche nei ristoranti chiedendo espressamente al cameriere di togliere salse e condimenti non graditi a PF. Solo nei ristoranti piu’ costosi non è stato possibile avere piatti “ad hoc”, fosse anche una pasta in bianco.
  • Ovunque negli alberghi, agli ingressi e alle uscite troverete del personale che vi chiede da dove arrivate: non è una gentilezza, ma è un modo per “abbordarvi” e vendervi un pacchetto di servizi. Se non siete interessati, passate oltre!
  • Se siete interessati a visitare qualche attrazione (andare su una gondola, visitare l’acquario, salire sulla ruota panoramica o la torre Eifel…) informatevi prima se essa è a pagamento e in questo caso dei prezzi per non trovarvi delle brutte sorprese all’ultimo momento.
  • Sulla Strip troverete, oltre ai negozietti di souvenir e le boutique,  anche i “comuni” negozi e supermercati. Se avete bisogno di qualcosa potrete reperirla li’ senza problemi. Ricordate inoltre che in questi negozi vendono di norma anche medicinali.

Mi sembra di avervi detto tutto. Non mi resta che Uusausa con i bambin

Post di Paola Misesti

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Da Las Vegas a San Francisco solo andata…ovvero girare l’America in camper

Ad aprile le scuole di Zurigo rimangono chiuse 2 settimane per le vacanze di primavera. Quest’anno la famiglia P. ha deciso di cogliere l’occasione al balzo e buttarsi in un’avventura di quelle con la A maiuscola: andare alla scoperta della California in camper.

Di per sè non ci sarebbe nulla di particolare, se non che la famiglia P. non aveva mai messo piede su un camper e nessuno dei 3 componenti aveva la minima idea di come funzionasse!

Eccitati dall’idea del viaggio e della nuova avventura, per mesi abbiamo recuperato ogni tipo di informazione, libro, notizia che ci potesse esser utile. Abbiamo visto video in tutte le lingue, nella speranza di partire preparati. Infine il gran giorno è arrivato: armati di buona volontà, un pizzico di pazzia e tanta allegria ci siamo lanciati alla scoperta della California!

Per 10 giorni la famiglia P. ha viaggiato in camper da Las Vegas a San Francisco, per piu’ di 1.000 miglia attraversando città piccole e grandi, fermandosi in posti incredibili e assaporando la vita dei campeggi. A volte dovendo affrontare piccoli imprevisti e qualche inconveniente. Alla fine di questi giorni posso dire che la nostra avventura è stata indimenticabile e la consiglierei a tutti.

Ho deciso di dedicare qualche post a raccontare questa esperienza (per noi insolita) nella speranza che le mie informazioni possano essere utili ad altri.

Per prima cosa vi presento LUI, il nostro camper, ribattezzato “il Coso” o piu’ simpaticamente “The beast”!

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Per gli inesperti come lo eravamo noi posso dirvi che…

  • “utilizzare” un camper non è cosi’ difficile e complicato come puo’ sembrare. Prima del noleggio vi sarà fatto vedere in video (noi lo avevamo addirittura in italiano) in cui viene spiegato in dettaglio ed in maniera semplice tutto quello che c’è da sapere; viene inoltre fornito un manuale d’istruzioni (in questo caso in inglese) e vi viene mostrato sul camper il funzionamento di ogni strumento. Dall’entrata all’autonoleggio alla consegna effettiva del camper abbiamo impiegato piu’ di 2 ore!
  • Quando noleggiate un camper tenete conto che tutto quello che vi serve per viverci (pentole, lenzuola, coperte, cuscini, asciugamani, stoviglie, scopa, paletta…) non è fornito se non su esplicita richiesta. Noi abbiamo noleggiato il nostro camper via internet e abbiamo dovuto compilare un modulo aggiuntivo per far richiesta di questi “accessori”. Tenete conto inoltre che questi oggetti  vi vengono consegnati dentro una scatola e stara’ a voi riporli nel camper prima della partenza.
  • Al momento della stipula del contratto dovrete scegliere l’assicurazione. Noi abbiamo scelto quella totale che comunque non copre i danni al tetto. Informatevi prima della partenza dell’altezza esatta del veicolo (in America espressa in feet) per capire in quale strade e parcheggi poter transitare. Prima di ogni uscita dell’autostrada e prima di ogni cavalcavia o ponte o ingresso ci sara’ infatti un cartello giallo indicante l’altezza consentita. Attenti poi agli alberi!
  • Al momento della restituzione del mezzo, verra’ controllato ogni danno alla carrozzeria esterna che vi verra’ poi addebitato. State quindi molto attenti a segnalare prima di ritirare il camper ogni graffio e danno già presente.
  • La restituzione potrà avvenire nello stesso autonoleggio in cui avete ritirato il camper o in qualunque altro convenzionato ad esso. Noi per esempio l’abbiamo ritirato a Las Vegas e restituito a san Francisco. Questa opzione comporta un aumento del prezzo  e deve essere comunicata al momento del noleggio.
  • Esistono naturalmente camper di tutte le grandezze. tenete conto pero’ che lo standard Americano non è uguale al nostro. Noi abbiamo scelto il camper piu’ piccolo che comunque aveva 2 letti matrimoniali 1 letto ad una piazza e mezzo, la doccia, il forno, il microonde, la televisione e non so piu’ quant’altro.
  • Il nostro camper non aveva il navigatore satellitare e abbiamo preso in prestito quello di un nostro amico americano. Ve lo consiglio vivamente, soprattutto se dovete viaggiare attraverso grandi città.
  • Guidare un camper è sicuramente molto impegnativo, ma le strade larghe, i parcheggi giganteschi, le indicazioni precise e la calma americana favoriscono molto chi è alle prime armi
  • Quando considerate i tempi che vi separano da una destinazione, tenete conto che sono calcolati per le auto. Un camper è decisamente piu’ lento e in città è poco maneggevole da guidare nel traffico.
  • Se vi preoccupate per i campeggi in cui sostare, non fatelo! Ne troverete tantissimi ovunque. Alcuni ospitano solo camper (RV resort) altri invece hanno anche lo spazio per le tende e le case mobili. L’autonoleggio vi fornira’ anche una guida di tutti i resort della zona che vi interessa. Anche se non abbiamo mai avuto problemi a trovare posto (solo 1 campeggio era pieno), ci hanno consigliato comunque di prenotarli almeno un giorno prima dell’arrivo, in modo di non trovarci sorprese. I campeggi dei parchi devono essere prenotati invece con un largo anticipo (anche di mesi). Ci hanno tutti sconsigliato di pernottare in parcheggi pubblici o nelle aree dei supermercati e dei benzinai anche se (dove non espresso esplicitamente) è comunque possibile farlo.
  • In tutti i campeggi in cui siamo stati, non c’è mai stato problema di orario d’arrivo. Abbiamo comunque avvisato quando il check in sarebbe avvenuto di notte. In genere c’è l’addetto notturno, nei campeggi piu’ piccoli invece vi lasceranno semplicemente una cartina all’ingresso con indicato il vostro parcheggio.
  • Se viaggiate con bambini sappiate che tutti i campeggi che abbiamo visitato erano super attrezzati e l’area gioco era ampia e ben organizzata. Nella maggior parte dei campeggi abbiamo inoltre trovato anche piscine riscaldate. Il noleggio biciclette non è invece cosi’ comune come si potrebbe pensare e i mezzi pubblici, la maggior parte delle volte, non erano disponibili: i campeggi infatti sono di norma lontano dai centri abitati.
  • Se con voi viaggia un bambino, chiedete al noleggio le norme che vigono durante guida. PF è sufficientemente grande per viaggiare senza seggiolino o rialzo, ma solo nei posti posteriori. Non gli era consentito viaggiare sul sedile del guidatore. Tutti i posti posteriori sono forniti di cinture di sicurezza da allacciare alla vita.

Spero di esservi stata utile! Se avete domande non esitate a contattarmi.

Presto vi raccontero’ in dettaglio la nostra avventura, mostrandovi i magnifici posti che abbiamo visitato!

 

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Alla scoperta delle Svizzera: le cascate del Reno

cascate reno con bambini

La primavera è ormai alle porte e oggi vorrei suggerirvi una delle mete da noi piu’ gettonate quando il tempo è bello e abbiamo voglia di avventura. Oggi voglio raccontarvi delle magiche cascate del Reno.

Da noi distano davvero poco, circa 1 ora, ed è per questo che quando i nostri amici ci vengono a trovare, una gita non puo’ mai mancare.

Cosa hanno di speciale queste cascate?

Io le definisco magiche: inannzitutto solo le cascate piu’ grandi d’Europa inoltre per arrivarci bisogna attraversare un castello e scendere una lunga scalinata ricavata dalla roccia, è possibile poi attraversarle con una barchetta a motore, ammirarle dall’alto di una altissima roccia e  giocare in un parchetto giochi  o ad un meraviglioso parco avventura.

Andiamo con ordine!

Per accedere alle cascate e alle barche che attraversano il fiume e offrono una gita mozzafiato sulle cascate, bisogna attraversare un castello del XII secolo con tanto di ponte di legno. L’atmosfera diventa subito magica e da lontano si sente il rumore dell’acqua che colpisce le rocce.Immaginare principesse rapite da draghi volanti e prodi cavalieri è un attimo!

cascate del reno castelloDopo aver attraversato il castello, ci attende la discesa della scalinata ricavata nella roccia. Lungo il percorso troverete grotte con viste spettacolari, terrazze di legno a ridosso dell’acqua e rifugi sicuri con magnifiche vetrate multicolori.

cascate reno

Arrivati in fondo alla scalinate, troviamo il molo dove è possibile scegliere vari tipi di “tour”: dal semplice attraversamento del fiume, al percorso lungo a quello che vi porterà sulla roccia a ridosso delle cascate.

Noi li abbiamo provati tutti e di certo quello piu’ emozionante è quello che vi porta al centro del fiume. Ne uscirete un po’ bagnati, ma ne vale davevro la pena. PF lo adora e ogni volta vuole sempre riprovarlo.

Sull’altra riva dei fiume poi vi attenderà un altro molo dove troverete ristoranti, bar e self service  per fare uno spuntino veloce e godervi una vista meravigliosa.

A ridosso del fiume vi è anche un piccolo parco giochi di cui PF è innamorato perchè ha un enorme scivolo a 4 posti, altalene pendenti e un simpatico castello di legno.Per chi ama emozioni piu’ forti poi, sulla collina a ridosso del sentiero si trova un parco avventura pernsato sia per grandi che per piccini. Noi non abbiamo ancora avuto modo di provarlo, ma ce l’hanno consigliato vivamente.

cascate reno parco giochi

Per chi avesse tempo e voglia, un simpatico trenino elettrico vi potrerà alla scoperta della città di Schaffausen, davvero molto caratteristica e di cui vi parlero’ in un’altra occasione.

Al termine della gita, una volta riapprodati sulla riva del castello, averete anche la possiblità di risalire utilizzando un ascensore panormaico completamente di vetro. Un’esperienza che diverte parecchio PF!

Per maggiori e piu’ dettagliate informazioni, vi rimando al sito ufficiale che trovate qui.

Alcuni suggerimenti:

  • La prima volta che abbiamo visitato le cascate e saliti sulla roccia in mezzo al fiume, PF aveva 5 anni. Non abbiamo avuto nessun problema, ma è da tenere presente che la scalinata per salire sullo scoglio è stretta, ripida e un po’ scivolosa e in cima lo spazio è davvero poco.
  • Durante il percorso in barca un po’ di schizzi sono da mettere in conto, quindi vi consiglio un impermeabile soprattutto se la giornata non è delle piu’ calde.
  • I bar, i ristoranti e i self service a disposizioni hanno prezzi “svizzeri” quindi non paricolarmente economici. Tenetene conto!
  • Il parcheggio all’ingresso delle cascate è enorme e quindi, anche in alta stagione, un posto si trova sempre
  • Entrare alle cascate ha un costo. La cassa è proprio  prima dell’ingresso al castello. Il biglietto comprende solo l’ingresso al castello e la discesa alle scalinate. Per i tour con il battello, il biglietto lo dovrete fare al molo. Conservate il biglietto d’ingresso, perchè lungo tutto il percorso troverete delle sbarre automatiche.
  • Sia all’ingresso che sulla riva opposta del fiume si trovano negozietti di souvenir dove immancabilmente si finisce sempre per comprare qualcosa!

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Alla scoperta di Firenze: un magico weekend con i bambini

guida firenze con i bambini

Lo scorso weekend la famiglia P. l’ha passato a Firenze tra monumenti, giochi e zii.

Sono stati giorni magici per tutti noi. PF era la prima volta che vi andava e la sua meraviglia é stata contagiosa: mi sono riscoperta bambina, tenuta dalla mano di mia mamma in giro per la città piena di turisti; ho risentito i profumi conosciuti tanti anni fa e i sapori dimenticati come quelli dei pici al ragu’ e del pane senza sale. Ho rivisto con gli occhi di PF le bellezze della città e ho ricordato i racconti che si nascondevano dentro a tanti luoghi e monumenti. E’ stato davvero bello!

Prima di partire ero un po’ preoccupata: temevo che PF potesse annoiarsi. Avevo cosi’ recuperato molte informazioni e consigli  su cosa vedere e su cosa fare in città con i bambini. Il post di Daniela Mammagiramondo mi é stato molto utile, come il libro “Firenze per gioco” che abbiamo usato tantissimo (PF si è innamorato delle filastrocche come quella sui ponti di Firenze)

Per incuriosire PF ho creato anche una “caccia ai monumenti”: ho stampato questa cartina e recuperato in internet 10 immagini (in miniatura) con i monumenti che avrei voluto visitare con PF: il duomo, Santa Croce, Santa Maria Novella, i giardini di Boboli, Palazzo vecchio, Il David, Il Porcellino della Loggia del Mercato Nuovo, La casa di Dante, il Ponte Vecchio, Piazza SS Annunziata. Come potete constatare sono tutti molto vicini tra loro, cosi’ non ci saremmo stancati eccessivamente e sarebbe stato facile terminare la nostra caccia al tesoro.

Ho messo quindi cartina e immagini in una scatolina! Non ci rimaneva altro che visitare la città ed andare a caccia  dei monumenti: almeno 5 per giornata!

visitare firenze con i bambini guida

PF é stato subito preso dal gioco, ma poi si é divertito talmente tanto ad andare in giro per la città ed ascoltarne i racconti che alla fine se ne è dimenticato.

visitare firenze con i bambini itinerari

E’ salito senza fiatare i 463 gradini della cupola del Brunelleschi fermandosi a disegnare sul suo diario una veduta della basilica di San Lorenzo;

monumenti di firenze per i bambini

si è fatto in lungo e in largo i giardini di Boboli senza lamentarsi una volta;

giardini boboli firenze bambini

si è visitato Santa Croce criticando tutti i dipinti, nessuno escluso (che ritiene troppo tristi e scuri), rimanendo pero’ incatato dalle vetrate; si è riposato alle biblioteca dell Oblate leggendo e giocando un po’;

biblioteca oblate firenze bambini

si è divertito a scovare e a fotografare per le strade cartelli stradali davvero particolari (qui abbiamo scoperto poi di cosa si trattava!)…

cartelli stradali firenze

Come ogni gita che si rispetti, ci siamo goduti anche il cibo offerto della città strafogandoci di gelato da Vivoli e da Leonardo e di frittellone da Cucciolo; ci siamo concessi una cena indimenticabile da Belcore dove il buon cibo e la cortesia del proprietario ci hanno fatto sentire a casa; ci siamo presi un pranzo al volo alla trattoria Cibrèo dove abbiamo trovato, oltre sapori particolari, anche buonumore e simpatia; ci siamo concessi una gustosissima pasta al ragu’ (che PF si è finito in un nanosecondo) dal Gatto e la Volpe, per concludere la serata con una mega pizza e tanto relax da “The Club House“.

A Firenze PF ha riscoperto, con mio garnde piacere, l’amore per il disegno, che aveva perso da parecchio. Ha riempito fogli e fogli del suo diario con schizzi e annotazioni e non perdeva occasione per fermarsi e disegnare.

Insomma una gita impegnativa (3 giorni con viaggio in treno da Zurigo compreso), ma che ci ha lasciato tanto!

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Alla scoperta della Svizzera: il Sasso San Gottardo

le grotte del sasso san gottardo svizzera

Attraversare la Svizzera in lungo e in largo è diventata per noi un’abitudine. Che sia per andare a trovare amici, per rientrare in Italia o per puro divertimento, girovagare qua e là per il  paese è ormai un appuntamento quasi settimanale.
Di cose interessanti la Svizzera ne offre parecchie e in ogni stagione. Durante i nostri viaggi di rientro in Italia abbiamo scoperto delle mete davvero belle. Alcune delle quali pero’ visitabili solo in alcuni mesi dell’anno, perchè durante l’inverno sono chiuse a causa del maltempo. Una di queste mete è il “sasso  San Gottardo” che abbiamo visitato proprio qualche settimana fa.

Quando il passo è aperto, di solito noi lo preferiamo alla galleria. Anche se allunghiamo un po’ la strada, pero’ il tragitto offre una vista è migliore,ci permette di fare delle passeggiate (PF le chiama Abenteuer, cioè avventure) e di rifocillarci al ristoro che offre deliziose torte e una buonissima cioccolata calda.

Settimana scorsa, in una delle nostre Abenteuer abbiamo scoperto che avevano inaugurato il “sasso San Gottardo”: proprio sul passo, all’interno della montagna è stata scavata una rete di gigantesche gallerie che ora sono state aperte al pubblico e organizzate secondo aree tematiche.
Come potete immaginare non ci siamo lasciati sfuggire l’occasione di visitarle.
Il percorso è davvero lungo, cosi’ noi abbiamo scelto solo la visita alla prima area che comunque è durata circa 2 ore.

Le varie caverne sono state organizzate in aree tematiche: i cristalli, l’energia, il movimento, l’acqua, la sicurezza.
Già entrare nelle caverne è un’esperienza entusiasmante: la luce soffusa, le pietre tutt’intorno, i soffitti bassi, l’acqua che gocciola creano un’atmosfera magica. PF non la smetteva piu’ di dire “che belloooo!”.

sasso san gottardo aree tematiche bambini

L’intera area è pensata per grandi e piccini. All’ingresso si è forniti di audioguida con dei percosi audio diversi per bambini e adulti.

L’area che è piaciuta di piu’ a PF è stata quella dell’acqua forse perchè poteva anche fare un percorso saltando tra degli isolotti colorati, rischiando di cadere in un mini laghetto artificiale.

san gottardo esplorazione

A me è piaciuto molto lo spazio dedicato alla sicurezza che ci ha dato modo di parlare di pericoli e di modi per evitarli.  Anche l’area sull’energia è stata comunque molto interessante.

Insomma è stata un’esperienza davvero fantastica che vi consiglio vivamente di fare.

Alcune notizie utili:

  • Le audiogiude sono gratuite (fanno parte del biglietto) e multilingue. Vi consiglio di prenderle perchè sono utili e divertenti
  • All’interno del museo fa freddo ed è umido per cui vi consiglio di munirvi di giacche
  • All’ingresso, subito dopo la biglietteria, c’è un simpatico bar (dove si ritirano le audioguide) dove potere rifocillarvi e riposarvi un po’

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Spieleland: un parco dei divertimenti per famiglie

spielelend parco divertimentiinformazioni

Come tutti i bambini PF adora i parchi di divertimento. PF pero’ non sopporta le attrazzioni troppo audaci e il caos. Al luna park siamo sempre andati in giorni tranqulli, evitando accuratamete giostre troppo “forti”.
Cosi’ quando abbiamo deciso di andare a Spieleland, ero un po’ dubbiosa. L’occasione era delle migliori: la visita dei  nostri amici americani. Cosi’ mi sono lasciata convincere, pensando che avremmo passato qualche ora piacevole su qualche giochino.
Mi sono invece subito dovuta ricredere: il parco giochi è splendido e pensato per far giocare i bambini in autonomia, anche se naturalmente qualche attrazione richiede la presenza dei genitori.
Il parco è piaciuto cosi’ tanto che non è batsta una giornata intera e abbiamo dovuto rimanere un’altro giorno  per dar soddisfazione ai piccoli (e ai grandi).

Il parco è davvero grande e alla fine del primo giorno (dalle 10 alle 18) non avevamo finito di visitarlo tutto.
L’area è divisa a zone tematiche. PF e i suoi amici si sono subito indirizzati nell’area dei giochi d’acqua dove è organizzato un enorme parco giochi con ruscelli e fontane, in cui poter canalizzare l’acqua, giocare ai travasi e con le navi giocattolo.

spielelend parco divertimenti germaniagiochi d'acqua

Le ore sono volate a vederli giocare tranquilli. Dietro a questo parco giochi si trovano i pedalo’ (che non ci siamo persi) e un tragitto di canoe, uno di barche e un’altro di autoscontri acquatici. Un consiglio: portatevi un cambio completo!!

spielelend parco divertimenti germania

Distrutti dalle nostre performace acquatiche, ci siamo concentrati sui mezzi di trasporto dove PF seguendo un corso di mezz’ora (in tedesco) ha preso pure la patente di guida. Certo, da bravo italiano, passava con il rosso e non dava precedenza ai pedoni, ma l’esaminatrice ha considerato il fattore “cultura” e la patenta gliel’ha data ugualmente!

spielelend parco divertimenti germania giochi auto

Tra un gioco e l’altro ci siamo concessi qualche stuzzichino: cioccolatini, gelati, bibite e panini ai vari bar sparsi ovunque.

La nostra visita è proseguita nell’area “fattoria” con la costruzione dei puzzle giganti in 3 D, una gita a cavallo (meccanico), una sul trattore gigante, uno su quello a pedali e per finire una bella gara a mungere le mucche (finte). Non poteva mancare la merendina sana con le mele da acquistare ai piccoli stand self service. PF non ha mai mangiato tante mele come quel giorno!

spielelend parco divertimenti germania fattoria

Attaccata alla sezione “fattoria” si trova quella delle ruspe (vere) da poter manovrare, della caccia all’oro dove abbiamo guadagnato il nostro diploma da veri cercatori d’oro (quello l’ho preso anch’io!!), gli scivoli mozzafiato e la guida del razzo. Quest’ultimo lo consiglio vivamente perchè i bimbi si divertono un mondo!

spielelend parco divertimenti germania ruspe e razzi

Proprio di fronte a questa zona, si trova l’area dove abbiamo speso piu’ tempo! Oltre agli autoscontri, il memory fatto sugli elicotteri, un giro sulle paparette, troverete le attrazioni che son piaciute di piu’ ai bambini: la gara di camion dei pompieri e il labirinto gigante.

Qualcuno di voi si ricorda i “giochi senza frontiere”? Bene, in quest’area è allestito uno spazio ispirato proprio a quei giochi: la gara dei pompieri. In pratica si deve manovrare a forza di braccia un camion dei pompieri, arrivare in fondo alla pista, riempire un contenitore utilizzando due pompe e ritornare alla base. Il tutto viene cronometrato e commentato da un animatore. L’abbiamo fatto cosi’ tante volte che i papà (adetti a far andare il camion) alla fine erano sfiniti ma con dei muscoli invidiabili!

Di fianco all’area pompieri si trova il Labirinto, ispirato al medesimo gioco in scatola. Lo scopo è quello di trovare all’interno del labirinto degli oggetti nel minor tempo possibile. I bambini si sono innamorati di questo gioco e l’hanno ripetuto allo sfinimento. Un consiglio: evitate di utilizzare voi gli scivoli all’interno del percorso: io sono rimasta incastrata!

Nello spazio di fronte al labirinto troverete, oltre ad un self service, un parco giochi e un’area dove è possibile giocare a tutti i giochi della Ravensburger. Avendoci sorpreso la pioggia, abbiamo passato qui un po’ di tempo scoprendo tanti giochi in scatola che non conoscevamo.

spielelend parco divertimenti germania autoscontri

Adiacente a quest’area c’è la zona “avventura” con un parco giochi spettacolare, le rapide da fare in gommone e gli scivoloni con i tappetoni! Insomma un vero spasso!

Per finire troverete una torre panoramica, dove potrete rilassarvi un po’, un percorso lunare da esplorare guidando una specie di jeep e naturalmente un parco giochi.

Sparsi qua e là nell’aria troverete degli stand dove poter acquistare giochi e libri (in varie lingue) della Ravensburger. Noi ne abbiamo fatto una gran scorta visti i prezzi convenienti.

Come avrete capito questo parco giochi ci è piaciuto davvero tanto e ci torneremo sicuramente.

Alcune informazioni utili:

  • Per chi decide di visitare il parco piu’ giorni, vi consiglio di soggiornare in uno degli alberghi consigliati nel sito del parco. Oltre ad offrire biglietti d’ingresso convenzionati, sono alberghi pensati per famiglie. Noi ne abbiamo provato uno e ci siamo trovati benissimo!
  • Le attrazioni del parco chiudono 1 ora prima della chiusura di tutta la struttura. Tenetene conto!
  • E’ possibile noleggiare dei carretti dove poter portare borse e bambini in giro per il parco. Noi ne abbiamo preso uno e ci siamo trovati molto bene: ha infatti permesso ai bimbi di riposarsi nel passare da un zona ad un’altra.
  • E’ possibile anche fare un biglietto solo pomeridiano che da’ l’accesso al parco dalle 14 in poi. Il biglietto naturalmente ha un prezzo ridotto. Ideale per chi vuole visitare il parco senza troppo impegno.
  • All’interno del parco si cono aree ristoro e self service. I prezzi non sono esagerati, ma è possibile comunque fare pinc nic in ogni area!

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Tutti a scuola! Alla scoperta delle pluriclassi!

scuola classi disomogenee per età

Per noi questa è stata la prima settimana di scuola primaria! Come ho avuto modo di dire piu’ volte, i bimbi qui iniziano (salvo eccezioni) la prima classe a 7 anni (compiuti entro il primo di aprile). Quindi con un anno di ritardo rispetto all’Italia abbiamo iniziato anche noi.
A parte questo, c’è qualco’altro di piu’ vistoso che differenzia il sistema italiano, a cui io ero abituata io, da quello della nostra cittadina: le pluriclassi.

Con pluriclassi intendo una sezione in cui sono presenti, per l’intero percorso scolastico, bambini di differenti fasce d’età. Nel nostro caso PF è in una sezione  insieme a bambini di 7, 8 e 9 anni. E’ presente un maestro prevalente che insegna tedesco, matematica, geografia, storia, religione e cultura, inglese e vari maestri per materie specifiche come nuoto, ginnastica, musica, coro, lavori manuali…

Le sezioni sono relativamente piccole: nella nostra ci sono in totale 19 bambini, divisi equamente tra le 3 fasce d’età.

I bambini fanno lezione nella stessa aula di volta in volta con modalità diverse: lavorando singolarmente, in piccoli gruppi omogenei per età, in  gruppi disomogenei o tutti insieme. In alcuni casi, come per il DAZ (tedesco come seconda lingua), piccoli gruppi svolgono un programma particolare in un’altra aula con un insegnante diverso.

Assistendo a delle lezioni, mi sono resa conto che l’aula, intesa in senso fisico, è molto “fluida”: i banchi vengono spostati a secondo delle esigenze anche pu’ volte al giorno. I bambini cambiano di posto in base alla necessità: a volte sono disposti a cerchio, a volte divisi in piccole “isole”, a volte in cerchi concentrici…

Sono presenti 3 cattedre e per ognuna delle 3 pareti (la quarta è una vetrata) ci sono altrettante lavagne a muro e scorrevoli. Il maestro pero’ è sempre in giro per l’aula e io ho visto usare le cattedre solo per appoggiare compiti o materiale didattico.

Esistono poi occasione in cui piu’ classi (ovvero piu’ pluriclassi) lavorano insieme come nelle ore di coro o in alcune ore di ginnastica (noi ne facciamo ben 3 a settimana!).

Personalmente non ho mai sperimentato un sistema di questo tipo, anche se ho lavorato occasionalmente con gruppi disomogenei per età per qualche progetto specifico. Appunto pero’: erano progetti particolari, di una durata precisa e con scopi precisi. In questo caso invece è proprio un sistema didattico a sè che durerà per tutta la carriera scolastica di PF!

Parlando con gli insegnanti in proposito, mi mettevano in evidenza i punti di forza di questo sistema:

  • i bambini diventano piu’ autonomi e sono piu’ concentrati, perchè devono imparare a gestire il loro tempo e a svolgere i loro compiti in un ambiente in cui contemporaneamente si svolgono attività diverse;
  • i bambini si stimolano l’un l’altro proprio per la differenza di età:  i piu’ grandi aiutano i piu’ piccoli e sperimentano le loro capacità e conoscenze, mentre i piu’ piccoli sono spronati dall’esempio e dall’aiuto dei piu’ grandi;
  • i bambini possono seguire le lezioni e le attività in base all’effettive conoscenze: un bambino con difficoltà potrà tranquillamente lavorare su compiti piu’ semplici e ripassare parti già svolte, cosi’ come un bambino piu’ avanti potrà seguire lezioni ed attività adatte a lui; tutto rimanendo nella stessa classe.

Mi facevano anche notare pero’ che inizialmente i bambini hanno bisogno di piu’ tempo per trovare il loro ritmo di lavoro e seguire le regole che permettono la buona gestione della classe come rispettare i turni di parola, il silenzio, la richiesta di intervento da parte del maestro…

Vi diro’ come andrà, visto che noi siamo solo all’inizio della nostra avventura! Di dubbi come sempre ne ho tanti…

Nel prossimo post vi parlerlo’ delle materie e del materiale didattico di questo primo anno e di come si svolge una lezione standard. Anche questi argomenti che vi interesseranno molto!!

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In Sardegna con i bambini: a Baja Sardinia tra scivoli e pedalo’

baja sardinia spiaggia bambini

Io non sono un’amante degli scivoli e dei parchi acquatici in generale, ma PF li ha da poco scoperti ed è stato amore a prima vista. Cosi’ quest’anno abbiamo deciso di portarlo ad un parco acquatico qui in Sardegna per farlo divertire un po’ e noi fare un tuffo nel passato: infatti ben 21 anni fa, giovanissimi, io e Papà Ema ci eravamo andati nella nostra prima vacanza insieme.

La nostra destinazione è stata quindi: Baja Sardinia ed il parco acquatico Aquadream.

Va da sé che il parco dopo 21 anni era cambiato parecchio e abbiamo ritrovato poco di quello che avevamo visto la prima volta, ma ci siamo comunque divertiti un mondo.

Il parco si trova proprio a ridosso del paese e quindi è facile trovarlo. E’ ben organizzato e adattissimo ai bimbi dell’età di PF che ha potuto fare quasi ogni scivolo.

Oltre a due aree per bambini ben attrezzate , il parco dispone di scivoli di varia difficoltà da fare sia con gommoni che senza.

acquaparc baja sardinia bambini scivoli

Per chi vuole semplicemente rilassarsi, come me, sono a disposizione due idromassaggi, la piscina per nuotare e comodi gommoni  per essere sospinti dalle correnti di un fiume artificiale.

Pur essendo affollato, non abbiamo avuto problemi di lunghe file per le diverse attrazioni nè per il ristorante. Nella pausa pranzo in attesa di rientrare in acqua oltre a riposarci sotto gli ombrelloni, ci siamo concessi una partita a minigolf, salti sui trampolini e un’immancabile partita a calcetto.

baja sardinia relax aquadream bambini

Va da sè che siamo stati gli ultimi ad uscire, anche pechè il nostro albergo era proprio a ridosso del parco. Soggiornarci è stato davvero piacevole e ve lo consiglio di cuore: oltre alla cortesia e gentilezza del personale, abbiamo trovato una comodissima camera con terrarzino da cui ci siamo goduti la brezza serale, una piscina interna in cui continuare a giocare e, imperdibile, una prima colazione davvero gustosa con croissant appena sfornati e frutta fresca a volontà! L’albergo La Jacia  è immerso nel verde e le stradine che conducono alle varie camere sono costeggiate da piante di oleandri, di rosmarino e di bouganville: un piacere per gli occhi e l’olfatto!

baja sardinia alberghi bambini

Non potevamo lasciare Baja Sardinia pero’ senza un bagnetto nel suo splendido mare color smeraldo e cosi’ siamo scesi nella vicina spiaggia dove abbiamo noleggiato un pedalo’. Pedala e pedala siamo approdati ad un vicino scoglio dove Pf si è potuto divertire a tuffarsi.

baja sardinia spiaggia e pedalo' bambini

Come avrete capito, è stata un gita divertente e piacevole che consiglio sia ai grandi che ai piccini.

Alcuni consigli utili e cose da sapere:

  • Al parco acquatico sono disponibili aree pic nic all’ombra e un ristorante che serve pizza, insalate e hamburger ad ogni ora
  • Dalle 13.30 alle 14.00 tutti i giochi sono chiusi, perfino le piscine destinate ai bambini. Quindi bisogna organizzarsi soprattutto se ci sono bimbi al seguito!
  • Il minigolf è gratuito (bisogna solo lasciare una caparra di 5 euro che poi vi verrà restituita) cosi’ come i tappeti elastici. L’unico problema è che non sono all’ombra e giocarci in pausa pranzo puo’ essere mortale.
  • All’ingresso sono disponbili comodi armadietti al costo di 3 euro
  • I bagnini che sorvegliano i giochi sono molto severi nel far rispettare le regole per garantire la sicurezza di grandi e piccini e questo garantisce tranquillita e relax a tutti.
  • Il parco chiude alle 18.00, anche se è possibile attardarsi un po’ di piu’ per cambiarsi e recuperare la propria roba
  • La spiaggia di Baja Sardinia è in parte libera e in parte attrezzata. Il noleggio pedalo’ e gommoni è proprio a ridosso della spiaggia. Fate il giro dei vari chioschi perchè propongono prezzi e pacchetti diversi
  • Lungo tutta la costa troverete negozietti, bar e ristorantini dove fermarsi e fare mangiare in tutta comodità
  • All’ingresso del paese, proprio a ridosso della pineta, si trova il ristorante  Il Guscio. Noi vi abbiamo cenato, mangiando una buona pizza e un ottimo filetto. Il servizio è stato veloce, malgrado fosse pieno, e PF non ha fatto in tempo ad annoiarsi che già eravamo al dolce!

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