Cucinare i libri: la pizza Gruffalò

Ormai tutti sanno che Piccolo Furfante adora il Gruffalò, così tra un racconto e l’altro e una rima e l’altra, a Papà Ema è venuta una grande idea: cucinare i libri!

Non sgranate gli occhi! 🙂 Non è sua intenzione mettere in padella libri più o meno cartonati, ma  creare – insieme a Piccolo Furfante – piatti tratti dai suoi racconti preferiti.

Dato che ormai da mesi abbiamo in testa le rime di “A spasso con il mostro” abbiamo deciso di cimentarci, per prima cosa, con questo libro. Dopo avera lungo ragionato, abbiamo deciso di scartare ricette come “volpi impanate” o “civette con tutte le piume” o “serpenti al funghetto”, abbiamo quindi indirizzato la nostra attenzione sul Gruffalò… un tipo un po’ stano…

” con zanne tremende ed artigli affilati,e denti da mostro di bava bagnati,

ginocchia nodose e terribili unghione, e un bitorzolo verde in cima al nasone!

E occhi arancioni, e lingua molliccia… e aculei vilacei sulla pelliccia!”

E così è nata la nostra pizza Gruffalò!

In una teglia Papà Ema e PF hanno steso la base di pasta (tenendola abbastanza alta), ricoprendola di pomodoro e mozzarella a cubetti.  Hanno poi realizzato i dettagli del nostro Gruffalò:

per gli occhi arancioni hanno usato due uova la tegamino,

le pupille sono state fatte con le olive nere snocciolate,

per gli aculei violacei hanno usato una buccia di melanzana tagliata a bastoncini,

le zanne tremande sono state fatte con la parte bianca delle zucchine, tagliata a bastoncini

e ,per finire, per  il  bitorzolo verde in cima al nasone hanno usato un broccoletto lessato.

Un quarto d’ora di forno e poi tutti ad avventarsi sul Gruffalò 🙂

Io mi sono mangiata il bitorzolo verde, visto che nessuno lo voleva, mentre PF ha apprezzato molto gli aculei violacei 😉 Papà Ema si è dovuto accontentare delle zanne di zucchina!

Buona pizza Gruffalò a tutti 🙂

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Cucinare con i bambini: il salame di cioccolata di Piccolo Furfante

Chiusi in casa a causa della pioggia e di una brutta tosse, venerdì scorso ci siamo dati alla cucina. SLURP!

E così ecco la nostra ricetta del salame di cioccolata, il nostro “cavallo di battaglia” per tirarci su il morale. 🙂

Ingredienti:

  • 100 gr di cioccolato fondente
  • 150 gr di burro
  • 300 gr di biscotti secchi (noi usiamo gli oro saiwa)
  • 100 gr di zucchero semolato
  • 2 uova
  • pazienza e golosità

Come lo abbiamo preparato.

Abbiamo fatto sciogliere nel micronde il burro e il cioccolato separatamente (non mi fido a far sciogliere ingredienti a bagnomaria quando c’è nelle vicinanze PF) . In un contentore capiante abbiamo travasato tutti i biscotti e abbiamo incominiciato a romperli con le mani e con l’aiuto di due grossi cucchiai. Non c’è da dirvi che i biscotti sono volati ovunque, per la gioia di PF e la disperazione mia!

In un’altra ciotola abbiamo amalgamato le uova (freschissime) e lo zucchero e poi vi abbiamo aggiunto il burro e il cioccolato. Dopo aver ingurgitato tonnellate di tale composto, abbiamo deciso che valeva la pena utilizzare il rimanente per fare il salame e così vi abbiamo aggiunto (a malincuore) i biscotti rotti (alcuni pezzi devono rimanere abbastanza grossi per rendere compatto il salame).

Ci siamo conciati da buttar via rigirando con le mani il composto e dopo essercene mangiato un altro po’ (naturalmente, per vedere se era della consistenza giusta! 😉 ) lo abbiamo appoggiato su un grosso pezzo di carta di alluminio e lo abbiamo avvolto.

E’ stato a questo punto, con il salame bello che pronto da mettere in frigo, che PF ha esclamato: “Dai mamma, srotoliamo la carta così rifacciamo tutto da capo e ce ne mangiamo ancora un po’!” Come dire di no??

Dopo essere rimasto in frigorifero per circa 2 ore, il salame (o almeno quello che rimaneva) era pronto da mangiare.

Come avrete notato questa è una ricetta facilissima … tenete conto però dell’inevitabile scorpacciata in fase di preparazione, della cucina che alla fine sarà un disastro e che vi troverete cioccolato ovunque 🙂

Insomma un vero divertimento! 🙂

Volevo segnalarvi una simpaticissima iniziativa promossa dal blog  Fragole a Merenda: Le ricette di Nonna Papera 40 anni dopo. Qui potrete trovare molte ricette contenute nel famosissimo manuale, tra cui anche quella del salame di cioccolata chiamato “Salame vichingo”. Chi volesse partecipare all’iniziativa, ha tempo fino al 30 aprile 🙂

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Cucinare con i bambini: il panettone di San Biagio

In questo tranquillo (???!!) weekend, Papà Ema ha deciso di preparare il panettone di San Biagio insieme a Piccolo Furfante. Già per le feste di Natale si erano cimentati in panettoni,  rosca de Rejes e veneziane di ogni forma e dimensione per la gioia di parenti ed amici e la mia disperazione (ARGH!! ‘sta dieta non s’ha da fare!).

E così, tra spadellamenti vari, ore di attesa, furti di pasta e uvetta, il nostro panettone è finalmente pronto e giace ben impacchettato sul tavolo della cucina!! Non ci resta, infatti,  altro che aspettare il 3 febbraio (e chi riesce a resistere tanto!!) per papparselo tutto 🙂

Qui trovate la storia di San Biagio e dell’usanza, tutta milanese, di mangiarsi il panettone il 3 febbraio.

Per chi volesse dilettarsi a preparare in casa il panettone e ridurre la cucina in questo modo, ecco la ricetta di Papà Ema 🙂

Note importanti:

  • Avendo utilizzato solo lievito madre, sono occorse almeno 40 ore di lievitazione:  per poter infornare il panettone la domenica pomeriggio, ho dovuto cioè iniziare il primo impasto il venerdì sera.
  • Le dosi riportate sono per due panettoni da 750g
  • Piccolo Furfante ha collaborato solo nella parte finale (3° fase), più per motivi pratici di orario (alle 22.00 stava già ronfando alla grande) che per la difficoltà della preparazione

L’impasto, come dicevo, ha bisogno di una lavorazione lunga, che si effettua in tre momenti:

Prima fase (venerdi ore 22):

Ingredienti:

  • Lievito madre: 30g
  • Farina Manitoba 180g (60g + 60g + 60g)
  • Acqua Naturale

Rinfrescare per almeno tre volte la pasta madre, ogni volta impastando 30g di pasta madre, 30 ml acqua e 60g di farina per pane (Manitoba). Impastarla tenendola ben solida e lasciare trascorrere 6/8 ore di lievitazione fra un rinfresco ed il successivo. Alla fine dell’ultimo rinfresco, deve avere un buon profumo e solo un lieve sentore di acido.

Seconda Fase (sabato ore 22)

Ingredienti:

  • Pasta madre gr 120 – 125
  • Farina Manitoba gr 160
  • Zucchero gr 45
  • 2 Uova intere
  • Burro gr 40

Impastare il lievito madre, le uova, la farina, lavorando fino a che gli ingredienti sono ben amalgamati. Aggiungere lo zucchero, e dopo averlo bene incorporato, unire il burro ammorbidito. Lavorare a lungo fino ad ottenere una pasta liscia, elastica ed omogenea. L’ultima parte di lavorazione si effettuerà ‘sbattendo’ la pasta sulla spianatoia – ovvero sollevandola a circa 1 metro di altezza e facendola cadere sulla superficie di lavoro. Non dovrà attaccarsi e, cadendo, dovrà prendere naturalmente una forma circolare. La superficie dovra’ essere liscia.

Mettere a lievitare, quindi, l’impasto in una ciotola sigillata con un foglio di pellicola, fino a raggiungere il doppio del volume. Con una temperatura di 21C ci vorranno 10 ore.

Terza fase (domenica, ore 9:00):

Ingredienti:

  • Farina Manitoba gr 280
  • Zucchero gr 120
  • 2 Uova intere
  • 2 Tuorli
  • Sale gr 5
  • Miele gr10
  • Latte in polvere (1 cucchiaio)
  • Burro gr 115
  • Uvetta gr 150 ammollata in acqua tiepida zuccherata e poi scolata bene
  • Cubetti arancio gr 75, Cubetti cedro gr 50  fatti aromatizzare in acqua d’arancia
    In alternativa, per aromatizzare l’impasto senza usare i canditi, si puo aggiungere la buccia di un’arancia grattugiata finemente.

Aggiungere all’impasto lievitato le uova, il miele, il latte in polvere e 200 g di farina. Lavorare fino a che l’impasto si amalgama. Aggiungere i tuorli. Una volta assorbiti i tuorli e quando l’impasto e’ ben asciutto, unire lo zucchero e poi il sale. Quando lo zucchero e’ assorbito bene, unire il burro ammorbidito, le uvette ed infine la frutta candita. Lavorare a lungo – come per il primo impasto – terminando ‘sbattendo’ la pasta sulla superficie.

Lasciare riposare la pasta nel forno spento per mezz’ora, tenendo accesa la lucetta interna. Questo permetterà di scaldare un pochino l’aria all’interno del forno – oltre che consentire di verificare la lievitazione.

Ungere le mani con il burro, prendere la porzione di pasta per il primo panettone, dare una forma circolare e mettere l’impasto nella forma. Far lievitare sempre all’interno del forno spento. Il panettone deve raggiungere il livello della forma.  Il tempo dipenderà dalla temperatura nella stanza (fra 3 e sei ore).

A lievitazione ultimata, tagliare la superficie del panettone in croce e al centro mettere un riccetto di burro. Infornare a 180° per 30 minuti (senza far asciugare troppo il panettone!!).

Togliere il panettone dal forno, infilare due ferri da calza alla base per poterlo far intiepidire capovolto. Evitare quindi, che Piccolo Furfante se lo pappi tutto prima di San Biagio!! 🙂

Ecco due siti interessanti:

  • Gennarino.org (con la ricetta del panettone fatto con il lievito di birra)
  • CookAround.com(con la ricetta e dettagliate istruzioni fotografie per fare il panettone con la pasta madre)

P.S.

Gli stampi per panettone (quelli di carta) si trovano in tutti i supermercati, nel reparto cucina. E’ più facile però che li troviate con il buco in mezzo, per la preparazione di ciambelle. Non disperate! Per trasformare lo stampo in quello adatto per il panettone, è sufficiente appiattire i bordi del foro, avendo cura di chiuderlo bene! 🙂

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Cucinare con i bambini: i ravioli al cavolo nero di Nonna Antonietta

La Famiglia P.  adora mangiare in compagnia. 🙂 Nei weekend spessissimo organizziamo pranzi, cene o semplici merendine a casa nostra: cibo e buona compagnia ci danno la carica per affrontare al meglio la settimana a venire. Così ci ritroviamo con amici e parenti davanti a pizze fumanti, tacchini ripieni, torte farcite e cioccolate calde.

Va da sè che anche gli inviti non mancano mai e, dato l’amore dei fornelli di Papà Ema e Piccolo Furfante,  questi si trasformano in occasioni per preparare leccornie e sperimentare piatti.

Proprio domenica scorsa era  in programma una cenetta e così i miei due cuochi si sono lanciati nella preparazione di un piatto più che collaudato: i ravioli di nonna Antonietta con ripieno di Cavolo Nero dell’orto di nonno Gianni  🙂

Ecco gli ingredienti per 4/5 persone:

Per la pasta:

  • 150g Farina di grano tenero 00
  • 150g Farina di Semola di grano duro
  • 1 uovo
  • 1 bicchiere di acqua
  • 1 pizzico di sale

Per il ripieno:

  • 15 foglie di cavolo nero
  • 200 g di ricotta
  • 30 g di parmigiano grattuggiato o a scaglie
  • Sale, Pepe

Per il Condimento:

  • Burro
  • Salvia
  • Scorza d’arancia
  • Parmigiano

Come li hanno preparati:
Hanno messo a sgocciolare la ricotta in un colino a maglia fine e raccolto 15 foglie di cavolo nero dall’orto di nonno Gianni. Hanno intenerito le foglie, cuocendole a vapore per 5 minuti.
Nell’attesa hanno preparato la pasta dei ravioli unendo le due farine, l’acqua (100ml), l’uovo  ed un pizzico di sale. Hanno amalgamato bene gli ingredienti, impastando con forza  per 5 minuti. Hanno quindi avvolto la pasta nella pellicola e l’hanno lasciata riposare per mezz’ora. Papà Ema ha vegliato affinchè Piccolo Furfante non se la pappasse tutta cruda!! 🙂

Nel frattempo, hanno preparare il ripieno in questo modo: hanno eliminato dalle foglie di cavolo nero la parte centrale più rigida ed hanno trirato finemente la parte tenera e scura (Potete tenere qualche foglia intera per decorare il piatto prima di servire).
In una ciotola hanno mescolato la ricotta scolata, il sale, il pepe, il parmigiano ed il cavolo nero tritato, amalgamando bene il tutto.

Ora non mancava che confezionare i ravioli:

Hanno preso due pezzi di pasta di uguali  dimensioni e li hanno tirati a sfoglia sottile. Se usate la macchina per la pasta, lo spessore è quello della penultima tacca o – se riuscite – intermedio fra la penultima e l’ultima.

Una volta spolverizzato il piano di lavoro con un po’ di farina di semola, hanno appoggiato la prima sfoglia ed aiutandosi con due cucchiaini, hanno posto le palline di ripieno sulla pasta, lasciando lo spazio necessario tra una e l’altra  per poter formare i ravioli. Hanno quindi appoggiato sopra alla prima sfoglia (e alle palline) la seconda  e con le dita hanno sigillato la pasta attorno  a ciascuna pallina di ripieno. Con un tagliapasta o  una formina hanno separato i ravioli.

Una volta pronti, li hanno  cotti in acqua salata per 5 minuti; li hanno scolati direttamente dalla pentola ad una padella dove avevano fatto soffriggere la salvia e una fettina di scorza d’arancia in 50g di burro.

Prima di servire hanno sparso una ‘nevicatina’ di  parmigiano.

I nostri ravioli sono stati un successone, con grande soddisfazione dei due cuochi!!

Che altro dire: Buon appetito!! 🙂

Prossimamente:

  • Il panettone di San Biagio
  • La bisciola della Valtellina
  • Risotto alla salsiccia di Papà Ema

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Cucinare con i bambini: la focaccia di San Mateo

Sabato scorso era una giornata così così: cielo grigio, nuvole basse e un bel freschino!

Per consolarci ci siamo dati ai fornelli, preparando una bella teglia di biscotti di pastafrolla al cioccolato e la nostra “focaccia di San Mateo”… Mateo scritto proprio così con una “t” sola!

Perchè questo nome? Perchè è la focaccia preferita dai nostri amici che abitano appunto a San Mateo, una bella  e soleggiata (beati loro :-)) cittadina californiana.

E’ una comunissima focaccia fatta in casa, ma ogni volta che la prepariamo è un po’ come stare insieme a loro! E quindi con questa scusa, nel fine settimana,  la ordino sempre ai miei due cuochi di fiducia, Papà Ema e Piccolo Furfante.

E’ ottima al posto del pane durante il pranzo (e che dire della cena), ma anche come spuntino!! Purtroppo per la mia linea…

Ingredienti:

  • 400g di farina per pane (controllate sulla confezione che abbia almeno 11g di proteine per 100g)
  • 250ml di acqua naturale non clorata, tiepida a circa 30°
  • 3 g di lievito in polvere (1/2 bustina) o 10 g di lievito di birra in panetti
  • 2 bicchierini di olio d’oliva extravergine (meglio se ligure)
  • 10g di sale fino

Come la preparano:
Fanno sciogliere il lievito nell’acqua. In una ciotola mescolano 200g di farina con l’acqua e il lievito. (L’impasto sara’ abbastanza liquido).Mescolano ben bene finche’ i grumi si dissolvono.
Lasciano riposare la ciotola, coperta con pellicola trasparente o un canovaccio umido, per circa 1 ora. Per attivare bene il lievito occorre che la ciotola stia in un ambiente caldo (fra i 20 ed i 28 gradi)
In un’altra ciotola mescolano la farina rimanente, il sale ed aggiungono un cucchiaio di olio di oliva.
Uniscono quindi l’impasto di acqua e lievito e lavorano energicamente per 10 minuti.
Se l’impasto risultasse appiccicoso, bisogna aggiungere poca farina per lavorarlo meglio.
Ungono il fondo di una teglia (acciaio, alluminio, antiaderente vanno bene.. niente silicone, però) con un bicchierino di olio.
Appoggiano, quindi, la pasta della focaccia e  la stendono bene con i polpastrelli. Girano la pasta in modo che si unga su entrambi i lati e  la ‘massaggiano’ affinche’ l’olio penetri bene. Questa è la parte preferita da PF!! 🙂
Lasciano lievitare la focaccia nella teglia, coperta con la pellicola o un canovaccio umido, per 2 ore.
Prima di infornare fanno qualche buco nella pasta con le dita e spruzzano la superficie con acqua. Qualche goccia deve entrare nei fori!
Infornano la teglia a 220C per 20/25 minuti.
Una volta tolta dal forno, spennellano con olio di oliva e condiscono con un po’ di rosmarino e sale grosso.
Che fame mi è venuta!! Vorrei che fosse già sabato 😉
This is our recipe for homemade “focaccia bread” ! Yummmmmmmie!!
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I biscotti di Piccolo Furfante: i Belly Buttons

belly8Guardando qualche tempo fa una puntata di Menny Tuttofare “I biscotti di Scatto”, Piccolo Furfante non aveva capito una battuta contenuta nell’episodio: la signora Portermen, ottima cuoca, non era riuscita a cucinare i suoi biscotti preferiti, i Belly Buttons (che letteralmente significano ombelichi in inglese),  e Philip – il cacciavite parlante – aveva pensato che la simpatica vecchietta volesse cucinare ombelichi veri.

Per spiegare a Piccolo Furfante la battuta, avevo dovuto disegnargli su un foglio un biscottino facendogli vedere che il loro nomeera dovuto al piccolo foro pieno di marmellata che sembra proprio un ombelichino.

Purtroppo PF non si può condire via così facilmente e, per dimostrargli la veridicità di quel che dicevo, gli avevo dovuto promettere che appena possibile li avremmo cucinati insieme.

Così ieri complice la brutta giornata, un po’ di tempo libero di Papà Ema e la mia voglia di dolci, abbiamo dato il via all’operazione Belly Buttons!

Cosa serve:

  • 50 g farina 00
  • 50 g farina di semola di grano duro
  • 50 g zucchero semolato
  • 2 g lievito per dolci
  • 50 g strutto fresco (o burro)
  • latte (pochissimo)
  • 1 tuorlo
  • Confettura a piacere (o marmellata non a pezzi). Noi abbiamo usato quella alle fragole, perchè è la preferita di PF

Come si preparano:

Abbiamo mescolato la farina con lo zucchero, il tuorlo, lo strutto ammorbidito (non liquido) ed il pizzico di lievito. Abbiamo aggiunto quel poco di latte che serve per aiutare ad amalgamare gli ingredienti e formare una palla solida di pasta frolla.  Abbiamo lasciato riposare l’impasto per 30 minuti, mentre andavamo a dipingere  per un nuovo lavoretto.

Abbiamo quindi steso la pasta con il mattarello e l’aliuto di PF  fino ad uno spessore di 5 mm circa.

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La parte più difficile è stata evitare che Piccolo Furfante non se la mangiasse tutta 😉

Con un bicchierino (o uno stampino per dolci), abbiamo ricavato dei dischetti di 4/5 cm di diametro e li abbiamo appiattitti un po’ con le mani.

belly5Su meta’ dei dischetti abbiamo praticato un forellino al centro, usando il retro di un cucchiaino o le dita di Piccolo Furfante 🙂belly4

Abbiamo adagiato della confettura al centro di ogni dischetto senza foro e vi abbiamo appoggiato sopra un dischetto con il foro, premendo bene i bordi dei due dischi per chiudere il biscotto. Se perdono la loro forma,  si può eventualmente risagomarli con il bicchiere.

Abbelly6biamo, quindi, adagiato  i biscotti sulla carta forno e li abbiamo cotti in forno a 200 gradi  sulla placca di metallo (o sulla pietra refrattaria).

Dopo circa 10 minuti erano pronti!

Attenzione: la base deve essere di un bel colore bruno, ma non bruciato.

Che dire: Buon appetito!

Ecco un po’ di siti e blog interessati

Il sito di cucina preferito da papà Ema invece è… Scienza in cucina… naturalmente!!

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Ghiaccioli fatti in casa con sorpresa

I gelati preferiti da Piccolo Furfante sono essenzialmente due: il cono fragola- limone  e il ghiacciolo al limone con steccghiaccioli 2hetto di liquirizia. Del secondo è veramente goloso e, nelle giornate afose, ne fa delle vere e proprie scorpacciate.

Qualche anno fa avevo acquistato i contenitori per fare i ghiaccioli in casa, ma non li avevo quasi mai usati. Dopo il primo entusiasmo erano finiti in fondo ad un cassetto.

L’altro giorno, durante uno dei mie momenti di pulizia sfrenata ( non molto frequenti 😉 ), li ho ritrovati e così mi sono detta perchè non riprovarci?

Ma per stuzzicare la golosità di Piccolo Furfante ci vuole qualcosa di più che un semplice ghiacciolo al limone. Così pensa che ti ripensa, mi è venuto in mente di realizzare  il GHIACCIOLO CON SORPRESA (commestibile naturalmente!).

Ecco cosa serve:

  • caramelle gommose alla frutta di diverse forme, gusti e colori
  • spremuta di frutta 100%, non zuccherato (arancia e limone nel nostro caso)
  • un po’ di acqua (un bicchiere per 6 ghiacciolini)
  • zucchero
  • un colino fine fine

Come l’ho preparato:

Una volta ottenuto il succo di frutta (o acquistato) l’ho filtrato con il colino per togliere la polpa presente. Ho poi aggiunto l’acqua, un cucchiaino di zucchero e ho mischiato ben bene il tutto. Dentro le formine del ghiacciolo ho inserito le caramelle gommose (max 2 per ogni contenitore) e ho rimepito con il succo.

Ho lasciato riposare in freezer per alcune ore e i ghiaccioli con sorpresa erano pronti!

Per staccare il ghiacciolo dalla sua forma senza danneggiarlo, l’ho immerso alcuni secondi in una bacinella di acqua tiepida.

Una volta congelate le caramelle mantengono la loro forma, ma rimangono abbastanza rigide e così occorre un po’ di pazienza per staccarle e riuscire a masticarle. Proprio quello che ci vuole per un bambino goloso di caramelle come Piccolo Furfante!!

Ecco alcune golose ricette estive, fresche fresche, ideali per i bambini:

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Biscottini di pastafrolla

Ecco dei biscottini semplici ma irresistibili da fare tutti insieme a casa! Un’attività ideale per queste giornate di pioggia.

Ingredienti per 15 biscotti

100 g di farina 00

20 g di strutto, 30 g di burro (o 50 g di burro)

1 tuorlo

50 g di zucchero semolato

20 g di latte

poco lievito per dolci (3 g per 100 g di farina)

1 pizzico di sale

1 pizzico di scorza di limone finemente grattuggiata

zucchero a velo

Procedimento:

Riscaldare il forno a 200 C.

In una ciotola mescolare farina, zucchero, lievito, sale e scorza di limone. Aggiungere il burro e lo strutto freddi di frigo e tagliati in piccoli pezzi. Infine aggiungere il latte ed il tuorlo.

Lavorare la pasta velocemente fino ad amalgamare gli ingredienti. Non eccedere per non riscaldare troppo la pasta.

Stendere la pasta con un mattarello, fino ad uno spessore di circa 5 mm. Con le formine, ricavare dei biscotti e appoggiarli su un foglio di carta forno.

Infornate quando il forno è ben caldo. La cottura ottimale si ottiene appoggiando i biscotti sul piano di pietra refrattaria ben calda (quella per cuocere la pizza) sistemata al secondo livello dal basso. In alternativa va bene il piano di acciaio, sempre alla stessa altezza.

Cuocere per circa 10 minuti. I biscotti saranno pronti quando la base sarà di un bel colore caramellato ma la parte sopra è ancora chiara.

Togliere dal forno e spolverizzare con zucchero a velo o zucchero semolato.

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Caramelle fatte in casa: i ginevrini di zucchero

ginevriniPiccolo Furfante ha scoperto solo di recente le caramelle e i dolci in generale: solo all’età di 2 anni e mezzo ha incominciato ad assaggiarli. Su consiglio del pediatra, MOLTO severo in fatto di zuccheri (e di varie altre cose!), la dieta di Piccolo Furfante non ha mai previsto nè dolciumi nè bevande gassate e men che meno zuccherate (la camomilla, il  latte  e l’aranciata sono ancora serviti senza zucchero e le torte ne contengono una quantità davvero minima). Solo il gelato è permesso nella sua rigida dieta, ma tassativamente alla frutta (il suo gusto preferito è, ancora oggi,  la fragola!)

Avendo però  due genitori molto golosi, era inevitabile che prima o poi si avvicinasse ai dolci. Così questo Natale ha avuto il suo secondo svezzamento a base di cioccolatini, caramelle (alla frutta), meringhe, leccalecca e torte al cioccolato. La cosa è stata naturalmente apprezzata, ma è tenuta rigidamente sotto controllo.

Per fare in modo che mangi cose sane (parlando di dolciumi mi vien da ridere!!) o per lo meno senza conservanti, ho rispolverato alcune ricette tra le quali quella delle caramelle allo zucchero: i ginevrini.

Prepararli in casa è davvero molto semplice.

Cosa occorre:

  • 200 gr di zucchero (non  a velo)
  • 5 cucchiai d’acqua
  • coloranti alimentari
  • essenza di vaniglia o limone (non indispensabili)

Come si preparano.

Mettete lo zucchero in un pentolino (io ne uso uno non antiaderente) insieme all’acqua, ad alcune gocce (3/4) di colorante alimentare e, se si desidera, a 2 gocce di essenza alla vaniglia o al limone (di solito io uso quest’ultima). ginevrini1Mescolate bene il tutto finchè non diventa una crema morbida, ma non liquida.

Mettete sul fuoco (molto basso) per circa 5 minuti, seguitando sempre a mescolare in modo che il liquido non si attacchi o bruci.Il composto non deve bollire, ma lo zucchero deve scaldarsi e sciogliersi un poco.

Quando il composto è ben caldo e ancora abbastanza denso, è il momento di formare le caramelle. Togliete la pentola dal fuoco e,  usando un cucchiaio, fate cadere delle gocce su di un foglio di cartaforno. Il liquido tende naturalmente a spandersi per cui, se voleginevrini2te delle caramelle piccole, dosate molto bene la quantità che lasciate cadere. In questo caso è meglio usare un cucchiaino da caffè per essere più precisi.

Una volta formate le caramelle, lasciatele raffreddare sulla cartaforno per circa 30/40 minuti. Quando sono ben solidificate, le caramelle tendono a staccarsi da sole dal foglio.

Una nota importante: il composto tende ad indurirsi in fretta una volta tolto dal fuoco. Se non si è più che veloci è facile che, mentre si stanno preparando le caramelle versando le gocce sulla cartaforno, si solidifichi e non si riesca più a formare le gocce. Niente panico: è sufficiente aggiungere un cucchiaino d’acqua e rimettere il tutto sul fuoco per un paio di minuti. Il composto tornerà liquido al punto giusto!

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Dolci di San Valentino: le meringhe!

meringheSan Valentino si avvicina e, in vista della festa, in casa P. si comincia ad impastare, mescolare, infornare e, soprattutto, mangiare…

Ecco una semplicissima ricetta per la realizzazione di un dolcetto facile facile: le meringhe di San Valentino.

Alla preparazione ha collaborato anche Piccolo Furfante. Si è offerto, inoltre, di testare il prodotto finito: si è pappato, infatti, quasi tutte le meringhe (per la gioia del suo dentista!).

Cosa serve per la preparazione di circa 12/15 meringhe di piccola/media dimensione:

– 3 albumi

– 110 gr di zucchero semolato (non a velo!)

-10 gocce di succo di limone

– un pizzico di sale

Come si preparano:

Montare a neve gli albumi con un pizzico di sale e il limone (è possibile farlo con lo sbattitore elettrico, ma in casa P. Papà Ema pretende il lavoro duro e così questa operazione viene svolta con una semplice frusta a mano!). Quando sono ben montati (la crema deve essere molto consistente e non cadere dal cucchiaio o dalla frusta), aggiungere lo zucchero un cucchiaio alla volta. Amalgamato bene il tutto, inserire il composto dentro una siringa per dolci (in commercio ci sono sia quelle rigide sia quelle con la sacca morbida. Noi abbiamo il secondo tipo che risulta più facile nel dosare il composto e guarnire, ma anche quelle rigide vanno bene), scegliendo un beccuccio di media dimensione (per intenderci: il tappo bucato in fondo alla siringa!).

Stendere la carta forno su una teglia e formare con il composto dei cuoricini (sia pieni che vuoti all’inteno).meringhe2

Infornare per 2 ore e mezza ad una temperatura di 100 gradi (non di piu’ se no si bruciano, non di meno se no si smontano). Il forno deve essere già caldo e non deve essere aperto prima della fine della cottura.  E’ meglio, inoltre, posizionare la teglia a metà del forno per evitare che le meringhe si brucino sotto o diventino troppo scure sopra. Una volta teriminata la cottura, lasciarle raffreddare prima di servire.

Le meringhe possono diventare un goloso regalo (basta incartarle in un simpatico sacchettino trasparente) oppure possono essere servite come dolcetto sfizioso (con una tazza di cioccolata sono perfette!).

Ecco alcuni siti che propongono altre semplici ricette per la realizzazione di dolcetti:

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