Maschietti e femminucce: di rispetto, amore e forza

“Mamma sai che D. oggi ha picchiato S.? S. a volte è proprio antipatica perchè vuol fare la capa e non vuol far giocare i maschi. Allora D. oggi l’ha picchiata!  Un po’ pero’ mi è spiaciuto… perchè S. si è fatta male e piangeva. D. è molto forte e poi S. è mia amica!”

La discussione tra me e Piccolo Furfante è iniziata da qui: abbiamo parlato di maschietti e femminucce, rispetto e dialogo, rabbia e autocontrollo…

Il discorso poteva prendere molte pieghe, molte direzioni ma questa volta volevo parlare a Piccolo Furfante dei comportamenti tra maschietti e femminucce perchè penso che la mamma di un maschietto debba anche parlare di questo. Uno di quegli argomenti da non sottovalutare. Va da sè che il rispetto, l’autocontrollo,  la non-violenza sono concetti che riguardano ogni tipo di rapporto, non solo il rapporto tra maschi e femmine (non è che vada bene che due bambini debbano risolvere i loro problemi picchiandosi a sangue 😉 ), ma un bel confronto su questo particolare argomento mi premeva proprio di farglielo.

E’ stato un discorso interessante.

Abbiamo parlato di come S. e D. avrebbero potuto risolvere diversamente la questione, di come D. – essendo grande e forte – abbia usato “male” le sue capacità, di come i litigi possano capitare ma che usare la forza non è una bella soluzione.

Poi il discorso ha preso un’altra piega, piu’ o meno questa…

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Chiamiamole emozioni…

“Parte di noi si guarda indietro, soffrendo per la magia che ha perduto,

parte di noi è felice di dire addio al suo caotico passato;

parte di noi si svolge al domani con tutto il coraggio di cui è capace,

parte di noi è eccitata dalle possibilità di cambiamento;

parte di noi è immobile, e non ha il coraggio di guardare da nessuna parte.

M. Woodman

Nelle ultime settimane ho ricevuto molti messaggi e mail che mi chiedevano idee e attività da fare con i bambini sul tema delle emozioni. Per praticità ho condensato il tutto in questo post. Spero possa essere utile…

  1. Le palette delle emozioni
  2. Il memory emozionante
  3. L’albero dei sentimenti
  4. La scatola della rabbia di Mamma Annalisa
  5. Le filastrocche delle emozioni
  6. Le manine emozionanti

E qui tante altre idee prese in rete…

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La scatola della rabbia di Mamma Annalisa

Ho conosciuto Mamma Annalisa grazie ai Venerdi’ del libro e uno scambio veloce di mail. Annalisa ha un blog colorato e pieno di allegria, si chiama LatteDi Mami.  Come mi capita spesso leggendo e parlando con le mamme creative, sono anche  in questo caso rimasta senza parole di fronte ad un suo lavoretto, semplice da realizzare ma geniale e soprattutto utile. Le ho chiesto cosi’ se voleva condividerlo con noi. Che gioia è stata quando mi ha risposto di si’!

Ed allora ecco qui Annalisa e la sua meravigliosa Scatola della rabbia.

Annalisa, parlaci un po’ di te e del tuo blog…

Sono Annalisa la Mami di due bimbe Viola, tre anni, e Dalia, otto mesi. Il mio percorso di mamma è iniziato con l’allattamento, lì ho capito che mami avrei voluto essere, ecco perchè il mio blog si chiama Lattedimami. Voglio circondare le mie bimbe di amore, le tratto con rispetto ed empatia, vorrei trasmettere loro la passione nel fare le cose e per questo mi sono inventata creativa, non lo sono mai stata, ma lo sono diventata.

I risultati?ci sono: gli occhi che brillano di Viola per la soddisfazione di aver creato qualcosa, i sorrisi quando ha le mani imbrattate di pasta o di colore, le risate quando un esperimento non riesce come doveva. E poi il grande lusso per me è stare con le mie bimbe, godermi dei momenti con loro, vederle crescere e imparare. Con il mio blog vorrei trasmettere semplicemente la gioia nel fare le cose, nel fare il pane, nel disegnare, nello stare con le bimbe. Ecco tutto qua, semplice, ma è la nostra vita.

Come nasce la vostra Scatola della Rabbia?

Mia figlia ha quasi tre anni e spesso ha grandi difficoltà nel gestire la sua rabbia, e io con lei. Fa delle scenate per motivi che ai miei occhi sembrano futili, ma che evidentemente non lo sono per lei. Quando comincia a piangere o riesco nel giro di pochi minuti ad intervenire e placare il suo animo o altrimenti è fatta, ce la siamo giocata, parte e non la fermi più.

Non ci sono parole che la fanno star meglio o che la riportano su un piano più razionale, non vuole essere toccata nè abbracciata, insomma in quei momenti mi sento impotente e forse anche lei. Allora ho pensato di creare un qualcosa che possa, anche solo metaforicamente, contenere la sua rabbia, una semplice scatola. Ed ecco come nasce il mio lavoretto.

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